Il pubblico che ha letteralmente invaso Piazza della Riforma e le vie adiacenti per il Lugano Estival Jazz era quello dei grandi numeri e testimonia la longevità e al contempo la capacità di rinnovarsi della storica manifestazione. Inserito per la prima volta ad apertura di Lugano LongLake Festival e grazie al sostegno sia privato che pubblico, sono state messe le fondamenta per assicurare la continuità di questo momento celebrativo della musica jazz che offre, a livello svizzero e internazionale, un’importante visibilità alla città di Lugano.
Tra gli ospiti dell’edizione 2023, Ben Harper, Mark Lettieri, Judith Hill, i Seun Kuti & Egypt 80 e Beppe Donadio. I Premi alla carriera sono stati assegnati a Gilberto Gil e Stanley Clarke. La 43a edizione di Estival Jazz è stata sostenuta da Ceresio Investors, sponsor principale, e promossa dalla RSI, che ha assicurato la diretta radiofonica.
Con quale bilancio si chiude l’edizione 2023 di Lugano Estival Jazz?
J.M.: «Il mio bilancio è estremamente positivo. La qualità degli artisti e la meteo (fattore da non trascurare) hanno attirato in Piazza una folla immensa. Molto positiva anche la nuova esperienza con la Città di Lugano: ho trovato uno staff collaudato e affiatato, persone competenti ma soprattutto motivate ed entusiaste».
F.C.: «Vedere la Piazza e le vie adiacenti colme di gente ha provocato in tutti un’emozione grandissima. È stato come se, dopo gli anni della pandemia, fosse scoppiato il bisogno di ritrovarsi insieme, di condividere un momento di festa collettiva. E naturalmente l’ottima musica proposta ha fatto da collante per fare esplodere questo entusiasmo popolare».
Piazza della Riforma ha visto alternarsi sul palco artisti di grande richiamo internazionale. Possiamo citare alcuni nomi tra quelli che maggiormente hanno entusiasmato la piazza?
J.M.: «C’era molta attesa per Ben Harper ovviamente. Mi sembra che il pubblico abbia però apprezzato tutti i concerti, soprattutto quello di Gilberto Gil, un monumento della cultura della nostra epoca, che ha ricevuto un immenso tributo di affetto da parte del pubblico e soprattutto dai moltissimi brasiliani accorsi da ogni parte d’Europa per rendergli omaggio. Ho incontrato persone arrivate appositamente per lui da Maiorca, Lisbona, Roma, Norimberga. Il gruppo che ho preferito io? Se devo proprio scegliere direi la magnifica e strepitosa band di Stanley Clarke».
F.C.: «L’elenco dei musicisti che hanno travolto il pubblico sarebbe lungo. Ben Harper è stata una conferma, ma il suo successo era scontato. Mi hanno molto impressionato Judith Hill con la sua voce possente e gli arrangiamenti tutt’altro che scontati, Stanley Clarke e naturalmente Gilberto Gil: vedere sul palco quell’uomo non più giovane che suona, canta e balla è stato uno spettacolo unico e gli spettatori in piazza non riuscivano a non lasciarsi trascinare dalla sua musica».
Dal punto di vista artistico quali sono i tratti distintivi di questo evento rispetto ad altre manifestazioni che si tengono sul territorio ticinese?
J.M.: «Per prima cosa la varietà dei generi proposti. Come tradizione voleva siamo passati con disinvoltura dal jazz alla world music, dal funky alla canzone d’autore. Il denominatore comune è stata come sempre l’alta qualità dell’offerta. Abbiamo optato per due serate di altissimo livello piuttosto che tre di livello medio. L’altra caratteristica che contraddistingue da sempre Estival è la gratuità dei concerti. In nessuna altra parte puoi ascoltare artisti di fama planetaria senza pagare un biglietto».
F.C.: «Estival Jazz è un evento molto amato dai suoi appassionati e frequentatori e questo amore credo sia determinato anche dall’unicità della relazione che si stabilisce tra i musicisti e il pubblico. Si va in Piazza certamente per ascoltare un concerto ma soprattutto per partecipare, per vivere una esperienza unica coinvolti dal clima generale, dalle presentazioni e, naturalmente dall’altissima qualità musica».
Il format della manifestazione ha previsto quest’anno 7 strepitosi concerti. Ritenete questa formula valida o prevedete per la prossima edizione alcune modifiche organizzative?
J.M.: «Spetterà alla Città di Lugano definire la sua strategia futura. Estival ci sarà senz’altro nel 2024, probabilmente posticipato di qualche giorno per evitare la concomitanza con gli europei di calcio. Io spero che possa tornare ad essere l’evento clou della ricca estate luganese, che si possa tornare presto alle tre serate e magari anche a offerte collaterali quali il villaggio di Estival e le Estival Nights che in passato erano tanto piaciute. Dipenderà molto dalle finanze, la Città ha fatto uno sforzo notevole ma non può’ fare tutto. Sarà indispensabile trovare nuovi sponsor e sostenitori per garantire il giusto equilibrio tra pubblico e privato».
F.C.: «Il format complessivo di Estival è certamente valido e, salvo pochi aggiustamenti, penso vada mantenuto inalterato. Certo, sarebbe molto bello tornare ai consueti tre giorni di manifestazione, magari implementando la proposta con concerti in altri luoghi cittadini, con workshop, ma il primo punto resta l’altissimo livello artistico, l’obiettivo è salvaguardare in ogni caso l’elevata qualità dei musicisti e della band invitate».
Quale è stato il contributo della Divisione eventi e congressi della Città di Lugano e qual è il valore di questa esperienza?
J.M.: «Ha fatto moltissimo e bene. Personalmente mi sono trova bene con tutti e in particolare in perfetta sintonia con Filippo Corbella con il quale è nato un rapporto non solo professionale ma anche di amicizia. È stata la prima esperienza del “nuovo” Estival, ora occorrerà affinare e perfezionare alcuni dettagli organizzativi per poter offrire al pubblico un Estival ancora migliore».
F.C.: «Grazie alla Divisione eventi e congressi si può oggi ben dire che Estival Jazz avrà un futuro. Affiancare Jacky Marti è stato per me un onore. Essere chiamato a far parte di una storia che in 43 anni ha portato a Lugano il meglio della musica mondiale fa nascere in me un grande senso di gratitudine e di fierezza. Il meccanismo è ben costruito, con Jacky questi mesi sono stati molto belli, abbiamo cominciato a conoscerci, stimarci, diventando amici, ora basta soltanto oliare un po’ gli ingranaggi per assicurare una lunga vita a questa manifestazione».
Uno dei punti di forza di questa manifestazione è rappresentato dalla gratuità della partecipazione del pubblico. Riuscirete a mantenere questo vantaggio anche nelle prossime edizioni?
J.M.: «La gratuità ha sempre distinto Estival dagli altri festival nazionali e internazionali, a questo livello di offerta artistica ovviamente. La gratuità ha permesso a Estival di diventare molto popolare e di far conoscere a un vasto pubblico artisti e musiche che magari non avrebbe mai ascoltato. La gratuità in passato è stata anche la molla che ha attirato molti indispensabili sponsor e sostenitori. Mi auguro di cuore che rimanga la carta vincente di Estival, così come mi auguro di poter continuare a offrire a Estival la mia esperienza e soprattutto la mia passione.
F.C.: «Questo aspetto di Estival è fondamentale: mi sento di dire che la gratuità è un elemento importante perché fa sentire la gente voluta, accolta, e parte integrante della manifestazione. Per come sarà possibile è da salvaguardare».
Ceresio Investors: le ragioni della nostra partecipazione
Gabriele Corte, Direttore Generale di Ceresio Investors racconta le motivazioni che hanno indotto questo istituto a sostenere Estival Jazz, nel quadro di un più complessivo impegno a favore del territorio luganese e del Ticino.
Quali sono le ragioni che vi hanno spinto a sponsorizzare un evento come Lugano Estival Jazz?
«C’è un precedente che vorrei raccontare e che ben illustra come l’incontro tra Ceresio Investor ed Estival jazz sia stato un fatto quasi naturale. Da anni, tra i nostri progetti di cooperazione internazionale, sosteniamo, tramite la Fondazione del Ceresio, la Banda dos Curumins, un ramo dell’associazione filantropica Casa dos Curumins, nata sulla scia di un’esperienza nella comunità della Pedreira, Stato di San Paolo, per volontà del regista Alberto Eisenhardt. Nel 2020 questo complesso musicale avrebbe dovuto esibirsi in occasione dell’Estival, ma quella edizione e la successiva come è noto a causa del Covid non si tennero, con grande dispiacere dei ragazzi, che in gran parte per la prima volta nella loro vita sarebbero usciti dalle certamente non facili condizioni di vita in Brasile. L’occasione si è ripresentata con Estival Jazz 2022, quando questi giovani musicisti brasiliani hanno aperto la ‘one night only’ e vederli piangere sul palco è stata una cosa emozionante e al tempo stesso fortemente commuovente. Il nostro rapporto con Estival si nutre dunque di valori fatti di solidarietà, condivisione, partecipazione popolare e siamo stati dunque ben lieti di sostenere e favorire anche quest’anno il successo dell’evento».
Come si inserisce questa scelta nel quadro della strategia di Ceresio Investor di attenzione al territorio ticinese?
«Da anni tramite la Fondazione del Ceresio, istituzione di famiglia legata a Ceresio Investors, operiamo supportando organizzazioni non profit con l’obiettivo di affiancare le persone fragili vicine e lontane e di sostenere le comunità attraverso la formazione. Con un approccio evidence based, costruiamo solide e durature relazioni di fiducia con partner e beneficiari, ispirandoci alle tradizioni di professionalità che hanno contraddistinto la famiglia Foglia nella sua attività imprenditoriale. Come Ceresio Investors invece, siamo attivi soprattutto nel sostenere attività culturali delle aree in cui operiamo. In questa prospettiva, e facendo specifico riferimento al territorio luganese sono numerosi gli interventi a sostegno dell’offerta culturale, a cominciare, per fare qualche esempio, dalle attività della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, all’Associazione delle gallerie d’arte di Lugano, o ancora a Lugano Musica o al Sobrio Festival.
Ma mi piace anche citare il nuovo volume della collana “Pagine storiche luganesi” dedicato alla storia dell’edificio postale, realizzato dall’architetto bernese Theodor Gohl e inaugurato nel 1912. La pubblicazione, è frutto di una stretta collaborazione fra Città di Lugano, famiglia Garzoni e Ceresio Investors. E, ancora, il sostegno alla fondazione Pro Venezia, che interpreta la volontà della Svizzera di contribuire al recupero e alla conservazione di opere di artisti svizzeri nella città lagunare».
Quali altre iniziative avete in programma di sponsorizzare nei prossimi mesi e verso quali specifici settori (arte, cultura, sport, ecc.) indirizzerete i vostri interventi?
«La nostra presenza sarà anche in futuro articolata su vari settori, cercando di coprire al meglio le richieste e le esigenze del territorio ticinese. Tra i prossimi interventi culturali vorrei annunciare un evento che certamente avrà un rilevante impatto e risonanza internazionale e cioè la mostra della Collezione Olgiati dedicata a Giacomo Balla e Piero Dorazio messi a confronto sul filo della luce.
L’artista futurista e l’astrattista rivoluzionario romano saranno infatti i protagonisti, il prossimo autunno, della mostra “Dove la luce”, un percorso organizzato in collaborazione con l’archivio Piero Dorazio e allestito dallo studio dell’architetto Mario Botta».