Ambientato in Canton Ticino e pubblicarlo dall’editore Gabriele Capelli di Mendrisio, il romanzo uscito a metà 2020 ha avuto il sostegno della Fondazione Pro Helvetia e ha raccolto in circa un anno grandi consensi di critica e pubblico.
Ora arriva in finale a Scritture di Lago, il prestigioso premio nato a Como e dedicato ai libri editi ambientati sui laghi, sostenuto da Banca Generali. Il comitato di lettura infatti, formato da giornalisti e intellettuali, l’ha premiato con alti voti, garantendogli l’accesso alla cinquina che verrà vagliata da una giuria di 5 esperti del settore.

Il romanzo si apre sul Monte Adula, la vetta più alta del Canton Ticino e con un ottimo meccanismo narrativo, ci porta a conoscere gli ultimi 12 mesi della vita di Sara, la protagonista. Ma, narrandola, si spinge più in dietro, tra i rapporti che da anni avvolgono e soffocano i famigliari del suo mentore, l’industriale 68enne Francesco Salemi.
Così capiamo che Sara, a cui sembrava fosse stata offerta una fantastica possibilità per cambiare vita, forse si è trovata in un meccanismo che rischia di stritolarla.

In parte noir, in parte saga famigliare, in parte ancora diario emotivo, il romanzo aveva tutti i numeri per conquistare un posto in finale nel premio Scritture di Lago.

L’autrice finalista al Premio Scritture di Lago

Bérénice Capatti ha scritto libri per bambini e adolescenti (Vi presento Klimt e Gauguin e il colore dei tropici, Edizioni Arka; Noi nella corrente, Rizzoli; L’incredibile tesoro di Gian del Mare, ESG). Questo è il suo primo romanzo per adulti, che ha avuto il sostegno della fondazione Pro Helvetia. Alla scrittura affianca l’attività di editor e traduttrice. Vive a Lugano.