Si parte il 6 febbraio con la visita guidata a cura di Marc-Joachim Wasmer e il concerto del duo Marco Santilli – Ivan Tibolla

Domenica 6 febbraio, si parte alle 10.00 del mattino grazie a CON ALTRI OCCHI, la visita guidata alla mostra Vincenzo Vela (1820-1891). Poesia del reale con Marc-Joachim Wasmer, storico dell’arte e co-curatore dell’esposizione.

Alle 11.00 è invece il momento dell’incontro SONORITÀ, grazie al concerto CheRoba in due, con Marco Santilli – clarinetto, clarinetto basso, composizioni – e Ivan Tibolla – accordion, e composizioni.
Il clarinettista ticinese Marco Santilli, più volte ospite del Museo, e il pianista bellunese Ivan Tibolla presentano il loro album CheRoba in due, che fa seguito a Orgelwind. Un lavoro nato nel periodo della pandemia, sotto la spinta di una riflessione sul valore della presenza e dell’assenza. Quando compongono, i due musicisti “pensano in italiano” e i loro temi rispecchiano la musicalità della loro lingua madre. Per contro le forme d’improvvisazione che utilizzano non sono “idiomatiche”, ma si avvicinano di volta in volta al jazz, alla world music e alla musica classica. La mescolanza tra la nota scritta e la nota improvvisata è la cifra che li contraddistingue.
Entrata CHF 20.- / ridotti CHF 15.- (studenti, AVS/A)

La visita guidata è inclusa nel biglietto d’entrata al Museo o nel biglietto per il concerto CheRoba in due.
Iscrizione obbligatoria.

Le biografie dei due artisti

Marco Santilli, cresciuto a Giornico, studia clarinetto ai Conservatori di Zurigo e Losanna (“Premier Prix de Virtuosité”). Dopo uno stage nelle orchestre della Tonhalle e dell’Opera di Zurigo, collabora con quest’ultima, pure come arrangiatore per il ciclo “Geschichten erzählen” (con partecipazione ai Salzburger Festspiele). Si è in seguito consacrato all’improvvisazione e alla composizione miscelando influenze per uno stile che spesso sfugge alle classificazioni. Dal 2015 fa parte della Commissione di “Ripartizione e opere” della SUISA. Il Festival internazionale Alpentöne gli commissiona la serie di composizioni “La Stüa” per il nonetto “CheRoba & il Fiato delle Alpi”. Altri brani commissionatigli dal festival zurighese Stubete am See, dai Concerti in San Martino e da gruppi da camera. Nel 2017 e 2018 viene invitato dall’ambasciata Svizzera in Kazakistan ad esibirsi con il “Jubilee KazaCH” Jazz Trio ed il Kazach State String Quartet, in occasione del 25° anniversario dei rapporti diplomatici tra i due paesi. Dal 2019 dirige la Swiss Clarinet Orchestra. Sette album a proprio nome seguiti da concerti in Europa, Asia e USA. Nel 2020, durante il Lockdown pubblica il suo primo Song Book e la raccolta di composizioni per clarinetto solo “Quattro e quattr’otto”. Nel 2021 comincia una nuova collaborazione con il chitarrista Julio Azcano. Per il 2022 previsto il secondo album “Sujazzstiva” di “CheRoba & il Fiato delle Alpi”, una coproduzione conSRF2 Kultur.

Ivan Tibolla, nato a Belluno, si diploma in organo e composizione organistica al Conservatorio di musica “B. Marcello” di Venezia. Parallelamente si interessa al jazz. Partecipazioni a Festival e rassegne in Italia e all’estero (Dubrovic Festival, VillaCelimontana, Terni Jazz, Garda Jazz, Umbria Jazz, Festival di Spoleto). Ha composto musiche originali per esposizioni d’arte visiva collaborando con il Festival Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il museo internazionale d’arte di Israele e la fondazione veneziana Bevilacqua La Masa. Nel 2005 compone con Chantango la colonna sonora per il cortometraggio di Stefano Terenziani “amor sacro e amor profano”, premiato come miglior colonna sonora al festival “Corto fiction” di Chianciano Terme e al festival “Oscarino” di Bergamo. Dal 2002 collabora stabilmente con il quartetto del violinista Gunther Sanin e con il nuovo quintetto della cantante Cecilia Gasdia, proponendo una rilettura di pezzi italiani del secondo dopoguerra. Pubblicato nel 2007 un disco di solo piano dedicato alla musica del compositore brasiliano Egberto Gismonti pubblicato da Universal con l’etichetta Emercy. Vince in duo con il fisarmonicista Fabio Rossato il premio Orpheus Award 2009 con il disco “Impressioni lontane” (Emmeciesse).