Direttor Cieslakiewicz, da un anno lei dirige la banca dei ticinesi. Quale bilancio traccia?

«Non vorrei sembrare scontato, ma il bilancio è ottimo secondo diversi punti di vista. Il primo: BancaStato continua a generare ottimi risultati finanziari. Di riflesso, il versamento dell’utile al Cantone è in aumento e si rivela cospicuo, e di ciò ne siamo particolarmente fieri! Poi sono molto contento anche dal punto di vista dell’ambiente di lavoro. Di BancaStato ho sempre amato il clima cordiale e familiare. Siamo una squadra molto compatta e motivata. Questo non lo dico soltanto io: a giugno abbiamo dato mandato a una società esterna specializzata di condurre un sondaggio sulla soddisfazione e sulla felicità di collaboratrici e collaboratori, nonché sulle condizioni di lavoro offerte loro. Il sondaggio aveva il pregio di essere completamente anonimo: in altre parole chi ha risposto ha avuto la reale opportunità di esprimere la sua opinione liberamente. Ebbene, i risultati sono molto positivi e confermano che il nostro personale è felice e soddisfatto. Specialmente di questi tempi, e proprio in un settore così sotto pressione come quello bancario, venire al lavoro con serenità è un fattore molto prezioso che intendiamo proteggere e mantenere anche in futuro. Credo che questa sia una base indispensabile anche per raggiungere gli ottimi risultati conseguiti. Nell’ambito del mio bilancio, un altro importante aspetto è naturalmente rappresentato dalla clientela, che dimostra di essere soddisfatta della nostra offerta. Concludendo, per tutti questi motivi il mio primo anno alla guida di BancaStato non può dunque che essere estremamente positivo. Questo mi rassicura e mi sprona a impegnarmi ancora di più a favore della banca».

Quali sono state le maggiori difficoltà e le maggiori soddisfazioni riscontrate sinora?

«Le maggiori soddisfazioni sono state quelle appena delineate. È per contro difficile individuare quali siano state le maggiori difficoltà nell’ultimo anno. Mi spiego meglio. In qualità di Presidente della Direzione generale avverto una grande responsabilità nei confronti della Proprietà, della clientela e di chi lavora in BancaStato. È per questo motivo che i molteplici aspetti del mio lavoro che richiedono moltissimo impegno e grande tenacia non li classifico come “difficoltà” ma come sfide da superare. Naturalmente non potrei fare tutto ciò che faccio senza l’ausilio di chi, ogni giorno, profonde dedizione e passione per il bene per la banca. Insomma, nell’ultimo anno non sono certo mancati momenti caratterizzati da grande stress e da decisioni da prendere su temi molto importanti, ma d’altra parte tutto ciò rientra nei compiti di un direttore generale e io tutto questo lo accolgo con grande motivazione».


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