L’origine della collaborazione che ha portato alla nascita di Mare Nostrum e che permette oggi di festeggiarne i 20 anni, risale a una jam session in Giappone, durante la quale Jan Lundgren e Richard Galliano hanno scoperto un’immediata affinità artistica. Successivamente, il legame con Paolo Fresu si è sviluppato in maniera naturale, grazie anche a collaborazioni preesistenti nei rispettivi progetti musicali. Da quell’incontro casuale è nato un trio che, nonostante le differenze culturali e personali dei suoi membri, è riuscito a creare un universo musicale coeso e inconfondibile.
Mare Nostrum: un progetto in continua crescita
Mare Nostrum non è una realtà cristallizzata, un concerto, uno spettacolo scritto una volta e che ora si ripete sempre uguale: come i suoi ideatori crescono, maturano, cambiano, coltivano ogni giorno nuovi interessi e suggestioni musicali, così anche il progetto è in continua evoluzione. Se il debutto discografico del trio, nel 2007, ha segnato l’inizio di un viaggio musicale caratterizzato da melodie intense e ricche di emozione, il secondo capitolo, Mare Nostrum II, pubblicato nel 2016, ha consolidato il successo del gruppo con brani originali e ballate intrise di una rara bellezza. Nel 2019, il terzo disco, realizzato per l’etichetta tedesca ACT, ha ulteriormente arricchito questa straordinaria collaborazione, portandola alla consacrazione internazionale. Oggi, Mare Nostrum rappresenta un raro esempio di progetto artistico che sfugge alle logiche di marketing per concentrarsi esclusivamente sulla creatività e sull’autenticità e che si rinnova ogni sera sul palco, grazie a interpretazioni personali che lasciano spazio all’improvvisazione e agli stati d’animo che via via si susseguono nei momenti esperienziali della vista di ciascuno dei tre musicisti: l’insieme di queste tre unicità, dà vita a un progetto assolutamente innovativo.
Un progetto per sua natura eterogeneo e melting pot fin nelle radici, considerando la diversa estrazione musicale e più in generale culturale dei tre artisti. Fresu, Galliano e Lundgren esplorano un vasto repertorio che spazia dalla chanson francese di Charles Trenet ai brani tradizionali svedesi, passando per il tango di Astor Piazzolla, il barocco italiano di Monteverdi e composizioni originali. Questo mosaico sonoro, frutto di un profondo rispetto per le rispettive tradizioni culturali, crea un’esperienza musicale che celebra l’apertura e la contaminazione tra generi diversi, con un risultato tanto variegato da non essere possibile da replicare in nessun altro contesto. Anche perché, per sua natura il jazz è forse il genere più abile nel fondere stili e sensibilità diverse evolvendosi, mantenendo vivo il suo spirito innovativo, che lo ha caratterizzato sin dalle origini.
Ma perché Mare Nostrum, un progetto così particolare e – se vogliamo – colto, diventa così fruibile? A rendere tutto “semplice”, immediatamente amabile, è la perfetta simbiosi tra i tre musicisti. La tromba di Paolo Fresu, la fisarmonica di Richard Galliano e il pianoforte di Jan Lundgren si intrecciano in un dialogo che trascende le differenze strumentali, creando un suono unico e affascinante.
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