La musica da camera del Novecento incontra jazz, folk e sperimentazione contemporanea nei prossimi concerti in programma al LAC di Lugano, che tra fine maggio e inizio giugno propone due serate dedicate alla contaminazione tra linguaggi musicali differenti.
Domenica 31 maggio alle 17 nella Sala 1 del LAC andrà in scena Balagan, progetto che riunisce la violinista Liya Petrova, il clarinettista Pablo Barragán e il pianista Amadeus Wiesensee in un percorso musicale capace di attraversare culture, tradizioni popolari e scrittura colta europea.
Il programma si sviluppa attorno ad alcune delle più significative esperienze della musica cameristica del XX secolo, alternando composizioni che intrecciano ritmi popolari, influenze jazzistiche e ricerca timbrica. Ad aprire il concerto sarà la Suite per violino, clarinetto e pianoforte op. 157b di Darius Milhaud, caratterizzata da leggerezza espressiva e vivacità ritmica. Seguirà la Sonata per violino e pianoforte in sol minore L.140 di Claude Debussy, una delle ultime opere del compositore francese.
La prima parte si concluderà con Contrasts di Béla Bartók, pagina che fonde tradizione popolare e sperimentazione sonora, valorizzando le possibilità timbriche dei tre strumenti attraverso una scrittura energica e complessa.
Nella seconda parte il pubblico ascolterà la Sonatina per clarinetto e pianoforte di Joseph Horovitz, seguita dal breve Pezzo per violino e clarinetto di Claude Vivier, lavoro dal carattere evocativo e fortemente sperimentale. A chiudere il concerto sarà il Trio per violino, clarinetto e pianoforte di Paul Schoenfield, composizione che richiama atmosfere jazzistiche e popolari, alternando slanci virtuosistici e continui cambi di registro.
L’interpretazione di Petrova, Barragán e Wiesensee punta a mettere in evidenza proprio questa pluralità di linguaggi musicali, facendo emergere il dialogo tra differenti tradizioni culturali e stilistiche che attraversa il repertorio scelto per la serata.
L’evento sarà accompagnato anche dall’ultimo appuntamento stagionale del Tricot Café, previsto alle 15. Tra lavori a maglia, caffè e conversazioni informali, i partecipanti potranno condividere impressioni e riflessioni sul programma musicale della giornata. Informazioni dettagliate sono disponibili sul sito ufficiale del LAC.
Il calendario musicale proseguirà poi sabato 6 giugno alle 21 nella sede di Jazz in Bess con il concerto del Manchester Collective, ensemble britannico noto per la capacità di abbattere le barriere tra generi musicali differenti.
Il progetto intitolato The Unfurrowed Field propone infatti un’esperienza che unisce jazz, folk, musica classica contemporanea e improvvisazione, costruendo un dialogo tra repertori apparentemente lontani. Il percorso musicale attraversa le sonorità della tradizione scozzese rielaborate dal pianista Fergus McCreadie e dal violinista Donald Grant, fino alle architetture sonore di György Kurtág e Joseph Haydn.
Accanto a questi autori trovano spazio anche le sperimentazioni di Christian Mason e Anna Meredith, compositori che intrecciano elementi elettronici, strutture classiche e nuove forme di ricerca sonora. Il risultato è un programma che alterna scrittura rigorosa e libertà improvvisativa, seguendo la filosofia artistica del collettivo inglese: creare esperienze musicali immersive e trasversali, capaci di coinvolgere pubblici differenti.
La scelta dei brani riflette il desiderio del Manchester Collective di costruire connessioni inedite tra mondi musicali diversi, mantenendo al centro la dimensione umana e condivisa dell’ascolto dal vivo.



