Silvia Cattaneo, lei è dall’inizio dell’anno Branch Manager di Schindler Ticino. Come è arrivata ad occupare questa posizione? Quali sono stati i passi più importanti della sua carriera?
«Dopo gli studi di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, ho iniziato la mia carriera in Schindler nel 2009 come assistente del CEO di Schindler Italia. Nel luglio 2011 mi sono trasferita in Svizzera come Financial Controller, prima di iniziare il mio percorso nel mondo del montaggio dei nuovi impianti e modernizzazioni, in ruoli quali Project Manager per Schindler Marine – divisione che si occupa di ascensori e scale mobili su navi e megayacht – e responsabile delle installazioni della Lombardia. Infine, dopo due anni in ruoli Corporate, mi sono trasferita in Ticino dove, a gennaio 2022, ho assunto il ruolo di Direttrice della filiale di Schindler Ticino, a Bioggio».
Cosa la affascina degli ascensori e delle scale mobili?
«Provate a pensare cosa sarebbe la nostra vita senza ascensori, scale e tappeti mobili. Ci rendiamo spesso conto della loro importanza solo quando questi mancano o sono fuori servizio. Dire che Schindler “installa e manutiene Ascensori, scale e tappeti mobili” è dal mio punto di vista piuttosto riduttivo. Mi piace pensare alla nostra Azienda come un’organizzazione che opera nell’ambito della mobilità urbana e che consente a 1.5 miliardi di persone al giorno nel mondo di muoversi all’interno di edifici, stazioni, metropolitane, etc. Tutto questo, attribuendo una grande importanza alla sostenibilità ambientale. Infatti, in conformità con la norma ISO 14001:2015, Schindler Svizzera ha per esempio lanciato già dal 2019 un progetto che vede l’introduzione di veicoli elettrici nel nostro parco auto».
Quindi l’offerta di Schindler è molto più ampia dei soli ascensori e scale mobili?
«Certamente. Schindler è un’azienda che guarda al futuro e investe nell’innovazione. Si pensi per esempio alle soluzioni legate alla gestione del traffico, sviluppate per edifici con più impianti ascensori e un elevato afflusso di passeggeri. Oppure al tema della connettività e della digitalizzazione: una buona parte del nostro parco impianti è oggi connesso e monitorabile da remoto, consentendo una gestione più efficiente degli interventi tecnici oltre di manutenzione preventiva, finalizzata ad anticipare eventuali fermi impianto. Mi piace ricordare anche come Schindler ha reagito durante la pandemia sviluppando soluzioni innovative volte a garantire la sicurezza dei propri passeggeri e il controllo della diffusione del Coronavirus. Anche nell’ambito del montaggio degli ascensori, Schindler ha dato vita a soluzioni robotizzate per eseguire alcune fasi dell’installazione in modo sempre più efficiente e sicuro, senza l’utilizzo di personale».
Schindler è una nota azienda svizzera. È sinonimo di qualità e precisione. Come si manifesta nel suo lavoro quotidiano?
«In Schindler abbiamo un motto “Fare le cose giuste la prima volta, ogni volta”. È importantissimo per noi che i clienti percepiscano e riconoscano la qualità svizzera dei nostri prodotti e del nostro servizio, le tecnologie innovative e le soluzioni orientate alla sostenibilità che proponiamo e installiamo. E il riscontro che riceviamo dai nostri Clienti è la chiave per capire se stiamo andando nella direzione giusta, per crescere e per migliorarci ogni giorno».
In Schindler, lei è a capo di un grande team di tecnici dell’assistenza, venditori e montatori. Quali sono i suoi principi di gestione?
«Il mio principio cardine è il lavoro di squadra. Ciascun reparto della nostra organizzazione è come un organo vitale del corpo umano: se anche soltanto uno di essi non funziona bene o non lavora in armonia con gli altri, tutto l’organismo ne risente. In quest’ottica, il mio compito è quello di facilitare il dialogo, la collaborazione, l’abbattimento dei silos e garantire che ciascun collaboratore, ogni giorno, possa dare il meglio di sé nel proprio ruolo.
Un altro concetto chiave è per me la comunicazione aperta e la cultura del feedback: ciascuno di noi, io per prima, per migliorarsi e crescere ha bisogno di fare tesoro dei riscontri dagli altri. Ancor di più, chi è in un ruolo di responsabilità ha il dovere di dare riscontri ai propri collaboratori, responsabilizzandoli e consentendo loro anche di commettere degli errori, da vivere come insegnamenti per crescere e migliorarsi».
I dipendenti hanno un ruolo centrale nella strategia di Schindler. Cosa fa come capo per promuovere il talento?
«Penso che non tutti abbiano chiaro sin da subito quale sia la propria strada all’interno di un’azienda o, in generale, nel mondo del lavoro. Dare alle persone l’opportunità di svilupparsi, di crescere, di misurarsi con ruoli e funzioni diverse, ma soprattutto incoraggiare i dipendenti ad avere sempre un approccio aperto e curioso, sia il modo migliore per favorire e promuovere lo sviluppo di talenti. È’ poi fondamentale riconoscere e promuovere i comportamenti virtuosi, le eccellenze e celebrare i successi perché in fondo un’organizzazione è fatta dalle proprie persone, che sono in assoluto l’asset di maggior valore».
Alla Schindler Svizzera ci sono tre manager regionali donna, compresa lei. Quanto è importante per lei la diversità?
«La diversità è un tema che mi sta molto a cuore. Personalmente non ho mai vissuto discriminazioni o situazioni di disagio legate al mio essere donna in un’ambiente maschile, anche se è certamente vero – in Schindler come in molte altre aziende – che, salendo nella gerarchia aziendale, il numero di donne è nettamente inferiore a quello dei colleghi uomini. Per questo Schindler ha intrapreso da anni molte iniziative globali e locali legali alla promozione della cosidetta “diversity”, che non significa però solo diversità di genere, bensì anche di età, profilo, etnia, etc. La diversità porta sempre punti di vista differenti e, in ultimo, un arricchimento significativo per tutta l’organizzazione».
Quale ascensore o progetto Schindler in Ticino le piace di più?
«Sicuramente un fiore all’occhiello è l’Ospedale Civico di Lugano, dove non solo è stato installato un sistema di smistamento intelligente del traffico tramite tecnologia Schindler PORT, ma è presente anche un robot che si muove in autonomia tra un piano e l’altro “prendendo l’ascensore” e trasportando medicinali e altri dispositivi medici. Questo rappresenta sicuramente una grande innovazione e il riscontro da parte del cliente dopo questi primi mesi di utilizzo è al momento molto positivo».
Come trascorre il suo tempo libero quando non lavora? Quali sono i suoi hobby?
«Amo molto i musei e le mostre d’arte. Sono inoltre un’amante dei viaggi e del trekking e non è un caso che le mie ultime mete di lungo raggio prima della pandemia siano state Patagonia, Canada e Alaska. In attesa di scegliere la mia prossima destinazione e con l’arrivo della bella stagione, approfitterò certamente del tempo libero nel weekend per esplorare sentieri e capanne del Ticino, un territorio che offre moltissimo e che voglio assolutamente scoprire in tutte le sue bellezze».
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