“Quando mi è stato proposto, all’inizio del 2020, di presiedere il Consiglio di Fondazione Agire, ho voluto esplorare con i Soci Fondatori le ragioni che hanno portato alla scelta della mia persona.
Ho quindi avuto una serie di approfondimenti con le Associazioni industriali AITI, con Camera di Commercio, con il Cantone e con le Accademie. Al di là dell’apprezzamento sul mio nome, cosa che evidentemente mi fa piacere e mi onora, è emersa la volontà di dare ad Agire un carattere più “imprenditoriale” in linea con la mia esperienza personale.
Nei suoi primi 10 anni di vita, Agire ha saputo consolidare la sua presenza in Ticino affermandosi come una realtà riconosciuta e un punto di riferimento per la cultura d’impresa innovativa del nostro Cantone. Prendo in prestito le parole del mio predecessore, Prof. Giambattista Ravano, quando cita “Il fatto che le nuove imprese, con i loro successi e insuccessi che fanno parte della vita di un’organizzazione, siano ora più accettate nel panorama economico e sociale di questa comunità, penso che rappresenti un obiettivo e anche un merito che la Fondazione Agire ha perseguito e raggiunto“.
Sono assolutamente d’accordo, la preparazione del terreno culturale, forse sarebbe meglio dire “colturale“ è un lavoro di fondamentale importanza, molto simile al lavoro di aratura di un campo agricolo prima della semina. Un lavoro preparatorio che è stato reso possibile solo grazie alla presenza e all’autorevolezza di Istituzioni accademiche di eccellenza, come quelle che abbiamo la fortuna di avere sul nostro territorio, dalle quali il Prof. Ravano proviene. Ed è stato reso possibile grazie alla strategia impostata da USI e SUPSI in favore del trasferimento tecnologico alle imprese, e alla loro costante attenzione verso il mondo industriale ticinese e verso l’innovazione in generale. Un’attenzione che ha portato Agire alla candidatura per un Parco dell’Innovazione in Ticino nell’ambito dell’associazione Switzerland Innovation.
Preparato il terreno, si trattava di passare alla semina e, dopo la semina, alla coltivazione e alla crescita per trasformare le piantine in alberi robusti. Si è quindi ritenuto che per il lavoro di semina e coltivazione un profilo con una consolidata carriera imprenditoriale alle spalle potesse portare un contributo di esperienza di carattere aziendale, che avrebbe potuto condurre Agire verso questa nuova fase, che potrei definire di “messa a terra“.
Si tratterà infatti di consolidare le potenzialità esistenti nel Cantone, cercando di supportare in tutti i modi ogni tipo di nuova iniziativa d’impresa. Ho raccolto la sfida di cui sento tutta la responsabilità, e mi accingo a proseguire il lavoro impostato negli anni precedenti attingendo alle mie esperienze. Credo che le strade da seguire siano essenzialmente due. Da un lato occorre implementare il più possibile l’interfaccia di scambio tra accademie, centri di ricerca e aziende del territorio; tra aziende e start up e tra start up e investitori privati. Solo in questo modo si potranno attivare tutte le sinergie esistenti.
Dall’altro, è imperativo creare un consenso diffuso attorno a queste iniziative per riuscire a coinvolgere in maniera sempre più convinta e compatta tutti gli attori protagonisti, pubblici e privati, in modo da acquisire una sempre maggiore credibilità da far valere nei confronti delle istituzioni politiche cantonali e federali, che dovranno rispondere con un adeguato sostegno normativo ed economico.
Come si può ben vedere, obiettivi chiari ma non banali. Ma soprattutto obiettivi da raggiungere, nella consapevolezza che l’unica cosa che conta nel bilancio finale è l’ultima riga”.