Ticino for Finance, l’associazione per la promozione della piazza finanziaria, segue da vicino le tendenze internazionali che ne influenzano lo scenario futuro, con una particolare attenzione rivolta alle nuove tecnologie finanziarie, il cosiddetto ambito FinTech. Si tratta di un trend ampio e diversificato che interessa più attori a livello globale: banche ed altri intermediari finanziari che si stanno impegnando nello studio e nell’adozione delle nuove tecnologie e delle relative procedure operative nella ricerca, nella gestione patrimoniale, nelle funzioni di reporting e di comunicazione. Una realtà già ben presente anche in Ticino. Il settore interessa i clienti che, attraverso nuovi media ed applicazioni ad hoc, interagiscono con i soggetti finanziari ed accedono ad una gamma sempre più ampia di servizi e di prodotti, in modo rapido e flessibile. Infine le aziende, spesso start-up ad alto contenuto di creatività ed innovazione, che realizzano software, piattaforme e soluzioni innovative specificatamente rivolte a questo settore in rapida e costante evoluzione.
Il Ticino si sta già imponendo come un importante centro in ambiti FinTech particolarmente rilevanti ed attuali, ad iniziare da Blockchain, la sua principale piattaforma operativa globale, e le cryptovalute, balzate agli onori delle cronache con frequenza pressoché quotidiana. Crescono le aziende del settore che si insediano nel Cantone, beneficiando del quadro normativo favorevole, degli incentivi fiscali, del multilinguismo, della tradizione per innovazione e ricerca, oltre che per la sinergia con importanti istituzioni scientifiche e, non da ultimo, per la qualità di vita che contraddistingue la regione.
FinTech riveste quindi un ruolo strategico anche per la piazza finanziaria ticinese, nella sua attuale fase di evoluzione e di riposizionamento attraverso nuovi sbocchi operativi e nuove sinergie. A tale scopo Ticino for Finance vuole sostenere e coordinare tutte le attività legate a FinTech attraverso varie iniziative, tra cui questo studio di approfondimento curato dal Centro di Studi Bancari, che attraverso un sondaggio indirizzato ad un elenco di aziende attive sul territorio ha inteso individuare i progetti e le iniziative in corso, mappare l’attuale offerta di servizi digitali in ambito finanziario e indicare le aree di potenziale sviluppo di questo mercato a livello cantonale.
Ticino for Finance è l’Associazione per la promozione della piazza finanziaria ticinese costituita nel 2009 volta a favorire l’insediamento di attività finanziarie ad alto valore aggiunto in Canton Ticino. Nata su iniziativa del Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino e dell’Associazione Bancaria Ticinese, l’associazione raggruppa altri partner istituzionali pubblici e privati quali le Città di Bellinzona, Chiasso, Locarno e Lugano, l’Associazione svizzera dei gestori patrimoniali (ASG), la Camera di commercio e l’Ordine degli avvocati del Cantone Ticino
Hanno partecipato all’inchiesta:
Philipp De Angelis (P.D.A.) e-foresight, Gruppo Swisscom
Lars Schlichting (L.S.) Partner KPMG SA
Alessandro Castagnola Product Manager SaaS, Avaloq Group
Perché a suo giudizio le tendenze internazionali che influenzano lo scenario futuro, con una particolare attenzione rivolta alle nuove tecnologie finanziarie, il cosiddetto ambito FinTech, avranno un’importanza sempre più importante anche per la piazza finanziaria ticinese?
P.D.A.: «La Svizzera ed il Ticino non sono un’isola, saranno quindi senza ombra di dubbio impattati dalle tendenze internazionali. Direi, inoltre, che occorre cogliere l’opportunità di essere all’avanguardia in determinati sviluppi, senza dimenticare che la Svizzera è già uno degli attori principali in ambito FinTech. Ci sono sicuramente le condizioni per essere innovativi anche in Ticino, visto il quadro regolamentare svizzero, le competenze bancarie e tecnologiche cosi come la presenza di un grande mercato italofono. In effetti troviamo già oggi delle aziende innovative sul territorio, e la ricerca nel settore dell’intelligenza artificiale, ad esempio, è straordinaria.
Il Ticino si trova inoltre nella posizione privilegiata di poter fare da ponte verso la vicina penisola italiana ed essere la porta d’entrata verso la nota Crypto Valley di Zugo e Zurigo, legata al mondo della tecnologia blockchain. Chiasso si sta posizionando con buoni risultati in questo senso e le competenze che si stanno sviluppando sono promettenti.
Allo stesso tempo, quando si parla tendenze, vi è un’importante appunto strategico da fare: per ogni trend esiste un contro-trend. Non si è assolutamente obbligati a seguire ogni sviluppo. Può anzi essere un’opportunità di posizionamento anche il fatto di non seguire una determinata tendenza. Questo però non significa che non ci siano comunque necessità d’investimento ed evoluzione, anche in caso di una decisione in questo senso.
In generale, il punto principale è definire esattamente quali sono i propri punti di forza, disegnare un piano d’azione e seguirlo. Si tratta quindi di mettere sul tavolo idee, selezionare quelle più promettenti, ed implementarle nell’interesse comune sostenendo gli sforzi imprenditoriali ed innovativi. Spesso anche iniziative piccole possono avere importanti riscontri».
L.S.: «La FinTech cambierà sostanzialmente il modo in cui sarà svolta l’attività finanziaria. I servizi offerti saranno sempre più decentralizzati e il mercato sempre più globale. Essere un player iniziale in questo settore risulta fondamentale per apprendere le conoscenze necessarie, formare la forza lavoro di domani e farsi conoscere in un mercato che sarà fondamentalmente diverso da quello attuale».
A.C.: «La piazza ticinese vanta decenni di esperienza nella gestione patrimoniale e rappresenta un mercato finanziario importante in termini di risorse specializzate e clientela. Al contempo, la caduta del segreto bancario sta portando le istituzioni finanziarie svizzere a rivedere il proprio modello di business.
Il settore FinTech e l’innovazione tecnologica in generale, sono risorse chiave per poter fornire nuovi servizi finanziari alla clientela, al contempo, rappresentano ambiti di business ad alto valore aggiunto, destinati a crescere nel prossimo futuro in termini di occupazione e profitti. Al riguardo, ritengo che il Ticino sia un perfetto candidato a diventare un polo Fintech importante: essendo geograficamente vicino a due piazze fortemente innovative in ambito FinTech, quali Zurigo e Milano, garantendo la ben nota efficienza Svizzera in termini di stabilità politica, burocrazia e fiscalità ed essendo un territorio meraviglioso che garantisce un’alta qualità della vita.
Sono personalmente un residente ticinese e sono entusiasta di vivere in Ticino. Mi sento responsabile di contribuire alla crescita del Ticino e, in particolare, del settore FinTech nella regione. Avaloq continua ad investire nella nostra sede di Bioggio ed un nuovo edificio è in fase di costruzione. Per Avaloq, quindi, il Ticino è già visto come un promettente polo FinTech».
Quali sono a suo giudizio le aree Fintech che nei prossimi anni potrebbero essere più suscettibili di sviluppo?
P.D.A.: «Tutti gli ambiti dell’erogazione dei servizi finanziari e della consulenza saranno toccati. Le tecnologie che si stanno sviluppando maggiormente sono sicuramente l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’informatica quantistica. Contestualmente, e anche a causa degli sviluppi in queste aree, sarà sempre più importante investire nell’ambito della cybersecurity e la protezione dei dati.
Per quanto riguarda l’applicazione delle tecnologie, e quindi la FinTech, sarà interessante seguire gli sviluppi dei metodi d’interazione con la clientela: la combinazione delle diverse tecnologie, permetterà lo sviluppo di nuovi servizi e interazioni, sempre più personalizzate, su misura ed immediate. Pensiamo ad esempio all’esecuzione automatica ed immediata di un pagamento, eseguito su istruzione vocale del cliente, ma anche all’introduzione di funzionalità “chat” automatizzate e sempre attive.
Sarà interessante seguire altresì l’evoluzione dei prodotti d’investimento: il 2017 è stato l’anno delle crypto monete, i prossimi anni vedranno sicuramente lo sviluppo del crypto asset management. La cosiddetta “tokenisation” dell’economia – la traslazione di averi e asset su blockchain e quindi la loro virtualizzazione – avrà un impatto notevole».
L.S.: «Sono tre: big data, algoritmi / intelligenza artificiale / blockchain. Vorrei specificare che quando si parla di Blockchain bisogna intenderla in tutte le sue componenti, dunque sia il registro decentralizzato tanto biasimato come la tecnologia che cambierà la finanza come internet ha cambiato la comunicazione, ma anche i token, ovvero le criptovalute, che sono le unità contabili utilizzate dal registro blockchain. Senze le criptovalute la blockchain non funziona».
A.C.: «Siamo nell’era del consumatore, il consumatore è il re, vincono le aziende in grado di fornire un’eccezionale esperienza al cliente. In questo contesto ritengo che le nuove regolamentazioni volte a fornire accesso ai dati finanziari dei clienti, come PSD2, porteranno alla nascita di nuovi servizi finanziari che consentiranno di offrire al cliente, attraverso l’analisi delle sue spese, proposte di alternative più convenienti ed efficienti, per esempio, rispetto alla scelta delle assicurazioni o all’ottimizzazione di spese immobiliari quali mutui o affitti. Questi servizi trasformeranno drasticamente il settore bancario retail ma anche i servizi al contorno.
Tradizionali servizi finanziari, quali pagamenti, mutui, investimenti in borsa diventeranno sempre più efficienti e convenienti per i clienti grazie a tecnologie, come la blockchain, che renderanno non necessarie attività di riconciliazione di terze parti. I servizi di gestione patrimoniale si fonderanno sempre su un rapporto di fiducia tra gestore e cliente, ma la comunicazione diverrà sempre più virtuale e supportata da soluzioni digitali, consentendo, per esempio, di mostrare una proposta di investimento in video conference attraverso uno schermo condiviso, abilitando il cliente a modificarla da solo, fornendo la sua accettazione tramite un semplice click sullo schermo, valido come firma digitale. Inoltre i gestori si baseranno sempre maggiormente su suggerimenti forniti da soluzioni di robo advisory e, al contempo, clienti, che preferiscono investire autonomamente, potranno scegliere di sottoscrivere servizi di robo advisory loro stessi, includendo piattaforme che metteranno in competizione portafogli proposti da differenti robo advisors. Tutte queste soluzioni tecnologiche verranno sempre più fornite in modalità SaaS (software-as-a-service), la quale garantisce maggior velocità e minor costi di gestione nella realizzazione e nella manutenzione delle stesse. Avaloq è all’avanguardia al riguardo e fonda la sua strategia nel fornire prodotti SaaS alle istituzioni finanziarie e alle stesse FinTech».
Una previsione che accompagna il FinTech è quella legata della crescita dell’occupazione. Quali riflessi ritiene che si potranno registrare sul mercato del lavoro in Ticino?
P.D.A.: «Lo sviluppo di tecnologie è sempre anche un’opportunità. Il prerequisito per cogliere l’opportunità, tuttavia, è la presenza di un insieme di elementi, che comprende: investimenti finanziari, quadro normativo e politico, istruzione e sviluppo di talenti, attenzione ai bisogni della clientela, combinati con una sana dose di ottimismo e convinzione nei propri mezzi. Naturalmente non può guastare una certa collaborazione tra i vari attori di un ecosistema.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro in Ticino, quindi, mi preme sottolineare che ci sono buone prospettive se verranno fatti i passi per sostenere – anche a livello di comunicazione e marketing – lo sviluppo di nuove industrie ed iniziative, come potrebbero esserlo un “Crypto Valico” a Chiasso o il già esistente polo legato all’intelligenza artificiale di Manno».
L.S.: «Già oggi la FinTech sta avendo importanti impatti sull’occupazione in Ticino. Società già esistenti e start up stanno assumendo diverso personale richiesto per questa attività, da sviluppatori ai compliance. Tuttavia dobbiamo anche tenere presente che la FinTech automatizzerà molte attività e avrà anche un impatto negativo sul mercato del lavoro».
A.C.: Come accennavo precedentemente, sono convinto che il Ticino abbia una grande opportunità di fronte a sé. Istituzioni politiche, accademiche, aziende e imprenditori locali dovranno aumentare le sinergie per favorire la crescita del fintech nella regione, poiché’ questo settore sposa perfettamente la storia finanziaria e le qualità del Ticino e potrebbe portare una ricaduta estremamente positiva nella crescita dell’occupazione di personale altamente qualificato.
Avaloq è anche qui avanti, avendo più di 800 dipendenti in Ticino e l’intenzione di far crescere questo polo ancor maggiormente, attirando talenti e risorse qualificate sia localmente che all’estero. Ma Avaloq da sola non basta, la creazione di un polo fintech richiede la fioritura di un ecosistema di aziende che operino nel settore e che creino competizione e opportunità locali nell’attirare investitori, talenti e esperti, su cui, in ultima istanza, si fonda il successo di una FinTech».
Uno dei problemi aperti riguarda la formazione di personale. Quali iniziative in merito si devono promuovere?
P.D.A.: «La formazione e la disseminazione di competenze in seno a gremii decisionali ed aziende fa parte della nostra offerta esistente. È un elemento importante a fianco al nostro ruolo di consulenti in strategia digitale, scout di innovazione e l’identificazione di possibilità d’investimento in nuove tecnologie e startup. Essendo a stretto contatto con attori innovativi così come grazie all’importante gruppo tecnologico (Swisscom) alle nostre spalle, siamo idealmente posizionati per poter illustrare gli sviluppi e le opportunità che si creano nei vari ambiti».
L.S.: «È indispensabile che il Cantone Ticino si apra alle nuove tecnologie e le sostenga promuovendo negli studenti la necessità di svolgere una carriera in ambito tecnologico. I centri di competenza possono aiutare, ma è prima indispensabile creare un ambiente favorevole sostenendo ad esempio hackathons, aiutando imprese e start up ad assumere personale giovane da formare o svolgendo eventi come Lugano Banking Day».
A.C.: «Il successo di un’azienda è strettamente legato alla capacità, alle motivazioni e alla cultura dei suoi dipendenti. È fondamentale che ogni area aziendale possa essere sempre aggiornata rispetto a nuove tecnologie e metodologie rilevanti per la sua area di competenza.
Relativamente alle nuove tecnologie, l’ideale è iniziare l’apprendimento attraverso corsi specifici che forniscano le basi per poter poi migliorarsi con la pratica. Avaloq, per esempio ha la sua Training Accademy che fornisce corsi specialistici ai suoi dipendenti ma anche a studenti e/o lavoratori esterni che abbiano interesse o necessità di utilizzare i nostri prodotti.
Oltre alle tecnologie, è importante essere aggiornati rispetto a metodologie di lavoro, al riguardo, un’area oggi molto cambiata, è la gestione dello sviluppo di un prodotto che, spesso, segue metodologie denominate “agile”, le quali prevedono brevi cicli evolutivi che favoriscono la sperimentazione e l’interazione con l’utente finale del prodotto rispetto alla pianificazione, anche in questo ambito ci sono corsi specifici e certificazioni che possono aiutare ad iniziare col piede giusto.
Corsi possono aiutare anche a migliorare i cosiddetti “soft skills”, quali spirito di squadra, empatia, problem solving e leadership, abilità che spesso sono ritenute anche più importanti rispetto alle competenze accademiche, essendo alla base della costruzione di un ambiente di lavoro stimolante ed efficiente.
Tuttavia la migliore esperienza è la pratica, il cosiddetto “training on the job” rimane lo strumento chiave per accrescere la propria esperienza in ogni ambito. In questo contesto, le aziende devono promuovere la mobilità interna dei propri dipendenti, consentendo di poter diversificare le loro esperienze professionali attraverso l’osservazione, da differenti punti di vista, della catena del valore di un prodotto.
Avaloq in Ticino, da più di due anni, offre un programma specifico a neo-laureati che prevede un loro coinvolgimento per 18 mesi in differenti team aziendali, l’obiettivo è dare l’opportunità di partecipare alle sfide che le varie divisioni aziendali affrontano, di acquisire una ricca varietà di conoscenze di base e di consolidare un network di relazioni professionali che possa accelerare la loro crescita nel ruolo che ricopriranno alla fine del programma».
Infine, voglio menzionare ancora una volta l’importanza di avere un ricco ecosistema di aziende e imprenditori, poiché l’esperienza lavorativa si accresce in maniera direttamente proporzionale alle opportunità che un territorio mette a disposizione ai suoi lavoratori, beneficiando da un ambiente che fornisca opportunità di diversificare le proprie esperienze sia all’interno della stessa azienda sia attraverso cambi di azienda».