L’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) ha recentemente pubblicato uno studio realizzato in collaborazione con Boston Consulting dedicato alla transizione energetica. Un tema di stretta attualità considerato che la Svizzera ha aderito all’Accordo di Parigi, che ha come obiettivo il raggiungimento neutralità climatica entro il 2050. Nello studio è stato calcolato per la prima volta l’ammontare degli investimenti necessari affinché il nostro Paese centri l’obiettivo: 387 miliardi di franchi, circa 13 miliardi all’anno per i prossimi 28 anni. Gli esperti non si sono fermati a questa cifra, ma hanno anche stimato che la piazza finanziaria svizzera è in grado di finanziare circa il 91%, degli investimenti necessari mediante l’erogazione di crediti e attraverso il mercato dei capitali.
Se sulla finanza sostenibile le banche svizzere hanno già sviluppato notevoli competenze ed esistono dei primi framework condivisi, nel settore creditizio, in particolare in ambito ipotecario, la situazione è diversa: solo recentemente i crediti sostenibili stanno emergendo tra le priorità del settore bancario. L’ASB si è occupata della tematica nella pubblicazione intitolata “Climate-efficient mortgages, opportunities for green property financing”, nella quale vengono elaborate delle prime linee guida e forniti suggerimenti per le banche che vogliono supportare i proprietari di immobili nella transizione energetica. Gli edifici, che siano case o uffici, sono all’origine di un terzo delle emissioni di gas serra a livello nazionale: un miglioramento in questo ambito risulta quindi fondamentale. È importante specificare che in Svizzera gli immobili hanno un’età media di 45 anni e dunque utilizzano sistemi di riscaldamento antiquati, alimentati a olio combustibile e generanti molta CO₂. Inoltre questi edifici hanno una scarsa efficienza energetica, ovvero disperdono molto calore.
Attualmente solo l’1% degli edifici in Svizzera viene rinnovato per migliorare l’efficienza energetica: stando allo studio ASB, se la Svizzera vuole raggiungere la neutralità climatica entro i prossimi trent’anni questo tasso deve quanto minimo raddoppiare.
Le priorità: formazione, reporting e migliori condizioni quadro
Partiamo dal presupposto che, in ultima analisi, la decisione di rinnovare un immobile viene presa dal proprietario e non dovrebbe essere imposta dall’esterno. Tuttavia può essere creato un sistema di incentivi che spinga i proprietari a optare per un intervento e sicuramente un ruolo importante lo possono giocare le autorità a livello nazionale, cantonale o comunale, ad esempio attraverso incentivi fiscali. Altrettanto fondamentale sarà però il contributo del settore finanziario: secondo l’ASB le banche possono – e dovrebbero – concentrare le loro attività in quelle aree che sono nella loro immediata sfera di influenza, adottando misure che non pregiudichino la competitività e con un equilibrato rapporto costi/benefici. Sulla base di queste premesse, l’ASB vuole sviluppare – in alcuni casi in collaborazione con tutti gli altri attori rilevanti – soluzioni in diverse aree:
- Advisory – Ampliare l’attuale servizio di consulenza alla clientela per la pianificazione e il finanziamento dei lavori di risanamento, compresa la formazione del personale. In questo senso sarà quindi necessario un aggiornamento professionale dei collaborativi attivi nel settore crediti.
- Classificazione – Sviluppare un sistema di classificazione delle ipoteche in base alla loro efficienza energetica, con criteri definiti e parametri chiave (ad esempio il sistema di riscaldamento utilizzato o la stima del consumo di CO₂ per metro quadro). In questo modo sarà più facile elaborare offerte personalizzate e avvantaggiare chi sceglie di costruire o rinnovare un immobile con criteri ecologici.
- Condizioni quadro – Collaborare con le autorità e i responsabili politici per creare migliori condizioni quadro. Inoltre sarà importante cooperare con l’economia reale nello sviluppo di nuovi prodotti, ad esempio il leasing di pannelli solari.
Per fare dei passi in avanti sarà quindi necessario adottare un approccio simile a quello utilizzato nell’ambito degli investimenti sostenibili, ovvero un connubio di autoregolamentazione e cooperazione con gli altri attori economici. La transizione verso immobili più sostenibili andrà a vantaggio anche delle banche stesse: avere nel portafoglio edifici con un’elevata efficienza energetica riduce l’esposizione al rischio e aumenta il valore del portafoglio.