Si è chiuso un anno tra i più difficili per il settore del turismo che ha risentito pesantemente delle chiusure imposte dalla pandemia e della riduzione dei flussi turistici internazionali. Dopo un’estate che aveva mostrato incoraggianti segnali di ripresa, settembre ha segnato l’inizio dell’anno scolastico e quello che per molti sembrava poter essere un “vero” ritorno alla normalità, ben presto è stato offuscato dalla seconda ondata della pandemia. In questo contesto quanto mai precario, anche il turismo continua e vivere un momento molto delicato e si sta profilando un altro periodo caratterizzato da assoluta incertezza. Per gli operatori del settore e per gli enti preposti alla promozione delle attività turistica si apre dunque un anno dove alla voglia di ripartire si contrappongono i rischi connessi ad una pianificazione delle attività che può essere suscettibile di rinvii, ritardi o annullamenti.

Che anno sarà dunque il 2021? Lo abbiamo chiesto a chi, pur con ruoli e responsabilità diverse, opera direttamente all’interno del settore, nella convinzione che i periodi di incertezza e difficoltà sono proprio quelli in cui è più necessario gettare le basi per progettare e poi avviare, speriamo molto presto, un solido e duraturo rilancio.

Hanno partecipato all’inchiesta:

  • Angelo Trotta (A.T.), Direttore di Ticino Turismo
  • Alessandro Stella (A.S.), Direttore dell’Ente Turistico del Luganese
  • Nadia Lupi (N.L.), Direttrice Organizzazione Turistica Mendrisiotto e Basso Ceresio
  • Lorenzo Pianezzi (L.P.), Presidente Hotellerie Suisse Ticino

Quali sono le strategie per far fronte alla situazione di crisi pandemica che imperversa ancora nei primi mesi del 2021, con il perdurare di chiusure e restrizioni?

A.T.: «Di fronte a una situazione che resta permeata dall’incertezza, appare evidente che anche nel 2021 il mercato più importante verso il quale concentrare i nostri sforzi rimane quello interno, con la speranza di poter essere di nuovo attivi sui mercati esteri a partire dal secondo semestre dell’anno. Il nostro Piano attività marketing 2021, scaricabile dal nostro sito, cerca di dare delle risposte a due macrotendenze: le vacanze a corto raggio e la ricerca di un certa tipologia di prodotto turistico. Il visitatore dell’era post coronavirus è caratterizzato da una maggiore predisposizione verso i soggiorni nella natura e i luoghi meno conosciuti e poco frequentati. Dal punto di vista strategico, nelle prossime settimane lanceremo una piattaforma con orizzonte 2030 dove verranno presentati i target, le priorità e i segmenti prioritari condivisi con le quattro Organizzazioni turistiche regionali».

A.S.: «L’Ente Turistico del Luganese ha rivisto la sua strategia focalizzandosi maggiormente sulle attività di marketing digitale e sui sociali media, per adeguare in modo puntuale l’informazione, la comunicazione e promuovere la destinazione verso il mercato svizzero nel pieno rispetto delle normative vigenti. Seguendo quanto effettuato nel 2020, nei primi mesi del 2021, oltre ad assicurare l’operatività aziendale e la salute di tutti i collaboratori, ci stiamo focalizzando sulla promozione digitale mirata a mantenere vivo l’interesse per la destinazione ed essere pronti a promuovere tutta l’offerta turistica regionale in primavera».

N.L.: «A breve termine è chiaro che nessuno può fare nulla d’impattante per sbloccare un sistema turistico che è compromesso a livello mondiale dalla pandemia, ma i progetti di comunicazione e non solo, sono in elaborazione con l’obiettivo di farsi trovare pronti quando sarà il momento. A livello nazionale è stata elaborata una specifica strategia che definisce il piano d’azione e di comunicazione convenuto e condiviso con le destinazioni cantonali, che viene regolarmente aggiornato tenendo in conto i cambiamenti in atto. A livello cantonale Ticino Turismo e le quattro OTR lavorano insieme per definire il piano d’attività operativo, ma nel frattempo si lavora insieme per ragionare in maniera sistemica a progetti strategici di sviluppo di prodotti. Si pensa al 2022 e si ragiona insieme sul tema delle nuove opportunità. A livello regionale per quanto concerne la nostra OTR, collaboriamo con le altre OTR e con Ticino Turismo consapevoli del cambiamento in atto nel mondo del turismo, confrontandoci con molta più frequenza che in passato. Abbiamo inoltre alcuni progetti nostri ed altri di partner con i quali collaboriamo, che sono stati consolidati nel corso del 2020 e che riteniamo potremo portare a realizzazione nel 2021, con l’obiettivo di migliorare e completare l’offerta turistica regionale, rispondendo nel contempo ai bisogni del turista locale, come del turista nazionale e di quello futuro».

L.P.: «Le strategie messe in atto fino ad oggi vanno riassunte nelle richieste di risarcimento che sia a livello federale che cantonale vengono riproposte a più riprese e regolarmente dalla nostra Associazione di categoria, HotellerieSuisse Ticino, che presiedo. È comunque risaputo che il mondo imprenditoriale, sia cantonale che federale, preferirebbe di gran lunga essere rassicurato in previsione di un’imminente riapertura delle attività chiuse e di allentamenti che ci portano verso una totale riapertura. I risarcimenti, attualmente, sono l’unica strada che possiamo percorrere per tutelare i nostri Associati e l’Albergheria in generale. Dal punto di vista delle OTR o ATT, gli Albergatori presenti nei vari gremi, sono ben attenti all’evolversi della situazione per fare in modo di ripartire con una promozione come si deve, ovviamente è ancora preponderante il mercanto interno anche per questo 2021, non appena si evince chiaramente un trend che ci porti verso un ridimensionamento forte della pandemia».

In attesa di vedere quale potrà essere la situazione dei prossimi mesi, quali sono le attività su cui avete scelto di concentrarvi?

A.T.: «Oltre al marketing, si continua a lavorare sul prodotto e sulla qualità dell’offerta in generale. Abbiamo anche approfittato del periodo Covid per calibrare la strategia. Per noi è stato molto importante essere riusciti a riconfermare Ticino Ticket per il prossimo triennio. Si tratta di un grosso valore aggiunto per i nostri turisti e lo sarà ancora di più in questo 2021 caratterizzato dalla nuova galleria di base del Ceneri. In un futuro non troppo lontano il Ticket sarà erogato in forma digitale e questo lo renderà un potente strumento di marketing che ci permetterà di conoscere più da vicino gli spostamenti, le abitudini e le preferenze dei nostri ospiti. Un altro progetto importante che ci sta coinvolgendo da vicino è la valorizzazione di tutto il segmento bike che sarà sempre più cruciale nell’offerta turistica ticinese».

A.S.: «La natura e l’ambiente, amati da chi visita il Ticino, hanno assunto ancora più importanza a seguito della pandemia e sono diventati un must nell’esperienza dell’ospite di una destinazione. Per questa ragione, il nostro Ente in collaborazione con i Comuni, i Patriziati, gli enti e i partner dei settori pubblico e privato della regione continua a concentrarsi ed investire in progetti legati al tema “bike”, a realizzare nuovi sentieri tematici nella Regione e a valorizzare le risorse naturalistiche del territorio, tra cui il Parco San Grato».

N.L.: «Da un lato vi sono i discorsi di coordinamento e di ragionamenti sistemici con le altre OTR e Ticino Turismo, oltre chiaramente alle attività di routine ed allo sviluppo della comunicazione digitale che sta chiaramente assumendo un ruolo predominante e per questo motivo va seguita e sviluppata con professionalità. Per questo motivo abbiamo già organizzato anche alcuni corsi allargati anche ai nostri partner e probabilmente ne faremo altri. Lavoriamo allo sviluppo dell’offerta e quindi in particolare ad alcuni progetti che consideriamo importanti per la valorizzazione della regione. Quattro sono sul Monte Generoso e due sul Monte San Giorgio e dovrebbero vedere la luce nel 2021. Questi progetti hanno in comune il tema della ricerca di opportunità di qualità e della messa in rete, che riteniamo indispensabile e premessa anche per un’ottimale attività di comunicazione e promozione».

L.P.: «A livello associativo la concentrazione è attiva ai massimi livelli per quanto riguarda la rappresentazione e la difesa degli interessi della nostra categoria, siano essi di natura economica, rappresentativa e di continua, costante e attuale informazione verso gli associati, tramite risposte dirette e/o videomessaggi che preparo almeno settimanalmente per informare i colleghi albergatori, ricordo che in piena prima ondata i videomessaggi che preparavo erano a scadenza quotidiana. Per quanto riguarda la promozione sosteniamo e quindi chiediamo una continua promozione del nostro territorio, ovviamente il tutto attualmente viene concentrato in campagne social delle varie OTR e ATT, ci si muove per ricordare ai potenziali turisti, con i corretti contenuti relativi alla situazione attuale, che il Ticino è a loro portata di mano».

Dal vostro osservatorio, quali sono i segmenti del comparto turistico che accusano maggiori difficoltà e quali interventi andrebbero favoriti per fronteggiare questo difficile momento?

A.T.: «Il nostro settore è stato tra quelli più toccati dall’emergenza sanitaria. Non mi riferisco solo alle strutture ricettive e ai ristoranti, ma a tutta la filiera. Il turismo rappresenta oltre il 10% del Pil del nostro Cantone e questa importante percentuale racchiude una miriade di piccole e grandi realtà: trasporti, impianti di risalita, filiera agroalimentare, organizzatori di eventi, guide, grandi e piccoli attrattori turistici, negozi, piccoli commerci e molto altro. Le autorità federali e cantonali hanno messo in atto una serie di misure per fronteggiare questa difficile situazione. Molto dipenderà dalla possibilità o meno di ripartire nelle prossime settimane. Al momento attuale è ancora presto per capire se gli aiuti stanziati sino ad ora siano sufficienti oppure no».

A.S.: «Tutti i segmenti del comparto turistico sono stati e sono tuttora confrontati con il calo della domanda, dovuto alle restrizioni e all’impossibilità di spostamento delle persone tra le nazioni. Tuttavia, nel Luganese dovrebbero essere sostenuti il settore congressuale, quello della cultura e quello degli eventi, che sono importanti tasselli dell’offerta turistica variegata della regione e di tutto il Cantone.
Nell’ambito della promozione, nel 2021 si farà anche leva sull’offerta enogastronomica, che sappiamo essere una peculiarità del Luganese. Il prestigioso riconoscimento della Guida Michelin Svizzera 2021, che ha assegnato una stella a tre nuovi ristoranti I “Due Sud”, “Principe Leopoldo” e “META”, che vanno ad aggiungersi al ristorante “Arté al Lago”, si è presentata come un’opportunità per dar ancor più risalto alla tradizione e all’eccellenza gastronomica in un momento estremamente difficile per il settore della ristorazione e dell’hotellerie. Da parte del nostro Ente sosterremo il settore con campagne di marketing mirate a chi ricerca questa parte dell’esperienza di viaggio».

N.L.: «Il sistema turistico è stato fortemente toccato dalla pandemia e dalle misure sanitarie che hanno dovuto essere introdotte. Non si tratta di avere un punto di vista sulla situazione o di definire un parere, come non si tratta di un problema ticinese o che potremo risolvere in Ticino. I comportamenti sono cambiati, influenzati da nuove abitudini introdotte dalle restrizioni e precauzioni adottate, ma vi sono e vi saranno anche cambiamenti economici, cambiamenti sistemici, cambiamenti nel consumo di viaggi…Personalmente credo che l’unica cosa che possiamo fare è quella di prepararci a una nuova normalità senza pensare che le cose torneranno come prima e quindi affrontando con la massima flessibilità e volontà di adattamento anche i cambiamenti che ci saranno richiesti. Per il settore turistico è chiaro che al centro vi è sempre la domanda del cliente, ma è fortemente probabile che per interpretarla qualcosa dovremo cambiare e questa disponibilità di principio credo sia fondamentale».  

L.P.: «È purtroppo chiarissima la tendenza del completo fermo per quanto riguarda il turismo congressuale e seminariale, è praticamente dal 25 febbraio 2020 che non assistiamo e non ospitiamo più un congresso e/o seminario. Tutto ciò che era in programma per il 2020, dopo il 25 febbraio 2020, è stato inesorabilmente annullato.
Se l’Albergheria leisure ha potuto godere di un 2020 tutto sommato interessante, a causa (o grazie) alla pausa che la pandemia ci ha concesso da giugno a ottobre 2020, che rappresenta esattamente la finestra temporale dell’attività leisure, con comunque l’assenza marcata della Pasqua, l’Albergheria business invece è più attiva durante tutto l’arco dell’anno. Gli interventi che andrebbero favoriti non vedono, nostro malgrado, una possibilità odierna per fronteggiare il difficile momento… gli interventi vanno invece concentrati con una visione chiara del futuro: i congressi e i seminari riprenderanno e verranno ancora organizzati, gli sforzi attuali che devono essere messi in gioco ora, si riassumono nel preparare sale e spazi che possano accogliere seminari e congressi in relazione alle nuove norme di cui la pandemia ha voluto dotarci, come le distanze sociali (vale a dire sale grandi e capienti) le norme igieniche e i disinfettanti solo per ricordare le più banali. Chi si occupa di queste organizzazioni deve già oggi aver messo in campo tutto il necessario per farsi trovare pronto, non appena il mercato del turismo d’affari ripartirà».

È possibile ipotizzare che la prossima primavera possa essere il momento di un autentico rilancio turistico e quali azioni andrebbero promosse in proposito?

A.T.: «Il nostro auspicio è proprio quello di ripartire con slancio già nel corso delle ultime settimane invernali, se la situazione epidemiologica lo permetterà. Il mese di marzo è previsto il lancio di una campagna marketing potente, rivolta alla Svizzera interna e alla Romandia, incentrata sulla maggiore vicinanza al Ticino grazie alla nuova galleria di base del Ceneri. Le varie attività previste, che faranno leva sul duplice concetto “Schneller im Tessin” e “Mehr #ticinomoments erleben”, avranno come obiettivo quello di promuovere il Ticino come destinazione esotica a portata di mano. Inoltre, grazie a una migliore mobilità all’interno del Cantone, sarà possibile vivere in poco tempo più esperienze tra il Sopra e il Sottoceneri. La campagna farà leva su immagini e video di forte impatto, dove la contrapposizione tra paesaggi nordici e mediterraneità la farà da padrone. I messaggi saranno veicolati attraverso l’impiego combinato di vari strumenti di comunicazione (spot televisivi, cartellonistica, campagne social media), sia tradizionali che digitali».

A.S.: «Fare una previsione sull’andamento della primavera è ancora prematuro e anche i dati che possono essere letti in tempo reale dai tool digitali H-Benchmark e Travel Appeal, variano sensibilmente a corto termine. Ciononostante, rispetto allo scorso anno, le notizie degli esperti del settore medico-scientifico lasciano ben sperare e si auspica che i prossimi mesi siano caratterizzati da una graduale e costante “ripartenza” del turismo, seppur ancora limitata in una prima fase agli arrivi dal mercato nazionale e dai mercati limitrofi.
Tra le azioni previste vi è la promozione legata all’apertura della galleria di base del Ceneri, che ha avvicinato il Luganese al resto della Svizzera: i collegamenti ferroviari più rapidi e diretti da Lugano verso il nord della Svizzera e all’interno del Cantone Ticino, consentiranno a Lugano di essere il polo ideale, da cui partire alla scoperta delle bellezze paesaggistiche e culturali e delle eccellenze enogastronomiche della regione e del Ticino».

N.L.: «Non è possibile fare ipotesi di questo genere. Se anche in parte vi saranno meno restrizioni a livello cantonale e nazionale, il mercato internazionale dei viaggiatori dovrà attendere ancora molto prima di tornare.
Quello che è sicuro è che dobbiamo restare positivi e quindi agire facendoci trovare pronti per accogliere i turisti che potranno arrivare, siano questi ticinesi alla ricerca di svago e di luoghi a loro ancora sconosciuti, come anche svizzeri che non avendo la possibilità di andare all’estero consumano vacanze in Ticino, come è accaduto lo scorso anno.
Noi stiamo preparando prodotti-offerte che saranno disponibili dalla primavera-estate 2021 e quindi auspichiamo che queste novità possano essere proposte ai visitatori della nostra regione. Con le altre OTR e con Ticino Turismo il gruppo di lavoro dedicato alla comunicazione sta comunque lavorando piani diversi per tipologie di opportunità diverse. Quello che è sicuro quindi è che stiamo dimostrando di essere flessibili e capaci di adattarci ai cambiamenti in atto e pronti ad attivarci considerando le diverse prospettive come delle diverse opportunità».

L.P.: «Noi auspichiamo una Pasqua a pieno regime. Questo significa che per il 1 marzo 2021 desideriamo vedere degli allentamenti chiari e un ritorno del turismo in generale, così da poter seminare in marzo quella tranquillità sensoriale che porterà i nostri turisti a frequentare il Ticino per la stagione primaverile, iniziando con buone occupazioni dei nostri alberghi dalla Pasqua. Le attività di promozione devono continuare e subire un adeguamento all’accentuazione in relazione agli allentamenti, maggiori saranno gli allentamenti, maggiore deve essere l’impegno nella promozione del territorio, anche se devo ammettere che personalmente sono un fautore della promozione anche in periodi di crisi. Il nostro turista non può e non deve dimenticare il Ticino, neanche nei momenti in cui sembra impossibile spostarsi, anche solo da Cantone a Cantone».

In generale, come cambierà nei prossimi mesi e anni, il mondo del turismo?

A.T.: «Ritengo che l’emergenza coronavirus contribuirà ad accelerare dei cambiamenti che erano già in atto. Penso in particolare all’attenzione per la sostenibilità in tutti gli ambiti e per il “Km 0” nell’offerta enogastronomica. Vi sarà sempre maggior attenzione verso il turismo cosiddetto “esperienziale”. I visitatori già oggi chiedono di poter vivere esperienze con un forte coinvolgimento emotivo, sociale, intellettuale con le persone, la storia e le tradizioni del luogo. Questo favorirà i flussi turistici interni, la riscoperta dei valori e delle ricchezze che i nostri stessi Paesi hanno da offrire. Molti opinano inoltre che stiamo assistendo all’inizio della fine del turismo di massa, di quello mordi e fuggi, insomma che l’era post-Coronavirus sarà marcata da un turismo più lento e responsabile. Di questo non sono così sicuro. Tuttavia, da parte nostra, come destinazione continueremo a puntare ancora di più su un turismo di qualità, consapevole, responsabile e sostenibile». 

A.S.: «Come si è potuto osservare durante la scorsa estate, la sicurezza e la salute, la qualità del servizio, il desiderio di scoprire il patrimonio e le tradizioni locali sono e saranno i criteri sempre più ricercati dai turisti nazionali ed internazionali. L’obiettivo del nostro Ente sarà quello di far sì che, in collaborazione con i nostri partner, le nostre attività pongano al centro l’ospite della destinazione e le sue esigenze».

N.L.: «Nel mondo vi sono analisti e ricercatori di ogni genere che stanno ipotizzano scenari diversi, senza però avere delle certezze, ma credo che i mega trend sono stati ormai disegnati. Tutto muta, tutto cambia e il Covid è stato un “influencer” importante del cambiamento, che è avvenuto in maniera improvvisa e molto veloce. Quindi, se attitudini e percezione dei bisogni, ma anche l’appagamento stesso dei bisogni potrebbe cambiare in funzione di “quest’esperienza” che stiamo tutti vivendo, per il settore turistico non sarà da sottovalutare il tema dei cambiamenti in atto per le compagnie aeree, per i controlli doganali e per le economie dei diversi paesi, che influenzeranno il modo di consumare turismo anche in Ticino. Sarà un mondo da scoprire e da vivere, ma sicuramente un mondo che richiederà un ulteriore sforzo di adattamento per il nostro settore, che non dobbiamo temere, ma affrontare con consapevolezza e con la volontà di riuscire, tenendoci pronti ad investire per rispondere alla nuova domanda del turista».

L.P.: «Il mondo del turismo è destinato a subire un forte cambiamento. Questa crisi ha generato difficoltà a tutte quelle imprese che sopravvivevano, senza generare grandi servizi di qualità alla propria clientela. Penso in particolar modo alle compagnie aeree low cost, dove solo la distanza sociale che abbiamo imparato a conoscere sarà sufficiente per decretarne la fine. Non vedremo più aerei stipati di persone e compagnie aeree che calcolano i centimetri per inserire il maggior numero di sedili in un aeromobile. Il medesimo discorso vale per tutte le altre attività legate al turismo: dai bar ristoranti, ai centri wellness e a tutto ciò che compone un soggiorno turistico. Si ritornerà quindi ad un turismo attento alla qualità più che alla quantità e questo porterà sicuramente un aumento dei costi per quanto riguarda viaggi e soggiorni, il che non è assolutamente un male. Chi vive il nostro mestiere conosce bene il significato di qualità e impegnarsi al massimo offrendo servizi che possano soddisfare tutto il soggiorno del nostro cliente, a partire da quando lascia il proprio domicilio per arrivare nei nostri alberghi, non può che incontrare la nostra piena comprensione e soddisfazione. Il futuro ci porterà maggiore qualità, abbinata ad un continuo adattamento della digitalizzazione, verso un servizio di prim’ordine ovunque».

Leggi anche la altre inchieste di questo numero: