«Se volete conoscere chi sono, guardate i miei film» amava dire Charlie Chaplin. Sono queste citazioni senza tempo che hanno ispirato i fondatori del Chaplin’s World, dedicato al mitico artista britannico che sorge a Corsier-sur-Vevey, tra Losanna e Montreux, dove trascorse i suoi ultimi 25 anni di vita. Il museo ha aperto le sue porte al pubblico il 16 aprile 2016, lo stesso giorno il cui l’attore avrebbe compiuto 127 anni. Ha vissuto con la sua famiglia a Corsier-sur-Vevey fino alla morte, il giorno di Natale del 1977, all’età di 88 anni. La moglie Oona O’Neill, di 35 anni più giovane, gli ha dato otto figli. Due di loro, Eugene e Michael, vivevano ancora in questa casa quando Yves Durand, l’imprenditore culturale canadese che nel 2000 ha lanciato il progetto di casa-museo assieme all’architetto Philippe Meylan, contattò la famiglia per la prima volta. “ «Il nostro obiettivo è di fare del Museo Chaplin uno dei luoghi culturalmente più importanti della Svizzera», commentava poi in occasione dell’apertura con un pizzico di orgoglio Yves Durand. Il museo dedicato a Chaplin è stato allestito proprio nella residenza conosciuta come La Manoir de Ban dove tutta la famiglia Chaplin ha vissuto fino alla morte della moglie dell’attore, nel 1991. Si tratta di una casa padronale in stile neoclassico, costruita nel 1840 e circondata da un vasto parco di 14 ettari con alberi centenari. Per realizzarlo ci sono voluti 16 anni ma il risultato è davvero unico. Tra le sezioni che compongono il museo vi è lo spazio espositivo che attende i visitatori per immergersi nel mondo dell’artista, il parco dove si trova la casa e gli studi cinematografici hollywoodiani, dove vengono ricreate le scene dei più famosi film di Chaplin. Tutta la scenografia è stata realizzata da François Confino, uno fra i più apprezzati specialisti al mondo in allestimenti museali, che ha concepito un percorso interattivo, con l’ausilio di tecnologie virtuali ed elementi multimediali. Le opere sono utilizzate come filo conduttore per scoprire l’uomo e l’artista, lungo un percorso di oltre 3.000 metri quadri. Oggetti personali, lettere, fotografie ed esperienze multimediali si mescolano a immagini ad alta definizione e in 3D, con un’acustica avanzata ed effetti speciali. Tutte le più evolute tecnologie contribuiscono insomma a far rivivere le molteplici sfaccettature dell’opera di Chaplin, che non è stata solo nell’ambito cinematografico ma anche in quello musicale. In parallelo alla visita si può scoprire la storia dell’immagine in movimento, che dalla lanterna magica dei fratelli Lumière, porta alle pellicole tradizionali per il grande pubblico fino a quelle tridimensionali. Un viaggio spettacolare di tre ore allo stesso tempo divertente e commovente, come lo sono i film di Charlie Chaplin. La visita del museo include anche i giardini tra sentieri e terrazze di questa proprietà offrendo panorami tra i più belli della Svizzera Romanda. Infine, per completare l’esperienza, gli ospiti sono attesi da un ristorante e un negozio, quest’ultimo progettato nel vecchio garage dove Chaplin amava custodire la sua Bentley. Ma Chaplin’s World va oltre la funzione museale offrendo una programmazione di eventi culturali e festival. In parallelo, una galleria presenta mostre di artisti di fama internazionale. Nei periodi di Natale e Pasqua viene inoltre messa a disposizione una mongolfiera per apprezzare dall’alto la regione collinare. La gestione del museo è affidata a Grévin International, filiale della società Compagnie des Alpes, leader dell’industria del tempo libero e del divertimento. Sinora è stato visitato da tutta la stampa internazionale e da celebrità come Sophia Loren, la quale era stata diretta da Chaplin in veste di regista e produttore nel film La Contessa di Hong Kong. Per chi volesse completare la visita delle opere e dei monumenti dedicati a Chaplin e portarsi a casa una foto ricordo con il grande artista, ad accogliere i visitatori sul lungo lago di Vevey c’è la storica statua in bronzo dello scultore inglese John Doubleday, eretta in memoria del periodo che Chaplin ha trascorso in questa città.
Comico, sceneggiatore e produttore cinematografico
Charlie Chaplin nasce il 16 aprile 1889 a Londra. La sua prima apparizione sul palco risale al 1894 quando sostituisce la madre ammalata. Nel 1903 inizia la sua carriera di attore in un teatro inglese e sette anni più tardi viaggia negli Stati Uniti per una tournée con la celebre compagnia di pantomime di Fred Karno. Ed è proprio durante un giro di spettacoli ad Hollywood nel 1913, che il produttore Mack Sennett lo scopre, inducendolo poi a firmare il primo contratto cinematografico con la Keystone. Nel 1914 fa la sua prima apparizione sullo schermo (titolo: “Per guadagnarsi la vita”). Per le brevi comiche pensate per Sennett, Charlie Chaplin trasformò la macchietta che si era costruito nel tempo, “Chas” (una sorta di nullafacente dedito solo al corteggiamento), in quel campione di umanità che è il vagabondo “Charlot” (chiamato inizialmente “Charlie” ma poi ribattezzato Charlot nel 1915 da un distributore francese), confezionato da Chaplin nell’indimenticabile “divisa” fatta di baffetti neri, bombetta, giacchetta stretta e corta, pantaloni larghi e sformati e bastoncino di bambù. Nel 1918, Chaplin è ricco, famoso e conteso. In quell’anno firma un contratto da un milione di dollari con la First National per la quale realizza, sino al 1922, nove mediometraggi (fra cui classici assoluti come “Vita da cani”, “Charlot soldato”, “Il monello”, “Giorno di paga” e “Il pellegrino”). Seguono i grandi film prodotti dalla United Artists (la casa fondata da Chaplin nel 1919 con Douglas Fairbanks sr., D. W. Griffith e Mary Pickford): “La donna di Parigi” (di cui è solo regista), “La febbre dell’oro” e “Il circo negli anni ’20”; “Le luci della città” e “Tempi moderni” negli anni ’30; “Il grande dittatore” (travolgente satira del nazismo e del fascismo) e “Monsieur Verdoux” negli anni ’40; “Luci della ribalta” nel 1952. Personaggio pubblico, universalmente acclamato, Charlie Chaplin ha avuto anche un’intensa vita privata, sulla quale sono fiorite leggende di tutti i tipi, poco chiarite ancora oggi. A testimonianza della voracità sentimentale del personaggio, quattro matrimoni, dieci figli ufficiali e numerose relazioni spesso burrascose e dai complessi scioglimenti. Numerosi anche gli avvenimenti di carattere politico che hanno segnato la vita del grande comico. La presunta origine ebraica e le simpatie per idee e movimenti di sinistra gli causarono numerose grane, fra cui quella di essere sottoposto al controllo dell’FBI sin dal 1922. Nel ’47, invece, viene addirittura trascinato di fronte alla Commissione per le attività antiamericane, sospettato in pratica di comunismo: un’accusa che gli costa l’annullamento nel ’52 del permesso di rientro negli USA. Nel 1953 i Chaplin si stabiliscono in Svizzera. I suoi ultimi film (“Un re a New York”, 1957, e “La contessa di Hong Kong”, 1967), la sua “Autobiografia” (1964), le riedizioni sonorizzate delle sue vecchie opere e molti progetti rimasti incompiuti, hanno confermato sino all’ultimo la vitalità di un artista che va annoverato fra i pochi grandi in assoluto.
Chaplin’s World
Route de Fenil 2
1804 Corsier-sur-Vevey
www.chaplinsworld.com