Taste of Art, il ristorante di Marco Badalucci, sta conquistando un posto rilievo nel panorama gastronomico ticinese e il merito è del suo patron che ha portato a Lugano tutto il suo mondo, tutte le suggestioni di un’isola immersa nella magia del Mediterraneo.
Nato nel 1978 a Procida, figlio di un pescatore, Marco cresce nella piccola isola a pane e pesce: “Alcune mattine, se non c’era altro per colazione, la mamma ci friggeva delle alici”, ricorda Marco pensando alla famiglia numerosa e alla difficoltà per un piccolo pescatore di provvedere al sostentamento. Andare per mare con il padre era una gioia, alla profondità di 200 metri capiva dal peso che pesce fosse, anni dell’infanzia trascorsi nel piccolo gozzo. A 20 anni lascia Procida (abbandonando le lezioni di canto come baritono basso che seguiva con l’ex Direttrice artistica del San Carlo).
Le prime esperienze
Dopo le prime esperienze formative arriva alle Calandre da Massimiliano Alajmo dove lavora tre anni di cui uno con il ruolo di Sous Chef. Apprende tecniche, partecipa alla ricerca, coltiva la passione per la perfezione e l’espressività che ritrova nei piatti di Alajmo. Il passaggio lo porta da Fulvio Pierangelini che lui considera il creatore della cucina di mare gourmet in cui lui si identifica non dimenticando la sua Procida, poi un periodo a Londra per impratichirsi con l’inglese e l’apertura di un nuovo ristorante a Beaune in cui porta la sua impronta già formata ma ancora non definita.
Transita per il Cristallo di Cortina e parte per la Repubblica Dominicana dove, al Ristorante Amarcord, riceve in premio due medaglie dalla delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina.
È così che il richiamo del mare ritorna sempre come una nota nostalgica nella sua vita a ricordare la sua infanzia e i suoi cari. Dal mare ai monti sono le opportunità a guidarti nella vita, così Marco Badalucci ritorna al Cristallo di Cortina d’Ampezzo come Executive Chef e ci resta quattro anni affezionandosi al paesaggio e all’atmosfera che solo le Dolomiti sanno creare.
Taste of Art e l’avventura ticinese
Conosce Matteo Galbani, imprenditore a Lugano, e con lui decide di aprire nel 2019 il suo primo ristorante nel Ticino, Taste of Art, insignito di numerosi riconoscimenti dalla stampa e dalla critica svizzera. La sua idea di cucina è molto chiara “ Radici, ingredienti, idea e gusto, l’estetica viene dopo. Come nasce un’idea, come si esprime per me la creatività in un piatto? Può essere un ricordo, una musica, la combinazione dei sapori per me è come la tastiera di un piano, pochi ingredienti possono comporsi per formare infinite sinfonie. A volte è un assaggio a stimolare la mia fantasia e la mia curiosità”.
La creatività in famiglia non manca, dalla madre Michela Daquino pittrice di talento che disegna per esprimersi senza voler venderne nemmeno uno dei suoi quadri (alcuni si possono ammirare nel suo ristorante), al padre Giulio pescatore e poeta che ha raccolto in piccole antologie le sensazioni e i ricordi di una vita. Il mare trionfa nei piatti dello Chef Badalucci, la mediterraneità esplode negli agrumi e nei sapori intensi dei vegetali che richiamano gli aromi e i profumi del sud Italia, in equilibrio con le ottime carni e tipicità svizzere in un gioco di rimandi che sa stupire. Una cucina che cresce, sorprende e ottiene importanti riconoscimenti come lo SWISS LOCATION AWARD 2022, prestigioso premio che identifica le migliori strutture di accoglienza e di ristorazione svizzere grazie a una giuria formata dal voto di oltre 28.000 organizzatori di eventi, visitatori e da una giuria indipendente.
O il premio riconosciuto il 25 Luglio scorso dal Comune di Procida nell’anno in cui ricopre il ruolo di Città Italiana della Cultura, “per la professionalità e l’attenzione con cui fa conoscere i sapori e i profumi dell’isola nelle cucine internazionali”. Altri importanti traguardi sono all’orizzonte, un autunno ricco di progetti pensati per valorizzare il talento dello Chef Badalucci, le sue origini mediterranee, la creatività e la cultura enogastronomica italiana, fra le migliori espressioni dell’Italian way of life.