Possiamo riassumere in un giudizio sintetico una valutazione complessiva dei risultati ottenuti nel corso del 2021?

«Ritengo che i risultati ottenuti dal Gruppo BancaStato siano importanti sotto diversi punti di vista. Il versamento nelle casse cantonali è innanzitutto in aumento e supera i 43,3 milioni di franchi. Siamo molto orgogliosi di destinare alla proprietà una simile somma, che si rivelerà certamente preziosa per tutti i ticinesi. Ciò è stato reso possibile dagli ottimi risultati operativi: basti pensare che l’utile del Gruppo cresce del 9,3% a 55,2 milioni di franchi. Insomma: dal punto di vista finanziario il 2021 è stato un anno lusinghiero e la soddisfazione deriva anche dal fatto che i risultati si inseriscono in un contesto di crescita pluriennale e la consolidano ulteriormente confermando la bontà del nostro modello di affari e dei vari progetti strategici portati a termine negli ultimi anni».

Quali sono state le evoluzioni delle voci di ricavo?

«Iniziamo dal risultato netto da operazioni su interessi, che rappresenta la principale e storica voce di ricavo del Gruppo: che sfiora i 158 milioni e rispetto al 2020 progredisce di 4,4 milioni. Il risultato da operazioni su commissione e da prestazioni di servizio segna una crescita sostanziosa, di 9,4 milioni, ciò che gli consente di raggiungere i 63,7 milioni; tale aumento è principalmente da ricondurre alle aumentate quote di mandati di gestione patrimoniale e di fondi d’investimento del Gruppo, al generale positivo andamento borsistico e alla crescita delle commissioni creditizie per emissioni di garanzie e crediti documentari. Il risultato da attività di negoziazione, dal canto suo, passa da 17,9 a 20,8 milioni, mentre gli altri risultati ordinari migliorano di 0,9 milioni a 3,7 milioni; entrambi beneficiano anche della positiva evoluzione delle borse. Ebbene, ciò determina che complessivamente i  ricavi netti segnino una forte crescita, passando da  228,6 a 246,2 milioni: parliamo di un aumento del 7,7%. L’entità dei ricavi consente per l’appunto di ottenere una forte crescita dell’utile di Gruppo, e questo nonostante costi di esercizio in aumento e malgrado una importante e ulteriore attribuzione a rischi bancari generali».

Il conto economico 2021 di BancaStato ha inglobato anche la seconda edizione di “Vivi il tuo Ticino”: quale è il vostro bilancio?

“Dalla prospettiva del mandato pubblico le due edizioni di “Vivi il tuo Ticino” sono certamente molto positive. Per BancaStato è stato importante intervenire a sostegno del territorio in un momento così delicato e inaspettato come quello vissuto durante la pandemia. “Vivi il tuo Ticino” ha anche ben dimostrato di come si possano unire le forze prontamente e in maniera concreta nonché efficace per il bene del territorio. Insomma, il bilancio è senza dubbio ottimo”.

Passiamo invece al commento delle voci di bilancio…

“Nonostante il Gruppo BancaStato offra prodotti e servizi universali, tali cioè da rispondere in maniera completa ai bisogni della clientela, l’attività principale continua ad essere quella legata ai crediti ipotecari. Ebbene, a fine 2021 raggiungiamo in tal senso la soglia di 11,1 miliardi. Rispetto al 2020 l’aumento è cospicuo: ben 822,5 milioni. Ciò è dovuto sia a una crescita organica pluriennale sia all’accordo conclusosi ad aprile 2021 con EFG, con il quale sono confluiti in BancaStato circa 411 milioni di crediti ipotecari. Per quanto riguarda invece i crediti nei confronti di privati e aziende, emerge una crescita di 149,8 milioni e la soglia si attesta a 1,6 miliardi. È opportuno ricordare che tale voce include anche i crediti Covid-19, strumento il cui utilizzo a fine 2021 ammontava a oltre 132 milioni. Passando agli enti pubblici, i crediti nei loro confronti aumentano di 680,6 milioni. Anche gli impegni nei confronti della clientela rinnovano la crescita degli anni scorsi, aumentando di oltre 1,5 miliardi a oltre 12,5 miliardi. L’evoluzione della cifra di bilancio è netta: la crescita è di 1,5 miliardi a 17,95 miliardi”.

Quale è il vostro giudizio sulla qualità del portafoglio creditizio?

“Riteniamo che sia di buona qualità. Il nostro portafoglio creditizio è sottoposto a periodici e specifici stress test e non sono emersi segnali di deterioramento. Osservando i crediti ipotecari, la quasi totalità dei mutui hanno un grado di anticipo in “primo rango”, il che – parlando di rischi – è un aspetto indubbiamente positivo. Tre quarti delle ipoteche sono inoltre riconducibili al settore abitativo e dunque a nuclei familiari per i quali l’investimento immobiliare non riveste un carattere speculativo”.

Come sono evoluti i patrimoni in gestione e gli indici legati a redditività, efficienza e solidità?

“Nel 2021 il volume degli “Asset under management” del Gruppo BancaStato è cresciuto di 2,28 miliardi e si è attestato a 20,68 miliardi. Per quanto riguarda specificatamente l’afflusso di nuovi patrimoni della clientela, la così chiamata “Net New Money”, l’aumento è stato invece di 1,91 miliardi. È vero che queste evoluzioni sono in parte da ricollegare ai volumi acquisiti tramite l’accordo con EFG, ma comunque si inseriscono nel quadro delle significative crescite degli ultimi cinque anni. Passiamo ora agli indici, cominciando dalla redditività, che in termini di Return on Equity si attesta al 6,0%. Al netto dei costi non ricorrenti – che hanno riguardato l’adeguamento del piano pensionistico del personale, con lo scopo di mitigare la costante decrescita del tasso di conversione degli averi previdenziali – tale indicatore è del 7,2%. Gli indicatori di efficienza si mantengono dal canto loro a un buon livello. Il Cost/Income I – che rapporta i costi di esercizio ai ricavi netti –  passa dal 56,7% nel 2020 al 62,1% del 2021; al netto dei costi per i piani pensionistici, l’evoluzione è tuttavia positiva e raggiunge il 55,6%. Quanto alla solidità del Gruppo, tutti gli indicatori previsti dalla Banca dei Regolamenti Internazionali si riconfermano abbondantemente al di sopra delle soglie regolamentari: il Core Tier 1 passa dal 16,7% di fine 2020 al 15,2% a fine 2021, il Tier 1 ratio passa dal 16,7% al 15,8%, mentre la capital adequacy sale dal 16,7% al 18,7%».

Finora abbiamo parlato del 2021. Quali sono le vostre prospettive per il 2022?

“Specialmente in un periodo così turbolento dal punto di vista geopolitico è difficile prevedere con accuratezza gli impatti economici del conflitto. Il rincaro del costo dell’energia e le difficoltà di approvigionamento sono un’ulteriore dimostrazione di come i Paesi e le loro economie siano interdipendenti e sono fonte di preoccupazione anche per le aziende locali, le quali che si troveranno confrontate con un aumento dei costi di produzione. Per quanto riguarda BancaStato siamo fiduciosi di raggiungere gli obiettivi prefissati. E di certo vi è che continueremo sempre a lavorare per il Ticino e per i ticinesi”.