Tra le nove muse della mitologia greca, quella che mi è sembrata la più vicina all’anima de “La Musa Restaurant & Rooftop Terrace”, ristorante inserito nella cornice del prestigioso design resort “ARIA Retreat & SPA” all’interno del Parco San Marco a Cima di Porlezza, Como, è la musa Calliope che, in un’interpretazione allegorica rappresenterebbe “l’espressione accattivante”. Perché? Ma perché al ristorante “La Musa” l’intera proposta gastronomica è l’espressione accattivante della filosofia di cucina dello chef. L’executive chef Michele Pili, 46 anni, di origine sarda, può vantare esperienze professionali di prim’ordine che lo hanno portato in giro per il mondo ed ora sul Lago di Lugano mette a frutto le conoscenze acquisite e delle sue proposte culinarie dice: «La mia filosofia di cucina è semplice, come semplice è la mia idea di gastronomia. Riunisco in ogni piatto la Sardegna, mia terra d’origine, con le materie prime delle Alpi Lepontine e l’esperienza dei miei viaggi. Pochi ingredienti, gli essenziali ma decisi e forti come la mia terra, fatta di granito». Materia prima di alta gamma selezionata con cura, armonia nelle consistenze, inconsueti e audaci accostamenti che sorprendono comunque piacevolmente l’ospite, sono gli ingredienti di una cucina originale e contemporanea.
Il ristorante “La Musa”, in Guida MICHELIN 2023, gode di una “location” privilegiata poiché si affaccia sul lago di Lugano, mentre l’intima sala con il suo decoro è caratterizzata da un design elegante, ricercato e nello stesso tempo sobrio con i suoi sei unici tavoli che garantiscono riservatezza. Nella bella stagione poi, il servizio gourmet è proposto nella suggestiva terrazza con una vista sul lago ancora più sorprendente. La nostra esperienza è iniziata con la sorridente accoglienza del direttore general manager Raimondo Sartorio che ci ha presentato lo chef Michele e il giovane maître-sommelier Matteo Zecchini, 31 anni, che con la sua simpatica cadenza romagnola ci ha descritto i vari menù.
Quasi sempre, nelle nostre peregrinazioni mangerecce siamo soliti lasciarci condurre dallo chef in un percorso gastronomico, questa volta di sette portate senza calcolare gli “amuse-bouche” e il predessert. Come è nostra consuetudine non è il caso di elencare pedissequamente tutte le sette portate, ma le tre che ci hanno maggiormente impressionato e che sono un po’ la cartina di tornasole della cucina di Michele le elenchiamo: Trota marinata alla Pompia (un agrume endemico della Sardegna, molto raro e dal gusto deciso) basilico e caviale; Tortello Sassi con pancia di vitello, marinato al burro e salvia e umami di carota; Gambero con pera cotta al vin brulé, patata arrosto e riduzione al vino Cannonau.
Come detto, gli accostamenti possono apparire arditi ma il risultato al palato è convincente. Ci hanno convinto anche gli accostamenti con il vino ad ogni piatto, proposti dal bravo maître-sommelier Matteo che ha potuto attingere alla ragguardevole scelta di etichette, con anche qualche chicca che ci ha fatto piacere conoscere, come ad esempio il Verdicchio Tardivo ma non Tardo Santa Barbara 2019, un vino suadente con i suoi sentori di frutta tropicale, ammaliante per la lunghezza e benevolmente insidioso grazie alla sua facile beva. Nell’arco di un paio d’anni sono state due le esperienze gourmet al ristorante La Musa, così che ora abbiamo la conferma della continuità della cucina dello chef Michele, innovativo e dalle solide basi, coadiuvato dalla competenza sui vini e dalla scrupolosità nel servizio, del maître-sommelier Matteo.
La Musa Restaurant & Rooftop Terrace
Località Cini, 29
22018 Cima CO – Italia
Tel. +39 0344 629 132