Qual è la funzione e il mandato di Agire?
«La Fondazione Agire, istituita nel 2011, è l’agenzia per l’innovazione della Svizzera italiana e rappresenta uno dei 6 Sistemi Regionali dell’Innovazione in cui la Confederazione ha suddiviso il territorio nazionale. Fondazione indipendente, agisce su mandato cantonale con l’obbiettivo di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, contribuendo ad incrementare la competitività e a creare posti di lavoro altamente qualificati. Nello specifico, Agire ha la funzione di coordinare il Sistema Regionale dell’Innovazione con lo scopo di mettere in rete e sfruttare tutte le competenze presenti sul territorio, dalle accademie alle aziende, dalle associazioni di categoria a tutti gli enti specializzati preposti. Tra le sue funzioni Agire ha quella di fungere da porta di entrata per il Sistema Regionale dell’Innovazione in Ticino e a tal fine è stata sviluppato e introdotto una sistema di triage delle richieste in modo da indirizzare in maniera efficiente le imprese e le iniziative individuali verso il servizio (interno o esterno) più adeguato. Se ritenuto opportuno, i promotori dei progetti vengono poi incontrati dai collaboratori di Agire per un assessment iniziale strutturato. Lo SRI, ed i partner che lo costituiscono, si occupa di formazione e ricerca, informazione e sensibilizzazione, analisi preliminare, di creare networking, di transfer tecnologico, proprietà intellettuale, coaching e, non da ultimo, del finanziamento di progetti imprenditoriali innovativi, di incubatori e tecnopoli».
Attraverso quali principali strumenti si manifesta il supporto di Fondazione Agire nei confronti delle imprese, in particolare rispetto alle start-up?
«Il supporto diretto di fondazione Agire avviene soprattutto sotto forma di attività di coaching. Per le startup, ma più in generale per le PMI che vogliono intraprendere un percorso di crescita verso l’innovazione, è stato creato Boldbrain, un apposito programma di accelerazione, avviato in Ticino nel 2018, organizzato e gestito da Fondazione Agire, con la collaborazione del Centro Promozione Start-Up dell’USI e di diversi partner e sponsor, e sostenuto della Divisione dell’economia del Canton Ticino. Altro strumento molto importante sono le piattaforme interaziendali che consentono la messa in rete di risorse e informazioni sul piano della comunicazione, della divulgazione e per una diffusione sempre maggiore di una cultura dell’innovazione».
Uno dei problemi che una giovane azienda deve affrontare riguarda sicuramente la disponibilità di spazi dove sviluppare la propria attività. Come avete affrontato la questione?
«Il Tecnopolo è l’infrastruttura in Ticino dove le giovani aziende innovative trovano la loro collocazione ideale, con accesso a tutti gli strumenti e ai servizi necessari per la loro crescita, e dove possono confrontarsi con realtà simili, in un ambiente dinamico e collaborativo. Entrando nel Tecnopolo, le aziende si trovano immediatamente inserite nella rete dell’ecosistema dell’innovazione, con tutti gli attori e gli strumenti di supporto allo sviluppo del loro progetto. In questa prospettiva sono state predisposte varie possibilità di affiliazione, senza sede fisica per permettere a progetti in fase iniziale o ad attori dell’ecosistema, di confrontarsi in un rapporto costruttivo con la Community; oppure con uno spazio adeguato, usufruendo di infrastrutture aggiuntive e di una rete di utili contatti: non si tratta di una postazione di co-working, ma della possibilità di avvantaggiarsi di un orientamento strategico e di un costante contatto con il Sistema Regionale dell’Innovazione».
Gli ultimi tre anni di Fondazione Agire sono stati marcati dalla realizzazione di un progetto di grandissima importanza…
«Nel 2019 la Fondazione è stata incaricata dal Consiglio di Stato di sviluppare il primo Parco dell’Innovazione del Ticino e di inoltrare la sua candidatura per aderire a Switzerland Innovation come parco associato a quello esistente di Zurigo, creando così delle proficue sinergie sull’asse nord-sud. L’ossatura del Parco è rappresentata da Centri di Competenza (CC), elementi anche definiti nella strategia di politica di sviluppo economico del Cantone. Tre CC si trovano in uno stato avanzato di sviluppo: Scienze della vita, Droni e ICT Blockchain, mentre altre iniziative sono in fase di sviluppo con potenziale futuro. Verranno creati dei siti fisici per aziende, con uffici, laboratori, macchinari, e spazi aperti per test. Il progetto è gestito dalla Fondazione Agire, USI e SUPSI sono tra i promotori del Parco e sostengono il progetto, oltre a numerose altre aziende del territorio».
Il futuro dell’innovazione in Ticino sarà dunque sempre più legato all’integrazione con altre realtà nazionali e internazionali…
«Mi piace pensare che il Parco dell’Innovazione in Ticino sia un progetto che definirei generazionale, nel senso che segnerà lo sviluppo del Cantone nei prossimi 20-30 anni e concorrerà in modo importante a determinarne il futuro assetto economico e sociale. Switzerland Innovation è un’iniziativa federale con lo scopo di rafforzare nel mondo il posizionamento della Svizzera come il Paese dell’innovazione, al fine di attrarre aziende dall’estero per un loro insediamento sul nostro territorio. Essa è costituita dai diversi Parchi dell’innovazione distribuiti sul territorio nazionale. La candidatura di associazione al Parco zurighese è stata accettata dal Consiglio di Fondazione di Switzerland Innovation il 25 novembre 2020 e il Parco ticinese si trova ora in fase di implementazione».
Quale sostegno finanziario offrire alle start up…
«Diversamente da quando avveniva in passato non eroghiamo attualmente sostegni finanziari diretti, se non sotto forma di premi per la partecipazione per esempio al Boldbrain Startup Challenge. Di rilievo è invece l’azione che svolgiamo a supporto delle aziende che in una fase iniziale della loro vita sono alla ricerca di necessari finanziamenti. Abbiamo iniziato a lavorare in modo mirato al consolidamento di una rete di investitori di riferimento coi quali tessere contatti, guadagnare fiducia e autorevolezza per poi poter rendere un servizio migliore alle startup del nostro ecosistema e promuovere al meglio la giornata del Venture Day, organizzata ogni anno a Lugano. La presenza di investitori importanti a questo evento, molti dei quali provenienti da fuori Ticino, è ritenuto un buon segnale di attrattività dell’ecosistema ticinese».
Come si sono modificate nel tempo le caratteristiche, le esigenze, le connessioni dell’ecosistema ticinese?
«Non è semplice quantificare la performance di un ecosistema dell’innovazione, e la definizione dei relativi parametri di misura non è univoca. Uno dei parametri maggiormente riconosciuti è il numero di “exit”, ossia le startup vendute con successo o che sono state quotate in borsa. I segnali dal mercato indicano in ogni caso che il sistema dell’innovazione ticinese è in crescita. Ciò non è solo sostenuto da studi internazionali (il Ticino è stato valutato da un rapporto della Commissione Europea come secondo ecosistema dell’innovazione europeo, dietro solo a Zurigo e davanti a diverse regioni svizzere importanti), ma anche dalla nascita di rilevanti storie di successo. Sotto il concetto di “innovazione” non esiste però solo il mondo delle startup, ma – e spesso viene purtroppo un po’ dimenticato – c’è anche la continua evoluzione delle aziende consolidate (PMI e maggiori aziende) al fine di aumentare la loro competitività sui mercati. In questo ambito la Fondazione ha introdotto nuovi servizi quali la ricerca brevettuale assistita e la figura del mentor Innosuisse».
Dopo un decennio di attività, quali sono gli obiettivi che oggi la Fondazione Agire intende perseguire?
«In termini generali parlerei di promuovere a tutti i livelli una cultura dell’innovazione all’interno della società. Ciò significa evidentemente anche formazione degli imprenditori – alla base di un progetto ci sono sempre delle persone -, e diffusione di una cultura del rischio e relativa accettazione anche dei fallimenti da parte della comunità in cui si opera. Senza naturalmente dimenticare l’importanza di accrescere una visibilità a livello nazionale e internazionale delle potenzialità del Ticino in quanto presenza di eccellenze sul territorio in ragione anche della sua posizione geografica strategica. Obiettivo primario non può dunque essere che quello di assistere ai successi delle startup nella loro fase di raccolta di fondi, che alla fine rappresentano una convalida concreta della qualità e della solidità del loro progetto. Ma oltre all’obiettivo quantitativo, c’è soprattutto quello di una crescita del nostro ecosistema dell’innovazione. È infatti il confronto con diverse tipologie di investitori esperti, con le loro domande e richieste che fa crescere un progetto, non solo dal lato della preparazione agli investimenti, ma anche e soprattutto nell’affinamento della loro strategia di sviluppo e di commercializzazione. Questa crescita non riguarda soltanto il progetto in sé, ma anche le persone che lo promuovono, che spesso abbisognano di un percorso di sviluppo che li porti dalla figura di “inventore” – indubbiamente necessaria nelle fasi iniziali di un progetto – a quella di “manager” d’azienda.
Per essere competitiva, un’impresa oggi non può più fare a meno dell’innovazione. Il digitale permea ogni settore e attività di business. E il confronto non è più solo con i competitor, ma anche con imprese non concorrenti e realtà dove la ricerca è un elemento chiave per il progresso. Per far fronte a questa realtà, anche le PMI svizzere e ticinesi hanno iniziato a mettere in pratica i dettami dell’Open Innovation, collaborando sempre di più con enti e figure esterne come Università, Centri di Ricerca, start up, imprese concorrenti.
Se è vero che Open Innovation vuol dire fare ricorso a risorse e competenze esterne per favorire il progresso tecnologico, il mondo delle startup rappresenta allora il volano ideale per mettere in pratica questo paradigma. Sono tante le imprese interessate a collaborare con le startup come fonte alternativa per lo sviluppo di innovazione digitale. L’innovazione si concretizza così in diverse tipologie di collaborazione che possono variare per durata e valore strategico. Collaborare con una o più startup può portare a numerosi benefici economici e strategici per tutti gli attori coinvolti nel progetto».