«La scultura rappresenta un biglietto da visita della collezione d’arte di BancaStato, che comprende oltre 600 opere di 200 artisti ticinesi e svizzeri, a testimonianza dell’impegno dell’Istituto per l’arte del territorio». Territorio e identità, queste le idee che governano l’operato pubblico di BancaStato, non soltanto quindi obiettivi economici e finanziari. L’Istituto persegue una solida politica di sostegno al tessuto sociale, ad esempio sponsorizzando centinaia di associazione ed enti attivi a livello sportivo, culturale e benefico. In questo contesto la Banca è anche attiva a favore dell’arte ticinese e, subordinatamente, svizzera. Una speciale commissione del Consiglio di amministrazione, assistita e consigliata da un esperto d’arte indipendente ed esterno, si pronuncia ogni anno sugli acquisti destinati a sviluppare la collezione. Le decisioni sono strutturate per essere equilibrate dal punto di vista della varietà di linguaggio che caratterizza la scena artistica ticinese, della territorialità e delle categorie». Le 200 opere della collezione, praticamente tutte esposte nelle filiali sottolineano la vicinanza tra il mondo bancario e quello artistico, che «ha come “effetto collaterale” anche quello di creare un’atmosfera molto positiva e motivante», commenta Bernardino Bulla, Presidente del Consiglio di amministrazione di BancaStato.
L’acquisto di questa particolare opera, Ventaglio, è un omaggio a Pierino Selmoni, scultore ticinese scomparso nel 2017 e si affianca alla presenza della Grande mano realizzata nel 1984 per la Sede principale dove è esposta all’esterno del lato ovest. «La vicinanza delle due opere di Selmoni testimonia l’espressione della diversa maturità dell’artista. Le due sculture rappresentano per noi un simbolo, un invito al pubblico ad avvicinarsi a BancaStato anche solo per ammirare l’arte ticinese e svizzera: siamo una banca, certo, ma siamo innanzitutto la Banca dei ticinesi e vogliamo dimostrarlo anche in questo modo» conclude il presidente Bulla.