Il progetto Blade Runner Live al LAC di Lugano porta in scena un grande capolavoro cinematografico, uno dei film che hanno maggiormente influenzato l’immaginario fantascientifico contemporaneo. Sabato 14 e domenica 15 novembre 2026, il capolavoro diretto da Ridley Scott nel 1982 sarà proiettato nella versione Final Cut, con la colonna sonora di Vangelis eseguita dal vivo da The Avex Ensemble in sincronia con le immagini. L’iniziativa prosegue il percorso del centro culturale luganese dedicato all’incontro tra cinema e musica dal vivo, avviato nella scorsa stagione con Psycho.
Le proiezioni sono previste sabato alle 20 e domenica alle 15 e alle 19. L’appuntamento non si limita alla dimensione cinematografica: domenica 15 novembre, alle 17.45, la Hall del LAC ospiterà anche la conferenza Blade Runner. Umani, replicanti e altre forme del futuro, affidata a Roy Menarini, professore ordinario di cinema all’Università di Bologna e critico cinematografico. L’incontro, a ingresso libero, approfondirà alcuni dei temi che attraversano il film e che continuano a interrogare il presente, dal rapporto tra intelligenza artificiale e identità alla memoria digitale.
Blade Runner Live al LAC: il ritorno di un classico della fantascienza
A oltre quarant’anni dalla sua uscita, Blade Runner conserva una particolare capacità di mettere in discussione le certezze dello spettatore. Il film di Ridley Scott, tratto liberamente dal romanzo Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick, costruisce una storia nella quale la distinzione tra esseri umani e replicanti, creature artificiali progettate per svolgere compiti specifici, diventa progressivamente meno netta.
La vicenda si svolge in una Los Angeles distopica, segnata dall’inquinamento, dalla densità urbana e da un progresso tecnologico che non coincide necessariamente con un miglioramento delle condizioni di vita. Rick Deckard, interpretato da Harrison Ford, è un ex agente incaricato di individuare ed eliminare un gruppo di replicanti fuggiti sulla Terra. L’incontro con Rachel, interpretata da Sean Young, introduce però un elemento di incertezza che investe anche il protagonista e il suo modo di intendere l’umanità.
La ricerca dei replicanti si trasforma così in una riflessione sulla coscienza, sulla memoria e sul significato stesso dell’esistenza. Le creature artificiali non sono rappresentate soltanto come strumenti tecnologici, ma come individui che cercano di comprendere la propria condizione e di sottrarsi a un destino stabilito da altri. È in questa tensione tra programmazione e libertà, tra identità costruita e identità vissuta, che il film trova una parte importante della propria forza.
La versione Final Cut, scelta per l’appuntamento al LAC, consente di rivedere l’opera nella versione definitiva voluta da Scott. La proiezione in alta definizione e su grande schermo restituisce particolare rilievo alla composizione visiva, alla fotografia di Jordan Cronenweth e ai dettagli di una città immaginaria che ha influenzato generazioni di registi, scenografi e autori di fantascienza.
La rivista Time Out ha descritto il mondo del film come «il mondo più immersivo e tangibile mai creato per il cinema». Un giudizio che richiama la capacità di Blade Runner di costruire un universo narrativo coerente, nel quale architettura, tecnologia, condizioni ambientali e rapporti sociali concorrono a definire la storia.
La colonna sonora di Vangelis eseguita dal vivo
Uno degli elementi centrali di Blade Runner è la musica composta da Vangelis, pseudonimo del compositore greco Evangelos Odysseas Papathanassiou. La partitura accompagna le immagini senza limitarsi a sottolinearne i momenti più intensi: contribuisce a determinare il ritmo del racconto e a rendere percepibile la dimensione emotiva dei personaggi.
Il linguaggio musicale combina sonorità elettroniche, atmosfere ambient e interventi orchestrali. I sintetizzatori producono timbri sospesi, a tratti malinconici, che si intrecciano con il rumore della città e con il movimento dei personaggi. Il risultato è una musica che alterna tensione e introspezione, creando un rapporto stretto con la rappresentazione di una metropoli nella quale il progresso tecnologico convive con solitudine e precarietà.
Al LAC, la colonna sonora sarà eseguita dal vivo da The Avex Ensemble, in sincronia con la proiezione. Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, la partitura verrà proposta integralmente dal vivo per la prima volta. L’esecuzione intende restituire la complessità timbrica e la componente atmosferica della composizione originale, mantenendo il legame diretto tra musica e immagini.
La presenza dei musicisti durante la proiezione modifica anche il modo in cui il pubblico può percepire il film. Una colonna sonora abitualmente ascoltata attraverso la registrazione diventa una performance che si sviluppa nello stesso momento in cui si svolge il racconto cinematografico. Il suono non è più soltanto una componente riprodotta, ma un’esecuzione che accompagna in tempo reale le immagini e ne segue le variazioni.
La proposta si inserisce nella linea di programmazione con cui il LAC affianca alla visione cinematografica un’esperienza musicale dal vivo. Dopo Psycho, il nuovo appuntamento sceglie un’opera nella quale la musica rappresenta una parte essenziale dell’identità artistica, contribuendo a costruire un legame tra il film del 1982 e la sensibilità degli spettatori di oggi.
Umani, replicanti e intelligenza artificiale: la conferenza di Roy Menarini
Domenica 15 novembre, alle 17.45, la Hall del LAC ospiterà la conferenza Blade Runner. Umani, replicanti e altre forme del futuro, tenuta da Roy Menarini. L’ingresso sarà libero.
Professore ordinario di cinema all’Università di Bologna, Menarini proporrà una lettura dell’opera di Ridley Scott a partire dalle questioni che continuano a renderla attuale. Il punto di partenza sarà il rapporto tra cinema e intelligenza artificiale, affrontato attraverso le domande che il film pone sul confine tra esseri umani e forme di vita artificiali.
In Blade Runner, la tecnologia non costituisce soltanto lo sfondo della narrazione. È una forza che interviene direttamente sulla definizione dell’identità, sulla possibilità di conservare i ricordi e sul rapporto tra individuo e società. I replicanti possiedono ricordi e manifestano emozioni, ma la loro condizione è determinata da un sistema che li considera sostituibili. La questione non riguarda quindi esclusivamente ciò che distingue una macchina da un essere umano, ma anche i criteri attraverso i quali una società riconosce diritti, dignità e autonomia.
Questi interrogativi assumono un significato particolare nel contesto attuale, segnato dalla diffusione di strumenti di intelligenza artificiale, dalla crescente disponibilità di dati personali e dalla possibilità di riprodurre contenuti, immagini e voci. Il film permette di osservare tali trasformazioni da una prospettiva narrativa, mettendo in evidenza le ambiguità di un progresso tecnologico che amplia le capacità umane ma solleva, allo stesso tempo, questioni etiche e sociali.
Tra gli argomenti che Menarini affronterà figurano la memoria digitale, la crisi ecologica e la sorveglianza. Temi distinti, ma collegati all’idea di un futuro nel quale la tecnologia modifica le relazioni tra individui, ambiente e potere. La memoria, per esempio, non è soltanto un archivio di informazioni: nel film diventa una componente fondamentale dell’identità personale. La crisi ambientale, invece, contribuisce a definire una società nella quale le conseguenze dello sviluppo industriale e tecnologico si riflettono sulla qualità della vita.
La conferenza offrirà quindi un’occasione per approfondire il significato di un’opera che, pur appartenendo alla fantascienza, affronta questioni che riguardano già il presente. Il rapporto tra vita biologica e vita artificiale, in particolare, resta uno dei nodi centrali del dibattito sull’intelligenza artificiale e sulle responsabilità connesse al suo sviluppo.
Il dialogo tra arte e scienza nel programma del LAC
L’appuntamento con Blade Runner Live fa parte del percorso tematico Intelligenze quantiche ed è sostenuto da IBSA Foundation, partner di ricerca scientifica del centro culturale. La conferenza di Roy Menarini rientra invece nel programma LAC edu ed è uno degli incontri di SciArt, progetto promosso da IBSA Foundation per favorire il dialogo tra discipline artistiche e scientifiche.
Il collegamento tra il film e questi percorsi non riguarda soltanto la presenza di tecnologie avanzate nella storia. L’opera di Scott offre infatti un punto di osservazione sulle domande che emergono quando la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica incidono sulla definizione dell’umano. Il cinema, attraverso personaggi e situazioni immaginarie, permette di esplorare le possibili conseguenze di trasformazioni che nella realtà procedono con ritmi e modalità differenti.
In questo senso, la scelta di Blade Runner si colloca all’incrocio tra divulgazione culturale, riflessione scientifica e spettacolo. La proiezione con musica dal vivo valorizza la componente artistica del film, mentre la conferenza amplia la prospettiva, mettendo in relazione la narrazione fantascientifica con questioni contemporanee.
Il programma propone così due momenti complementari: da una parte la visione di un’opera che ha segnato la storia del cinema, dall’altra un approfondimento sui suoi significati e sulla loro attualità. Un’impostazione che consente di avvicinare pubblici interessati al cinema, alla musica e alle trasformazioni tecnologiche, senza separare l’esperienza estetica dalle domande che essa può generare.
Date, orari e informazioni per partecipare
Le proiezioni di Blade Runner Live sono in programma al LAC di Lugano sabato 14 novembre 2026, alle 20, e domenica 15 novembre, alle 15 e alle 19. Il film sarà presentato nella versione Final Cut, in alta definizione, con la colonna sonora di Vangelis eseguita dal vivo da The Avex Ensemble.
La conferenza di Roy Menarini, Blade Runner. Umani, replicanti e altre forme del futuro, si terrà domenica 15 novembre alle 17.45 nella Hall del LAC, con ingresso libero.
Il programma completo si inserisce nella proposta culturale autunnale del centro luganese, con un appuntamento che unisce la rilettura di un classico del cinema a una riflessione sul rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale. Una storia ambientata in un futuro immaginario che continua a interrogare il presente, proprio perché le sue domande riguardano la memoria, la responsabilità e i limiti che una società decide di riconoscere alla tecnologia.



