Da più parti viene invocata l’adozione di un piano per la definizione di una strategia nazionale per blockchain Qual è la situazione attuale e quali sono le prospettive a breve-medio termine?
«In questo momento la percezione è che ci siano effettivamente dei gruppi di lavoro, ma che la definizione di una strategia nazionale non sia ancora in fase conclusiva. A questo proposito va detto che ci sono nazioni come l’Australia, che, con l’ausilio di un partner tecnologico (in questo caso IBM), ha creato una “blockchain di Stato”, ovvero una piattaforma pubblica basata su blockchain, chiamata Australian National Blockchain (ANB, http://www.australiannationalblockchain.com/). L’idea che sta alla base di questa iniziativa statale è quella di avere una piattaforma condivisa per le aziende che permetta loro di scambiare e validare dati ed informazioni».
Dal suo punto di vista, quanto siamo distanti da uno standard blockchain condiviso?
«Non essendoci uno sforzo congiunto, tra stati, tra imprese, tra entità in genere, al fine di riuscire a beneficiare dei paventati vantaggi, ognuno degli attori ha iniziato ad affrontare la questione tecnologica blockchain autonomamente con uno suo gruppo di lavoro, o partecipando a consorzi. Questo approccio “singolo” rallenta una definizione ed una implementazione generale e comune, facendoci pertanto rimanere ancora distanti da uno standard condiviso».
In base alla sua esperienza, in quali ambiti, la blockchain avrà un maggior impatto e perché?
«Questa tecnologia offre opportunità in molti settori, per esempio agli istituti finanziari potrebbe dare l’opportunità di fare pagamenti veloci, sicuri (banca-banca, quindi senza intermediari) e, grazie alla decentralizzazione e alla sicurezza intrinseca della tecnologia, la garanzia che i dati trattati, o le transazioni, non possano essere più modificati. In modo più esteso si potrebbe dire che in tutti gli ambiti che hanno una forte connotazione transazionale o che debbano garantire l’immutabilità dei dati immessi, la tecnologia blockchain può potenzialmente portare benefici».
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