L’anno prossimo dovrebbe proseguire la transizione verso la ripresa. Secondo le previsioni del Credit Suisse Investment Outlook 2022, l’economia globale dovrebbe crescere del 4,3%. Nonostante diverse banche centrali abbiano iniziato a ritirare gli incentivi per la pandemia, i tassi d’interesse sono destinati a rimanere pari o prossimi allo zero nelle principali economie sviluppate. In questo scenario, i rendimenti azionari dovrebbero rimanere interessanti, pur se probabilmente inferiori rispetto al 2021. 

Nel 2022 l’economia globale dovrebbe mantenere un andamento stabile, trainata dalla domanda solida, dal perdurare del sostegno della politica fiscale e monetaria e dal allentamento delle restrizioni correlate al COVID-19. Prevediamo quindi che le azioni abbiano rendimenti a una cifra interessanti, sostenute dagli utili. Per il 2022 si prevede il ritorno verso la normalità post-pandemia e l’avvio di una grande transizione verso la sostenibilità per consumatori, imprese, governi e legislatori. In questo contesto prevediamo che le tendenze ESG (ambientali, sociali e di governance) saranno fondamentali, gli investitori dovrebbero quindi valutare sempre più gli ESG nell’allocazione del capitale. 

Michael Strobaek, Global Chief Investment Officer di Credit Suisse, ha affermato: “Considerato il perdurare della ripresa economica, prevediamo che nel 2022 le azioni generino rendimenti interessanti, là dove i portafogli abbiano un’esposizione sufficiente a questa asset class. Visti i modesti rendimenti attesi per il reddito fisso, gli investitori dovrebbero valutare strategie che seguono modelli non tradizionali per diversificare la loro gamma di opportunità. Alla luce del peggioramento della crisi climatica, l’attenzione della politica alla questione del clima è destinata ad aumentare. Si tratta di uno sviluppo del quale gli investitori devono tenere conto nelle loro decisioni di investimento”. 

Nannette Hechler-Fayd’herbe, Chief Investment Officer International Wealth Management e Global Head of Economics & Research presso Credit Suisse, ha dichiarato: “La pandemia di COVID-19 è stato uno shock senza precedenti per l’economia globale e ha costretto politici e imprese a livello globale a navigare in acque inesplorate. Inoltre ha evidenziato l’importanza degli investimenti tematici, che possono aiutare gli investitori a cogliere le tendenze di lungo periodo che stanno innescando il cambiamento. In questo contesto, il nostro quadro di riferimento dei Supertrend è fondamentale nell’ambito dell’impegno degli stakeholder per il raggiungimento di zero emissioni nette”.

Prospettive per le principali economie e valute

  • Stati Uniti. Credit Suisse prevede che nel 2022 gli USA registreranno una crescita del PIL reale del 3,8%, anche se l’arresto della ripresa dei servizi e i problemi delle catene di approvvigionamento ostacoleranno le ultime fasi della ripresa dalla pandemia. Dopo un’impennata nel 2021, l’inflazione dovrebbe rallentare al 3,9%. Riteniamo che l’USD beneficerà di un vantaggio dei tassi rispetto alle valute degli altri mercati sviluppati, poiché la Federal Reserve si appresta a ritirare gli incentivi per la pandemia.
  • Eurozona. L’eurozona dovrebbe crescere del 4,2% nel 2022, dal momento che l’economia dovrebbe superare i problemi delle catene di approvvigionamento che hanno innescato un netto aumento dell’inflazione. Nel 2022 la Banca centrale europea (BCE) dovrebbe iniziare a ridurre i suoi programmi di acquisto di attivi. Prevediamo che l’EUR aprirà il 2022 con una parziale debolezza nei confronti dell’USD, ma si stabilizzerà e recupererà nel corso dell’anno, per effetto degli interventi di politica monetaria della BCE. 
  • Svizzera. L’economia svizzera dovrebbe segnare una crescita solida per i prossimi mesi, mentre un calo del tasso di disoccupazione dovrebbe sostenere la spesa per i consumi. Prevediamo una crescita del 2,5% del PIL svizzero nel 2022. Poiché è probabile che, ove necessario, la Banca nazionale svizzera continuerà a intervenire sul mercato delle divise, il CHF non dovrebbe subire un significativo apprezzamento rispetto all’EUR.
  • Cina. Dopo una forte ripresa della crescita, la Cina ha subito un nuovo rallentamento a causa di problemi nel settore immobiliare, cambiamenti normativi e riforme politiche, che dovrebbero proseguire anche nel 2022, con un potenziale impatto sulla crescita. L’economia cinese dovrebbe crescere fino al 6,1% nel 2022. Prevediamo che il CNY rimarrà stabile o subirà una lieve flessione nella prima metà del 2022.
  • Giappone. L’economia giapponese dovrebbe crescere dell’1,7%, poiché è probabile che il nuovo governo fornirà ulteriori stimoli a sostegno della ripresa economica. Prevediamo che nel 2022 il JPY subirà un deprezzamento rispetto all’USD.

Prospettive per le principali classi di investimento

  • Per le azioni nel 2022 sono previsti rendimenti a una cifra, più contenuti rispetto al 2021; tuttavia, il premio di rischio rispetto alle obbligazioni rimarrà interessante. I segmenti azionari che hanno segnato un ritardo rispetto alla ripresa dalla pandemia dovrebbero emergere in modo netto, così come i settori che traggono beneficio da trend di crescita secolari.
  • Nel settore del reddito fisso, i rendimenti dei titoli di Stato dovrebbero essere negativi nel 2022. Nel settore del credito, gli spread ridotti – sia investment grade che high yield – non saranno in grado di compensare i rischi associati a un aumento dei rendimenti. Privilegiamo le obbligazioni indicizzate all’inflazione dell’eurozona e i prestiti senior.
  • L’andamento della domanda di materie prime dovrebbe essere favorevole nel 2022, considerate le aspettative di continua crescita superiore alla media della produzione industriale globale e le necessità di approvvigionamento. Il prezzo del carbone rimarrà un tema centrale, mentre con l’inizio della normalizzazione potrebbe aumentare la vulnerabilità dell’oro. 
  • Nel settore degli investimenti alternativi, gli immobili dovrebbero continuare a beneficiare dello scenario di tassi storicamente bassi e del proseguire della ripresa economica. Il contesto economico resta favorevole anche per i mercati privati, mentre gli hedge fund dovrebbero produrre rendimenti modesti prossimi alla media storica.