Seduta intensa e carica di temi quella di ieri a Bellinzona per il Gran Consiglio ticinese, riunito sotto la presidenza di Fabio Schnellmann. In poco più di una giornata, il Parlamento cantonale ha messo mano a investimenti infrastrutturali, politiche ambientali, dossier sanitari e questioni istituzionali che guardano anche oltre i confini cantonali.
Infrastrutture e industria: sì al sostegno per il nuovo stabilimento ferroviario
Uno dei primi sì arrivati dall’aula riguarda il Nuovo Stabilimento Industriale Ferroviario di Arbedo-Castione. Con 53 voti favorevoli, 11 contrari e 10 astensioni, il Parlamento ha approvato lo stanziamento di un credito netto di 18,298 milioni di franchi come contributo cantonale per opere e impianti esterni del progetto. Il decreto è legato al messaggio governativo n. 8607 del 20 agosto 2025 e porta la firma della Commissione gestione e finanze, con relatore Alessandro Speziali. Un investimento che conferma l’importanza strategica del comparto ferroviario per il territorio.
Mobilità elettrica: incentivi rafforzati
Ampio consenso anche sul fronte ambientale. Con 66 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astensioni, il Gran Consiglio ha dato il via libera a un credito di 11 milioni di franchi destinato a incentivare l’acquisto di veicoli totalmente elettrici, lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica – sia domestiche sia presso i datori di lavoro – e il rinnovo del parco veicoli, a condizione della dismissione di mezzi ad alte emissioni. Il dossier, legato al messaggio governativo n. 8634 del 19 novembre 2025, è stato seguito dalla Commissione ambiente, territorio ed energia, con relatore Matteo Buzzi.
Rifiuti e conti: ok all’Azienda cantonale
Via libera anche ai conti e alla relazione annuale 2024 dell’Azienda cantonale dei rifiuti. Il decreto legislativo, collegato al messaggio n. 8618 del 24 settembre 2025, è stato approvato con 62 voti favorevoli, 3 contrari e 5 astensioni. A riferire per la Commissione gestione e finanze è stato Boris Bignasca.
Caccia e fauna: respinta l’iniziativa, passa il controprogetto
Capitolo delicato quello sulla caccia e la protezione della fauna selvatica. Con 60 voti favorevoli, uno contrario e 3 astensioni, il Gran Consiglio ha seguito le conclusioni della Commissione Costituzione e leggi – relatore Giovanni Capoferri – respingendo l’iniziativa parlamentare presentata da Lara Filippini e cofirmatari per l’introduzione di un nuovo articolo nella legge sulla caccia. Contestualmente, con identico risultato di voto, è stata approvata la modifica legislativa proposta dal Consiglio di Stato come controprogetto.
Munizioni e territorio: mozioni archiviate
Sempre in ambito ambientale, con 50 voti favorevoli e 19 contrari, il Parlamento ha ritenuto evasa la mozione del 2020 di Tamara Merlo sulle munizioni senza piombo, seguendo il rapporto della Commissione ambiente, territorio ed energia, presentato da Roberta Passardi.
Decisione unanime, invece, per la storica mozione del 2005 di Giuseppe Arigoni, ripresa da Ivo Durisch, che chiedeva un Piano di utilizzazione cantonale per il comparto a lago a Melano. Il rapporto, illustrato da Andrea Rigamonti, è stato accolto con 71 voti favorevoli.
Sanità: no alla modifica sulla pianificazione ospedaliera
Sul fronte sanitario, il Gran Consiglio ha respinto l’iniziativa parlamentare presentata da Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi per MPS-Indipendenti, che chiedeva di attribuire al Parlamento la decisione sulla pianificazione ospedaliera. Le conclusioni della Commissione sanità e sicurezza sociale, illustrate da Matteo Quadranti e Danilo Forini, sono passate con 67 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni.
Europa e trattati: referendum al centro del dibattito
Spazio anche ai rapporti con l’Unione europea. Con 67 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni, il Parlamento ha approvato la mozione di Alain Bühler che chiede il referendum obbligatorio sui trattati internazionali in vista del voto sull’Accordo quadro 2.0 con l’UE. Il rapporto di maggioranza della Commissione Costituzione e leggi è stato presentato da Andrea Giudici.
Sempre sul tema, con 47 voti favorevoli, 14 contrari e un’astensione, è stata accolta anche l’iniziativa cantonale del Gruppo Lega firmata da Andrea Sanvido, che chiede il referendum obbligatorio con doppia maggioranza per ogni trattato istituzionale o accordo equivalente con l’UE. Relatore del rapporto di maggioranza è stato Sem Genini.
Giovani e partecipazione: se ne riparla a marzo
Rinviata, infine, alla prossima sessione la trattanda dedicata alla petizione “Per un Ticino più vivo e giovanile”, promossa da Yannick Demaria e sottoscritta da 2’058 cittadini. Il tema tornerà in aula nel mese di marzo.
Il Gran Consiglio tornerà a riunirsi lunedì 23 marzo 2026 alle ore 14.00, sempre a Bellinzona, per una nuova tornata di decisioni che si preannunciano altrettanto dense.



