The Alpina Gstaad, Switzerland, Restaurant Sommet

La prima sensazione che ho percepito all’entrata dell’Hotel he Alpina Gstaad è stata di un luogo in cui regna una grande armonia, dove tutto suggerisce accordo, sintonia, coerenza: dalla struttura in sé all’arredamento, dagli oggetti d’arte all’illuminazione. In seguito, altra sensazione che ha reso il soggiorno oltremodo piacevole e sereno, è stato l’amichevole rapporto che regnava tra i collaboratori di tutti i servizi dell’albergo, a partire dall’accoglienza calorosa e premurosa, sia del General Manager Tim Weiland, sia della responsabile PR & Digital Marketing Amélie Guénard. Inoltre, un elemento che certamente influisce a creare quest’atmosfera idilliaca è senza dubbio anche la “location” privilegiata, grazie ad un paesaggio circostante di grande suggestione ed in particolare di pace in cui si trova la struttura.

Fatte queste considerazioni, praticamente ogni dubbio su come sarebbe andata la permanenza in albergo, soprattutto per ciò che mi interessava di più ovvero l’offerta enogastronomica, è stato fugato. L’Hotel Alpina offre una ristorazione di alto livello grazie alla conduzione dell’executive chef Martin Göschel, cuoco tedesco di origine, sulla cinquantina, che dirige i tre ristoranti di questa struttura di lusso: il Sommet che vanta una stella Michelin e 18 punti Gault & Millau; il MEGU di ispirazione giapponese e con 16 punti G&M; lo Swiss Stübli e l’Alpina Lounge. Con i suoi trenta collaboratori, Martin Göschel riesce a soddisfare le esigenze culinarie di palati raffinati di ospiti molto esigenti.

L’executive chef Martin Göschel

Nel ristorante Sommet, il principale, Martin offre una cucina con basi classiche ma proiettata al futuro, dove i migliori e stagionali prodotti che offre il mercato vengono trattati con delicatezza mantenendone la giusta consistenza ed esaltandone la struttura gustativa anche con ingredienti provenienti dalle esperienze dei suoi viaggi in altre culture gastronomiche. Il menu degustazione al Sommet mi ha impressionato per la sequenza filologicamente accurata delle pietanze, dalle quali ne estrapolo una che merita un applauso a parte: Ravioli rossi di barbabietola al formaggio di Gstaad con acetosella e caviale imperiale. Salto subito al dessert della giovane e sorridente chef patissière Kim Jana Burkard che ha interpretato in modo mirabile una deliziosa Pavlova, ovviamente con meringhe, bacche ed erbe alpine.

Come detto all’esordio il “plusvalore” delle esperienze di un buongustaio sta anche nell’amabilità del personale in sala e allora un plauso sincero va rivolto al maître del Sommet Paolo Ortu e alla sua brigata. La mansione del sommelier nell’abbinare i vini ad un menu degustazione non è sempre facile, ma la professionalità del sommelier Andrea Ferrari, ha centrato l’obiettivo, facilitato da una notevole cantina che conta oltre 1200 etichette, cito poiché degustati, il Sancerre di Pascal Jolivet e il Pinot Noir del Weingut Lenz. Ai propri ospiti questo lussuoso albergo offre diverse e interessanti attività, tre delle quali ho voluto assolutamente testare.

La prima il giorno dopo, circa un’oretta prima di pranzo, un “Cooking Workshop” con due cuochi tra cui l’executive chef Martin, durante il quale ci siamo allenati a sfilettare a crudo un lucioperca di 60 centimetri e preparare poi la relativa salsina da aggiungere dopo la cottura allo “steamer”. Un’esperienza illuminante per capire cosa sta dietro ad una pietanza. Al tavolo poi, si è seduto anche il direttor Weiland, rimasto entusiasta del risultato ottenuto al “Cooking Workshop”.

La seconda attività si è svolta prima di cena, dove davanti all’importante esposizione di whisky giapponesi ci attendeva il simpatico bartender Luca Calderoni che, nonostante la sua giovane età, meno di trent’anni, è già esperto di cocktail e di whisky, con lui ci siamo cimentati nella realizzazione di due cocktail che ci hanno dato una grande soddisfazione e ci hanno fatto capire che per preparare un buon pre-dinner o un after-dinner bisogna seguire delle regole, mentre il provetto bartender può anche permettersi delle variazioni.

Giunti all’ora di cena, il maître Andrea Piras del ristorante giapponese MEGU ci ha fatto accomodare in una sala dalla delicata allure nipponica. Anche in questo caso ci attendeva un menu degustazione dai profumi e dai sapori esotici di erbe e salse magistralmente effuse su pietanze di carni (Wagyu) e pesci, dallo chef, ovviamente giapponese e Sushi Master, Tsutomu Kugota. Gli ottimi abbinamenti con tre tipologie di Sake hanno infine validato un’esperienza molto seducente. Il giorno del ritorno a casa non volevamo perdere la terza attività: un mini corso di apicoltura con colui che produce per l’Hotel il delizioso e cremoso miele che abbiamo trovato sul buffet della prima colazione. Nel periodo invernale è aperta agli ospiti la Swiss Stübli dove divertire la gola con le tipiche specialità svizzere.

The Alpina Gstaad

Alpinastrasse 23
CH – 3780 Gstaad
Tel. +41 33 888 98 88
www.thealpinagstaad.ch