Ho dato appuntamento a Kathya Bonatti in un locale sul lago dove arrivo con largo anticipo. Ho così l’occasione di osservarla quando arriva. Indossa un abitino nero e un cappello in paglia, cammina decisa, come decisa è la sua stretta di mano. Nell’attesa sono già a metà del mio caffè freddo shakerato, lei chiama il cameriere e ordina un’acqua minerale servita in un calice da vino. «Sono astemia – mi dice sorridendo – ma adoro i dettagli che fanno la differenza». Kathya se ne intende di fascino, ha scritto pure un libro “Sedurre con il corpo, la mente e l’anima”, volume breve e conciso su come attrarre persone e relazioni appaganti. L’ho letto e ve lo consiglio, vi troverete spunti interessanti. Oltre a ciò, da sessuologa e life coach, Kathya sa bene quanto è importante stare bene nella propria pelle, piacersi (prima di voler piacere) e sentire ciò che il corpo ha bisogno e desidera.
Cosa significa per te avere charme?
«Associo allo charme tutto il mio “sentire” e il mio “stile di vita”… una continua promessa di emozioni. Sedurre con il corpo, con la mente e con l’anima, in un mix intrigante e naturale. Possiedono charme le persone che hanno consapevolezza, una visione reale della propria esistenza collegata ad intelligenza, persone capaci di leggersi, di comprendersi e di esprimersi in tutte le sfumature dell’anima».
Di cosa tieni conto per il tuo abbigliamento?
«Sono un’estroversa, uso gli abiti per comunicare a seconda del ruolo che assumo al momento. Prima di diventare psicologa ero manager gestionale nel settore socio-sanitario e ho sempre indossato tailleur femminili in un ambito professionale prettamente maschile, non curandomi dell’opinione dei colleghi. Prima del mio abito parla la mia personalità determinata e avendo una energia molto forte armonizzo questo lato di me facendomi guidare dal mio “sarto interiore” con la scelta di abiti femminili che a mia volta mi seducono, morbidi, con drappeggi che richiamino dettagli simbolici o gioielli con vibrazioni particolari come i minerali. Mi piace il color oro, le scollature, gli spacchi. E naturalmente i tacchi alti, scarpe sexy ma rigorosamente non in pelle, da vegana convinta».
La versione completa di questo articolo la potrete trovare all’interno dell’edizione cartacea di Ticino Welcome oppure su Issu a pagina 142