Ing. Cornaro, dal suo osservatorio privilegiato, come giudica l’attuale stato di salute del sistema bancario svizzero e in particolare della piazza ticinese?

«Nonostante le sfide globali come la crescente regolamentazione, la pressione internazionale per la trasparenza fiscale, e la volatilità dei mercati finanziari, il sistema bancario svizzero gode di grande solidità e continua ad essere uno dei più forti e affidabili al mondo. Certo, negli ultimi 18 mesi vi è stata molta attenzione su quanto successo in Credit Suisse, ma si è trattato di un caso molto particolare che nulla ha a che vedere con le oltre 200 banche che operano in Svizzera. Anche per quanto riguarda il Ticino mi rallegra vedere che le banche che sono basate qui continuano a operare con successo, anche se il loro numero si è notevolmente ridotto».

Quale evoluzione futura è auspicabile perché Lugano possa restare competitiva rispetto ad altre piazze nazionali e internazionali e per rispondere al meglio alle esigenze della clientela?

«Per operare con successo un’azienda in generale ha bisogno di condizioni quadro favorevoli e personale di qualità. Non posso dire che le condizioni quadro in Ticino siano tra le migliori – pesano ad esempio la fiscalità e l’oggettiva difficoltà nell’assumere profili specialistici. A livello internazionale è importante avere buoni rapporti con l’Unione Europea, nostro principale partner commerciale. Purtroppo, scontiamo ancora le mancanze dell’accesso al mercato italiano. Detto questo, nel breve possiamo anche convivere con questa situazione, ma non certamente in un’ottica di medio periodo».

In che modo e in che misura le guerre in corso e la crisi dei rapporti politici tra i Paesi del mondo impattano sulle dinamiche del sistema finanziario?

«Le tensioni geo-politiche e le guerre hanno impatti diretti anche sul sistema finanziario, basti pensare a tutte le sanzioni verso la Russia che le banche sono giustamente tenute a osservare. D’altra parte è anche vero che in periodi d’incertezza geo-politica e finanziaria la clientela cerca sicurezza e la Svizzera ha ancora molto da offrire in quest’ambito».

Lei ha assunto responsabilità sempre maggiori all’interno di Cornèr Banca fino a rivestire dal 2016 la carica di Direttore Generale. Quali ritiene siano gli elementi distintivi di questo istituto e come si colloca nel panorama bancario svizzero?

«Cornèr Banca è un unicum nel panorama bancario svizzero per vari motivi. Abbiamo un campo d’attività molto più ampio della maggior parte delle banche svizzere, essendo attivi nella gestione patrimoniale, nel trading online, nell’ambito ipotecario e altre forme di credito e nelle carte di pagamento come pure da alcuni anni nel credito al consumo. Inoltre, siamo e rimaniamo un’azienda a conduzione familiare completamente privata, il che ci permette di mantenere entrambe le mani ben salde sul nostro timone, navigando il mercato finanziario in modo prudente ma allo stesso tempo lungimirante, secondo una rotta di lungo termine che non si orienta nell’ottica di stagioni o di trimestri ma di generazioni. Questo approccio ispirato da valori familiari, ci consente di guardare all’orizzonte dell’innovazione, sempre carichi di entusiasmo, curiosità e voglia di migliorarci ogni giorno, senza mai accontentarci del risultato raggiunto Io stesso posso risultare un po’ maniacale su certi dettagli, ma sappiamo tutti che spesso fanno la differenza. Non a caso, questa filosofia ci ha permesso negli anni di rimanere sempre al passo con i tempi e spesso addirittura di anticiparli».

Quali sono le principali strategie adottate dal Gruppo Cornèr e quali le sue articolazioni al fine di rispondere alle esigenze dei clienti privati e istituzionali?

«La strategia è riassumibile con la volontà di offrire un servizio che sia pienamente comprensibile e trasparente per il cliente con il quale cerchiamo un colloquio costante e duraturo, accompagnandolo e guidandolo costantemente in tutte le sue scelte finanziarie».

Su quali punti di forza si fonda il vostro impegno a costruire legami duraturi con la clientela?

«Sin dalla sua fondazione, seguendo l’imprinting di mio nonno, la nostra banca si è sempre preoccupata di agire secondo principi etici ed alti valori morali, rifiutando le facili scorciatoie e avendo ben chiaro il nostro ruolo sociale. Ciò ci ha portato a curare in primo luogo la solidità e la stabilità patrimoniale, anche a costo di dire no a potenziali “guadagni facili”, pur di tener fede alla promessa di integrità, trasparenza e sicurezza trasmessa ai nostri clienti».

Perché Cornèrcard è ritenuta all’avanguardia per innovazione e capacità di adattamento ai trend tecnologici?

«I fattori di successo di Cornèrcard sono molteplici, e se parliamo della nostra capacità d’innovazione lo dobbiamo al fatto che, strategicamente come Gruppo Cornèr, sviluppiamo interamente e internamente le nostre piattaforme informatiche, permettendoci di reagire velocemente a cambiamenti sul mercato. A questo si aggiunge un innato interesse a sperimentare quanto si presenta di volta in volta sul mercato. Pensi che negli anni abbiamo sperimentato moltissime innovazioni che poi non sono mai giunte sul mercato. Ma ogni esperimento ci ha aiutato a migliorarci e progredire. Noi internamente la definiamo ricerca e sviluppo alla stessa stregua di quanto fa l’industria».

Quali sono i vantaggi offerti da Cornèrtrader agli operatori attivi nel settore dell’investimento online?

«Cornèrtrader nasce nel 2012 con il convincimento che sempre più la clientela (e non parlo solo delle nuove generazioni) desidera poter operare in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, non dovendo aspettare gli orari di apertura canonici della propria banca. D’altro canto, dall’inizio non abbiamo voluto essere un semplice broker-online ma piuttosto continuare a interagire con il cliente anche quando quest’ultimo opera in autonomia. Per questo, ogni cliente di Cornèrtrader ha un private banker dedicato con il quale confrontarsi, senza dover ricorrere a un call-center in caso di necessità».

In base alla sua esperienza quale ritiene possa essere l’evoluzione del sistema bancario svizzero in conseguenza della digitalizzazione e dell’adozione di nuove tecnologie (Blockchain, AI, ecc.)?

«Qui si apre un capitolo lunghissimo. Personalmente non credo che le cripto-valute come le conosciamo oggi abbiano un futuro. Sono passati oltre 15 anni dalla creazione del Bitcoin e ancora non intravvedo un’applicazione che possa cambiare la mia vita. Se pensa che il protocollo web ci ha messo meno di 12 anni a conquistare il mondo (era stato creato nel 1989 al CERN di Ginevra e nel 2000 l’e-commerce era una realtà), capisce le mie perplessità. D’altro canto la block-chain come tale è in realtà già usata oggi da moltissimi cittadini senza che se ne rendano conto. In effetti i pagamenti fatti con Apple OAy o Google Pay sono tutti basati su protocolli di blockchain e quindi sicurissimi. Questa tecnologia ha moltissimi pregi ma al momento rimane confinata a applicazioni specifiche.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, noi la utilizziamo con massima soddisfazione da oltre 10 anni, ad esempio, nell’ambito della prevenzione delle frodi sulle carte. Ad oggi le possibili applicazioni si stanno moltiplicando. Bisogna però ricordare che l’intelligenza artificiale ha bisogno di essere istruita e per farlo in modo efficace e fruttuoso (soprattutto nell’ottica dell’implementazione finanziaria), sono necessarie figure professionali caratterizzate da competenze trasversali di altissimo livello, il cui reperimento diventa sempre più difficile all’interno del nostro cantone, a fronte di una richiesta sempre più elevata. In ogni caso, sebbene sia convinto che l’intelligenza artificiale continuerà ad essere una materia sempre più esplorata in futuro e sempre più in grado di ottimizzare determinati processi migliorando l’esperienza utente, resta evidente come l’intervento umano continui ad essere una risorsa chiave necessaria per apportare valore aggiunto».