La nuova stagione delle arti performative del LAC Lugano Arte e Cultura si presenta come una delle più articolate e ambiziose degli ultimi anni. Con 82 titoli, 19 produzioni e coproduzioni e 165 aperture di sipario, il programma 2026/27 attraversa teatro, danza, musica, musical, performance e progetti interdisciplinari, proponendo una riflessione che guarda direttamente alle tensioni del presente.
Il titolo scelto dal direttore artistico Carmelo Rifici, In/Civiltà, rappresenta il filo conduttore dell’intera programmazione. Un’espressione che racchiude una doppia lettura: da un lato la civiltà come costruzione collettiva fondata su cultura, diritto e convivenza; dall’altro la possibilità che tali conquiste possano essere messe in discussione da fenomeni di violenza, paura e disgregazione sociale.
Una stagione che prende posizione
Nel presentare il cartellone, Rifici ha evidenziato come il teatro non possa limitarsi a svolgere una funzione di intrattenimento. In una fase storica caratterizzata da conflitti, polarizzazioni e crisi delle istituzioni, il compito delle arti performative diventa anche quello di alimentare il pensiero critico e il confronto.
La stagione nasce dunque come un invito a interrogarsi su alcune domande fondamentali: cosa significa vivere insieme? Quale idea di giustizia siamo disposti a difendere? Quale ruolo attribuiamo alla memoria, alla responsabilità e al dialogo?
L’Orestea apre il percorso di In/Civiltà
Il cuore simbolico dell’intera stagione è rappresentato da Orestea – parte prima Mythos, parte seconda Logos, nuova produzione diretta da Carmelo Rifici che debutterà in prima assoluta al LAC dal 15 al 17 gennaio.
L’opera di Eschilo viene riletta come una riflessione sulla nascita della giustizia e sul superamento della vendetta privata attraverso l’istituzione di un giudizio collettivo. Una vicenda che, a distanza di oltre duemila anni, continua a offrire spunti per comprendere il rapporto tra diritto, potere e convivenza civile.
Guerre, memoria e responsabilità
Attorno al focus principale ruotano numerosi spettacoli che affrontano le contraddizioni del mondo contemporaneo.
Tra questi figurano Il prodigio, adattamento del romanzo di Fabrizio Sinisi diretto da Giacomo Bisordi, Guerra civile con la regia di Andrea De Rosa e A Place of Safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale del collettivo Kepler–452, nato dall’esperienza vissuta a bordo della nave Sea Watch 5.
La riflessione sulla memoria storica attraversa anche Anni Settanta. Terrore e diritti, che vede protagonisti Mario Calabresi e Benedetta Tobagi insieme a Marco Damilano e Sara Poma, mentre Stato contro Nolan (un posto tranquillo) di Stefano Massini indaga il rapporto tra informazione, potere e responsabilità pubblica.
Produzioni e coproduzioni: il forte impegno del LAC
L’attività produttiva continua a rappresentare uno dei pilastri dell’identità del centro culturale luganese.
Tra i titoli più attesi figurano Un marito ideale di Oscar Wilde con la regia di Francesco Frongia e Ferdinando Bruni, Sei personaggi in cerca d’autore diretto da Carmelo Rifici, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde nella lettura di Fabio Condemi e Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo affidato a Luca De Fusco.
I grandi protagonisti della scena teatrale
La stagione ospiterà alcuni tra i nomi più autorevoli del teatro contemporaneo.
Stefano Accorsi sarà protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse, diretto da Daniele Finzi Pasca. Gabriele Lavia porterà in scena Dopo la prova, ispirato a Ingmar Bergman, mentre Silvio Orlando debutterà con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello.
Troveranno spazio anche Sonia Bergamasco, Tindaro Granata, Christian La Rosa e numerosi altri interpreti di primo piano della scena italiana.
Una personale dedicata a Romeo Castellucci
Tra gli appuntamenti più significativi spicca la personale dedicata a Romeo Castellucci.
Il pubblico potrà assistere a Faust. Fatto, non detto, partecipare a una lectio magistralis dell’artista e seguire la performance site-specific Credere alle Maschere, allestita negli spazi del MASI Lugano. Completa il percorso la proiezione del documentario Theatron. Romeo Castellucci.
Attenzione alla scena svizzera
Un elemento distintivo della programmazione è l’attenzione riservata alla produzione svizzera contemporanea.
Il progetto Extra Time Plus riunisce giovani artisti emergenti come Auguste de Boursetty, Alex Freiheit, Melanie Durrer, Alina Immoos, Kevin Blaser e Faustino Blanchut.
Accanto a loro trovano spazio figure già affermate come Elena Boillat, Simon Waldovogel e Carlotta Viscovo, protagonisti di lavori che esplorano temi identitari, autobiografici e sociali.
Il corpo come luogo di cura e di racconto
Uno dei percorsi tematici più originali è Il corpo che cura, dedicato al rapporto tra arte, fragilità e trasformazione.
Tra gli spettacoli figurano Tamdom della coreografa ticinese Bianca Berger, che prende spunto da modelli matematici legati all’Alzheimer, Can Can, ispirato all’esperienza della performer Irene Mantova, e Cuna di Giuseppe Comuniello, esperienza sensoriale costruita attorno al tema dell’accoglienza.
Oltre il genere e nuove identità
La stagione affronta anche le questioni legate all’identità e alla rappresentazione del genere.
Classical Queers immagina incontri impossibili con figure come Freddie Mercury e Pëtr Il’ič Čajkovskij, mentre Per sempre trae ispirazione dal carteggio tra Giovanni Testori e Alain Toubas. Anche Oracola di Elena Boillat contribuisce a questo percorso con una riflessione sul rapporto tra voce, ascolto e costruzione dell’identità.
Danza internazionale tra tradizione e innovazione
Il programma dedicato alla danza mette in dialogo artisti svizzeri e compagnie internazionali.
Tornano al LAC nomi di riferimento come Christos Papadopoulos, Angelin Preljocaj e il Nederlands Dans Theater 2. In cartellone figurano inoltre produzioni della Dresden Frankfurt Dance Company e del Croatian National Theatre in Zagreb.
Tra le proposte più attese anche il ritorno de Lo schiaccianoci nella rilettura firmata da Mauro Bigonzetti.
Musical e grandi concerti
La programmazione musicale accoglierà artisti molto amati dal pubblico.
Sul palco saliranno Fiorella Mannoia, Arisa, Massimo Ranieri e i Nomadi. Non mancheranno produzioni internazionali come Chicago, considerato uno dei musical più celebri al mondo, insieme a Belle e la Bestia – Il Musical e Cenerentola – Il Musical.
Uno sguardo rivolto al futuro
Tra le novità più rilevanti figura l’annuncio della futura Scuola Europea di Alta Formazione “Renato Palazzi”, che prenderà avvio nel 2027 grazie alla collaborazione con la Fondazione C.LAB e il Comune di Castel San Pietro.
Il progetto si rivolgerà a registi, drammaturghi, performer e coreografi già attivi professionalmente, favorendo l’incontro con maestri della scena internazionale.
Un luogo per comprendere il presente
Più che una semplice successione di spettacoli, la stagione teatrale LAC 2026/27 si propone come un grande laboratorio di riflessione collettiva. Il tema In/Civiltà attraversa l’intero cartellone e invita artisti e spettatori a interrogarsi sul delicato equilibrio tra progresso e regressione, tra convivenza e conflitto.
In un’epoca segnata da rapide trasformazioni, il teatro viene così chiamato a recuperare una delle sue funzioni più antiche: offrire uno spazio condiviso in cui una comunità possa osservare sé stessa, discutere le proprie contraddizioni e immaginare il futuro.



