Sindaco Michele Foletti, prima di entrare nello specifico di alcune importanti questioni, possiamo tracciare un bilancio dell’attività svolta dal Municipio di Lugano, a partire dalla sua elezione a sindaco nel 2021 e in vista delle elezioni comunali che si terranno nel 2024?
«I bilanci, in politica, non si possono fare su due anni ma su periodi molto più estesi, e il merito va attribuito a tutta una compagine municipale. Quando ho ripreso il testimone dall’amico Marco Borradori nell’agosto 2021, io stesso ho portato avanti progetti già iniziati e ne ho avviato altri che si concluderanno nel corso delle legislature. Quello che posso dire è di avere improntato il mio sindacato al dialogo e alla partecipazione, e di avere investito molto sulla continuità del risanamento finanziario del Comune, da un lato, e sulla promozione dei progetti innovativi, dall’altro. Con l’obiettivo di dare un impulso deciso al riposizionamento della Città di Lugano su altri settori di sviluppo che non fossero quelli tradizionali dei servizi e del turismo. Due obiettivi che stanno dando ottimi frutti».
Parlando dei grandi progetti per la Città di Lugano, a parte la realizzazione del Centro Sportivo di Cornaredo, quali altri progetti saranno concretizzati nel breve periodo?
«Lugano ha diversi progetti in corso o in programma per lo sviluppo e il miglioramento dell’agglomerato. Non mi focalizzerei però solo sui cosiddetti “grandi progetti” perché anche i “piccoli” hanno un’incidenza essenziale sul benessere e la qualità di vita della cittadinanza così come sulla promozione dei commerci locali. Come ad esempio la riqualifica del centro città, con l’ampliamento delle aree dove il pedone ha la precedenza e i miglioramenti alle infrastrutture dei trasporti pubblici e della mobilità lenta oppure, più in generale, la riqualifica e la realizzazione di nuove aree verdi e parchi gioco o gli investimenti nell’edilizia scolastica (a breve inaugureremo l’ampliamento della scuola di Molino Nuovo, dopo gli interventi conclusi di recente alle scuole di Sonvico, inoltre l’anno prossimo sarà la volta delle scuole di Cadro). Poi abbiamo avviato la realizzazione della nuova sede della Divisione dei servizi urbani: il cantiere è stato inaugurato il 28 marzo al Piano della Stampa, su un terreno di proprietà della Città di quasi 40mila mq dove troveranno finalmente degna sede una serie di servizi essenziali per la città. Non metterei da parte il tema del Polo sportivo e degli eventi: abbiamo dato il primo colpo di pala al cantiere dell’arena sportiva il 20 settembre e tutto procede come da calendario, tuttavia il progetto ci occuperà per i prossimi 10 anni con un notevole impegno per i servizi preposti. Il PSE, inoltre, rappresenta un tassello strategico del Nuovo Quartiere di Cornaredo, che è uno dei principali progetti di riqualifica urbana della regione. Cito poi il progetto del Campo Marzio Nord, ovvero il futuro Polo turistico congressuale, che sarà oggetto di una delle prossime sedute di Consiglio comunale Sempre a livello macro e restando legati al territorio dal punto di vista del suo sviluppo, va ricordato il Piano direttore comunale, uno strumento strategico che mette nero su bianco la visione politica – in linea con le Linee di sviluppo della Città – e indica le priorità di sviluppo della città. A breve presenteremo il rapporto finale».
Lugano città della Blockchain e delle criptovalute. A che punto siamo con l’introduzione dei LVGA Points creati per offrire ai commercianti uno strumento di pagamento flessibile?
«Nel 2018 abbiamo dichiarato il nostro obiettivo è diventare un polo svizzero ed europeo per l’innovazione digitale. Nel frattempo tra le diverse iniziative è nata anche quella del Lugano Plan B che a due anni dal suo lancio posso dire con soddisfazione che abbiamo ottenuto risultati concreti e tangibili, nel settore della formazione e in quello dell’attrazione in città di operatori privati, in un ambiente favorevole sia alla creazione di nuove competenze e posti di lavoro sia alla ricerca. Penso che ne potranno trarre particolare beneficio i nostri giovani, ai quali rendiamo accessibile una nuova opportunità di crescita professionale. Ma la Città si sta impegnando a sviluppare queste tecnologie a beneficio di tutti i cittadini: a breve potremo accettare Bitcoin e USDT per tutte le fatture emesse dalla nostra amministrazione. Ci siamo mossi con estrema attenzione e rigore, facendo tutti i passi corretti per aderire alle regolamentazioni finanziarie svizzere.
Tornando ai LVGA, l’adesione cresce costantemente. In giugno, luglio e agosto ci sono state circa 22.000 transazioni in LVGA ed entro fine ottobre i partner commerciali che aderiscono al circuito di pagamento saranno 400. L’app MyLugano conta 30.000 utenti e di questi 12.000 hanno un wallet attivo e movimentano regolarmente LVGA. A oggi sono stati distribuiti 380 PoS (point of sale) che permettono gli incassi in LVGA, Bitcoin e USDT.
Per avere una visione completa della situazione, va inoltre detto che il Plan B è solo uno dei settori dell’innovazione in cui la Città si è attivata, insieme a molti partner preziosi e di pregio fra cui aziende private, associazioni e il mondo accademico. A titolo di esempio cito il nuovo Competence Lifestyletech center che si insedierà a Lugano in febbraio».
Sempre nella prospettiva delle prossime elezioni comunali, c’è da attendersi qualche cambiamento nell’equilibrio e nel peso politico dei partiti attualmente al governo della città?
«È troppo presto per fare previsioni, al momento tutta la compagine municipale ha confermato di volersi ricandidare, il che potrebbe essere un primo passo verso la stabilità. Resta in sospeso solo la decisone del PS per quanto concerne la deroga alla municipale socialista Cristina Zanini Barzaghi. In ogni caso, credo che il risultato delle imminenti elezioni federali ci permetterà di ricavare qualche indicazione supplementare».
Lei è un protagonista da molti anni delle vicende interne della Lega. Che cosa è cambiato dalle sue lontane origini e che cosa c’è da attendersi in futuro, anche per recuperare i consensi in parte perduti?
«È cambiato molto: da partito di opposizione, grazie al sostegno degli elettori, siamo diventati partito di governo e questo ha condizionato il ruolo della Lega a livello Cantonale e a Lugano (con la maggioranza relativa negli esecutivi). Abbiamo perso consensi da chi vuole fare opposizione a prescindere, ma ne abbiamo conquistati altri che hanno giudicato positivo il nostro modo di governare le istituzioni».
Le nuove tendenze politiche potrebbero rendere incerta anche la contesa per il ruolo di sindaco?
«Qualche giorno fa ho rotto gli indugi e ho detto che mi sarei ricandidato al Municipio e quindi al ruolo di Sindaco. A convincermi – oltre all’indispensabile sostegno di mia moglie – è stato proprio il desiderio di consolidare la lunga serie di progetti che abbiamo avviato o in cantiere nel prossimo futuro, di cui parlo qui diffusamente. A oggi non mi sembra che altri partiti a Lugano possano davvero aspirare ad avere i numeri per ricoprire questo ruolo; invece, le nuove realtà politiche che si sono affacciate nel nostro panorama ticinese potranno influire sulla composizione del Consiglio comunale, come successo in Gran Consiglio con l’entrata nel Legislativo di diverse nuove piccole realtà».
Parliamo di visioni per il futuro. Mentre il mondo intorno a noi evolve, Lugano sembra ferma da anni. Quali progetti per Lugano vorrebbe vedere realizzati tra 10 o 20 anni? Quale sarà lo slogan di una Lugano del futuro? Quale, secondo lei, dovrà essere la principale vocazione di questa città?
«Dire che la Città di Lugano è ferma da anni è comico, al contrario siamo in una fase dinamica e vitale. Le finanze dal 2013 sono state risanate, l’economia è in crescita, attraiamo aziende anche internazionali e start up attive nei nuovi settori della Blockchain, del lifesyletech e dell’innovazione in generale. Gli stranieri che incontro che vivono a Lugano spesso la definiscono come una “sparkling City”. Dal punto di vista culturale direi che la scena è per lo meno vivace: mostre, concerti e spettacoli, festival, ecc. attirano visitatori locali e turisti e sono da stimolo per tutto l’ecosistema culturale, sia per la parte istituzionale il cui perno è il LAC sia per la cultura indipendente (vedi Tour Vagabonde). Grazie al LAC siamo diventati un riferimento nel panorama svizzero ospitando importanti manifestazioni nazionali come il Premio svizzero per la musica o recentemente quello del teatro.
Parliamo dell’istruzione? Abbiamo tre università con numerose facoltà di prestigio riconosciuto anche all’estero che – per la prima volta – siamo riusciti a coinvolgere in diversi progetti. E a ciò aggiungiamo l’attrattiva del paesaggio, il lago, le montagne, la possibilità di praticare molti tipo di sport, di fare escursioni… Lugano Region sta facendo un ottimo lavoro per estendere sempre più la fascia stagionale di interesse turistico. Non da ultimo, come Sindaco quest’anno ho avuto il piacere di incontrare molti ambasciatori di Paesi esteri che, evidentemente, hanno individuato la nostra città come punto di interesse.
Quanto ai progetti che contribuiranno allo sviluppo della città, oltre a quelli già citati sopra, ricordo la Rete tram treno del Luganese, che rafforzerà il ruolo centrale di Lugano all’interno dell’agglomerato collegando le aree strategiche del centro con l’esterno e valorizzando il ruolo delle valli del Vedeggio e del Cassarate e il progetto di riqualifica del comparto della Stazione. I lavori del sottopasso pedonale di Besso termineranno con il cambio orario del dicembre 2025, mentre il sottopasso Genzana nel 2027, e permetterà il collegamento del trasporto pubblico con il futuro nodo intermodale al piazzale ex Pestalozzi.
Considerato che prima ho parlato di giovani, vorrei infine ricordare il progetto di sviluppo dell’area dell’ex Macello in collaborazione con USI e SUPSI, dove troveranno spazio anche alloggi universitari. Senza dimenticare che presto potremo condividere il risultato del già citato Piano Direttore comunale e poter iniziare la seconda tappa dei lavori, con la revisione dei Piani regolatori dei quartieri aggregati. L’obiettivo è di raggiungere un ordinamento pianificatorio coordinato per l’intera città: il Piano regolatore unitario composto da 9 Costellazioni.
E per finire sceglierei proprio il motto del PDcom: “Lugano, piccola città globale”. La vocazione di Lugano è quella di essere una città universitaria, accogliente, con un’alta qualità di vita e rivolta all’innovazione».
Piazza Riforma e Piazza Manzoni dovrebbero essere il salotto buono della città, invece sono spesso caratterizzate da tendopoli in plastica, capanne, tavoli e panche di legno: sarà sempre così o prevedete delle novità più attraenti e qualificanti?
«È un’osservazione in parte superata, a mio parere. Trovo che negli ultimi tempi abbiamo nettamente migliorato la tipologia dell’occupazione di Piazza Riforma e di quelle adiacenti. Le tende oggi sono delle eccezioni necessarie soprattutto per le manifestazioni sportive, mentre le panche di legno sono parte delle manifestazioni popolari come le risottate di Carnevale o della Festa d’autunno (che tra l’altro ha avuto un grande successo di pubblico). Oltre a queste abbiamo infatti anche manifestazioni maggiormente improntate all’eleganza come ad es. il concorso d’eleganza per le auto d’epoca, o manifestazioni come Estival Jazz e Blues to Bop, la cui qualità è riconosciuta. Insomma, l’attenzione a questo tema c’è, stiamo cercando di concentrare le manifestazioni e aumentare la qualità occupando meno il “salotto” della città».
Oltre la politica, quali obiettivi, sogni o passioni occupano la vita di Michele Foletti?
«Oltre alla politica, le passioni ci sono ma il tempo è poco. Amo le escursioni e le passeggiate in montagna, in particolare nell’Engadina ma anche sui nostri monti. Poi mi diletto nella cucina, mi piace proporre agli amici la mia specialità, i pizzoccheri preparati con la ricetta imparata nel ristorante di San Bernardino gestito dal padre di un vecchio amico che purtroppo non c’è più. Non da ultimo, la lettura è sicuramente uno dei momenti ai quali non poteri rinunciare. Generi diversi, anche polizieschi, ma soprattutto mi piacciono le saghe famigliari e imprenditoriali».