La cucina italiana in Svizzera diventa il punto di incontro tra tradizioni regionali, competenze professionali e iniziative imprenditoriali con il primo Festival della Cucina Italiana in Svizzera, in programma dal 26 ottobre al 4 novembre 2026. Il progetto coinvolge dieci ristoranti distribuiti in nove città e riunisce chef, pizzaioli e operatori del settore con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy attraverso esperienze gastronomiche condivise e occasioni di confronto tra Italia e Svizzera.
Ideata e organizzata da Carla Botta, giornalista, imprenditrice e fondatrice di Carbot Communication, la manifestazione propone un programma che affianca professionisti italiani e ristoratori attivi nella Confederazione. L’iniziativa punta a mettere in relazione competenze maturate in contesti differenti, con particolare attenzione alle identità territoriali, alla qualità delle materie prime e alla capacità delle imprese gastronomiche di sviluppare relazioni oltre confine.
Il Festival si inserisce in un contesto nel quale la cucina italiana rappresenta anche uno strumento di promozione culturale ed economica. La ristorazione, infatti, permette di presentare prodotti, tecniche e tradizioni regionali a un pubblico internazionale, contribuendo alla conoscenza delle filiere agroalimentari e delle imprese che le sostengono.
Il Festival della Cucina Italiana in Svizzera riunisce chef e pizzaioli
La componente gastronomica della manifestazione comprende interpreti provenienti da ristoranti che rappresentano esperienze e percorsi differenti della cucina italiana. Tra gli chef figurano Luca Marchini de L’Erba del Re, Michelina Fischetti di Oasis Sapori Antichi, Francesco Franzese di Le Sensya, Riccardo Sculli del Gambero Rosso, Silvia Baracchi de Il Falconiere, Domenico Iavarone di Zest e Mariangela Susigan de La Gardenia.
A completare il gruppo sono Pasquale e Gaetano Torrente di Al Convento, Simone Testa di Punto Nave e Lino Scarallo di Palazzo Petrucci. Le loro esperienze permettono di rappresentare una pluralità di tradizioni regionali, tecniche di preparazione e interpretazioni della cucina italiana contemporanea.
Accanto alla ristorazione, il programma dedica uno spazio specifico alla pizza, settore nel quale la tradizione degli impasti e la ricerca sulle materie prime convivono con nuove proposte e modelli imprenditoriali.
Sono attesi Paolo Surace di Mattozzi 1833, Ciro Salvo di 50 Kalò, Simone Attolini di Baldoria Madrid, Peppe Cutraro di Peppe Pizzeria, Raffaele Bonetta di Raf Bonetta Pizzeria e Denis Lovatel di Pizzeria Denis. Il gruppo comprende inoltre Davide Ruotolo di Palazzo Petrucci, Mario Cipriano di Cipriano Pizzeria, Pierdaniele Seu di Seu Pizza ed Emanuele Riemma.
La presenza di chef e pizzaioli con esperienze diverse risponde alla volontà di mostrare le molteplici espressioni della gastronomia italiana, dalle preparazioni legate alle tradizioni locali alle interpretazioni che puntano sull’innovazione. Per il settore della pizza, in particolare, il confronto riguarda impasti, ingredienti, metodi di lavorazione e possibilità di evoluzione di un prodotto che ha acquisito una diffusione internazionale senza perdere il legame con le proprie origini.
Le cene a otto mani al centro del programma
Il principale formato scelto per gli appuntamenti gastronomici è quello delle cene a otto mani, durante le quali gli ospiti italiani lavoreranno insieme agli chef e ai pizzaioli dei ristoranti svizzeri coinvolti.
Non si tratta soltanto di presentare menu firmati da professionisti conosciuti, ma di creare occasioni di collaborazione diretta tra operatori che lavorano in mercati e contesti differenti. Le preparazioni saranno costruite attraverso la condivisione di tecniche, sensibilità gastronomiche e conoscenze delle materie prime, con l’obiettivo di dare spazio alle competenze dei diversi partecipanti.
La formula permette inoltre di valorizzare il lavoro delle attività che operano stabilmente in Svizzera. I ristoratori italiani presenti nella Confederazione hanno contribuito nel tempo alla diffusione della cucina del Paese d’origine, adattando proposte e modelli di servizio alle caratteristiche della clientela locale. Il Festival intende mettere in relazione questa esperienza con quella di chef e pizzaioli che arrivano dall’Italia, favorendo uno scambio professionale che può proseguire anche oltre le date della manifestazione.
Agli appuntamenti saranno affiancati abbinamenti enologici dedicati, con il coinvolgimento di ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il vino diventa così parte integrante del percorso gastronomico e un ulteriore strumento per presentare le produzioni italiane.
Zurigo ospita l’apertura ufficiale del Festival
L’inaugurazione è prevista il 26 ottobre a Zurigo e sarà accompagnata da un incontro di approfondimento moderato dalla giornalista Sofia Petti, collaboratrice di Corriere della Sera e L’Espresso.
Il talk affronterà il ruolo della gastronomia nella promozione del Made in Italy e nelle relazioni economiche internazionali. Tra gli ospiti annunciati figurano Giacomo Giovanardi, per la Camera di Commercio Italiana in Svizzera – Settore Agroalimentare, Samuele Porsia, direttore ICE Berna, e Luciano Pignataro, giornalista e scrittore specializzato in cultura gastronomica.
Il confronto sarà arricchito dalle testimonianze di imprenditori italiani che operano in mercati diversi. Interverranno Gianluca Pellegrino di Vesuvius, a Neuchâtel, Ciro Cristiano di Baldoria Madrid e Luigi Guarnaccia, referente di Luigia Svizzera.
Le esperienze portate al tavolo consentiranno di affrontare il tema della presenza imprenditoriale italiana all’estero da prospettive differenti: dalla gestione della ristorazione alla costruzione di un’identità riconoscibile, fino al rapporto con i territori e con le comunità di riferimento.
L’incontro inaugurale attribuisce quindi alla gastronomia una dimensione che supera quella strettamente culinaria. Ristoranti, pizzerie e imprese del settore possono diventare strumenti di diffusione della cultura produttiva italiana, ma anche realtà capaci di creare occupazione, sviluppare relazioni commerciali e consolidare legami tra Paesi.
Il contributo degli imprenditori italiani attivi in Svizzera
Una parte rilevante del progetto riguarda i professionisti che hanno costruito la propria attività nella Confederazione. La loro partecipazione mette in evidenza il ruolo svolto dalla ristorazione italiana nella vita economica svizzera e nella diffusione di abitudini gastronomiche legate alle diverse regioni della Penisola.
Il Festival propone così un dialogo tra chi porta nuove esperienze dall’Italia e chi lavora da anni sul territorio svizzero. Due percorsi che condividono il riferimento alla cultura gastronomica italiana, ma che si confrontano con esigenze operative, mercati e pubblici differenti.
Per gli operatori coinvolti, il valore dell’iniziativa risiede anche nella possibilità di rafforzare relazioni professionali, scambiare conoscenze e individuare nuove opportunità di collaborazione. La presenza di ristoranti distribuiti in diverse aree della Svizzera consente inoltre di dare visibilità a realtà imprenditoriali che contribuiscono alla diffusione del Made in Italy al di fuori dei principali centri urbani.
Il tema scelto per la manifestazione, We Are Together, sintetizza questa impostazione. Il riferimento è alla collaborazione tra professionisti, imprese e territori, con la gastronomia come terreno comune sul quale costruire relazioni tra Italia e Svizzera.
Gli ambasciatori del Festival rappresentano il Made in Italy attraverso il proprio lavoro quotidiano: dalla selezione degli ingredienti alla cura delle preparazioni, dalla gestione delle attività alla capacità di interpretare le richieste della clientela. Un approccio che mette al centro le competenze e la continuità del lavoro imprenditoriale, oltre alla notorietà dei singoli protagonisti.
Dieci ristoranti in nove città, da Zurigo a Lugano
Il programma si svilupperà in dieci ristoranti distribuiti in nove città svizzere. Le sedi coinvolte sono Da Noi a Zurigo, Vesuvius Taste Experience a Neuchâtel, Luigia a Ginevra, Sofia Cucina d’Amore a Losanna, Nonna – Pizzeria Ninni ad Aarau, Dolce Vita a Berna, Da Andrea a Immensee, sul Lago di Zugo, e Aroma a Basilea.
In Ticino sono previste due sedi: Acqua e Farina e Federale 1855, entrambe a Lugano. La presenza di due ristoranti nella città sottolinea il coinvolgimento del territorio ticinese in un progetto che mette in relazione attività gastronomiche attive in diverse aree della Confederazione.
La distribuzione geografica degli appuntamenti permette di raggiungere pubblici differenti e di coinvolgere imprese che operano in contesti linguistici ed economici diversi. Il Festival assume così una dimensione nazionale, pur mantenendo come riferimento la cultura gastronomica italiana e il rapporto con le sue tradizioni regionali.
Per il Ticino, il progetto rappresenta anche un’occasione per osservare il ruolo della ristorazione italiana nel tessuto economico locale e le relazioni che si sviluppano tra gli operatori del settore. La partecipazione di Lugano inserisce il territorio in un programma che punta a valorizzare sia le competenze provenienti dall’Italia sia quelle maturate dalle imprese che lavorano stabilmente in Svizzera.



