Il momento che stiamo vivendo è difficile sotto tanti aspetti, da quello sanitario a quello sociale, con ripercussioni importanti anche sull’economia. A destabilizzare la popolazione è l’incertezza che aleggia intorno alla situazione, in particolare in merito al rallentamento dell’epidemia del Coronavirus con la speranza che l’agognato ritorno alla vita di tutti i giorni possa avvenire il prima possibile. Come rappresentante dell’Associazione Bancaria Ticinese vorrei tranquillizzare la popolazione sulla stabilità del settore bancario e spiegare il ruolo importante delle banche nella gestione dell’emergenza. Partiamo dalla solidità degli istituti bancari: se la crisi del 2008 colse molte banche impreparate, la lezione è stata appresa e nell’ultimo decennio gli istituti bancari hanno rafforzato in modo importante tutte quelle misure atte a garantire liquidità e fondi propri in caso di crisi. Tanto la FINMA quanto l’Associazione svizzera dei banchieri e la Banca nazionale svizzera hanno voluto ribadire questo punto: le banche sono ben capitalizzate e in grado di rimanere operative anche in situazioni di forte stress. Questa solidità permette al sistema bancario non solo di rimanere operativo, ma anche di intervenire a sostegno dell’economia reale, che annaspa a causa del repentino stop alle attività causato dalla diffusione del Covid 19. Le piccole e medie imprese, l’ossatura dell’economia ticinese e svizzera, vanno aiutate per evitare crisi di liquidità. E qui entrano in gioco lo Stato e le banche: a livello nazionale il Consiglio federale sta avviando un programma di garanzie della portata di 20 miliardi di franchi. Le imprese direttamente interessate riceveranno rapidamente e senza lungaggini burocratiche un sostegno importante sotto forma di crediti. Gli importi fino a 0,5 milioni di franchi saranno pagati subito dalle banche e completamente garantiti dalla Confederazione. Gli importi di entità superiore saranno garantiti all’85 per cento dalla Confederazione e subordinati a una breve analisi bancaria. L’intervento è importante: basti pensare che gli importi creditizi fino a 0,5 milioni di franchi dovrebbero coprire oltre il 90 per cento delle imprese colpite dal COVID. Nei prossimi giorni il Consiglio federale ufficializzerà i dettagli che permetteranno a banche e imprese di attivare le procedure di finanziamento. Oltre alle misure menzionate, numerose banche stanno aumentando la flessibilità nel pagamento degli ammortamenti o dei canoni di leasing alle imprese maggiormente in difficoltà. A livello cantonale, il Governo ticinese è in linea con Berna e ha coinvolto BancaStato nell’elaborazione di misure speciale a tutela delle PMI. C’è forse un ultimo punto che vale la pena ribadire: le banche sono state tra i primi attori a implementare le misure di sicurezza per i propri dipendenti. Gli impiegati di banca sono tutelati ma anche loro, come tanti lavoratori, vivono una situazione straordinaria e indubbiamente stressante. Nonostante le difficoltà del momento i collaboratori continuano a garantire i servizi necessari ai cittadini e per questo anche a loro va un sentito ringraziamento. Il settore bancario ticinese e svizzero non si tira indietro di fronte a questa grande sfida: le banche stanno mettendo in campo tutti gli strumenti a disposizione per sostenere l’economia e, quando sarà il momento, per ripartire tutti insieme.
Istituti bancari e Finanza
Citterio: "Le bache non si tirano indietro!"
24 Marzo 2020