Chissà, forse fra qualche anno avremo un Google Maps che ci porterà tra le vie e gli edifici di Decentraland o di Sandbox, che popolano l’Universo del Metaverso. Questi mondi virtuali sono divisi in porzioni di terra, disponibili in numero limitato. Chiunque può acquistare questi terreni, e non sono neanche tanto a buon mercato! La moneta con cui pagarli non sarà il franco svizzero, il dollaro o l’euro, bensì il MANA.
Ma cosa ce ne facciamo di questi terreni virtuali? Sono terreni digitali, non puoi toccarne l’erba e non servono cantieri fisici per dar luogo ai lavori. La proprietà in questi terreni è certificata in maniera seria. A quale notaio dobbiamo rivolgerci? Anche in questo caso sarà un “notaio digitale”: il passaggio di proprietà di quel terreno verrà certificato attraverso la tecnologia blockchain. Questa tecnologia consente il salto di paradigma che sta cambiando il mondo economico, finanziario e dell’informazione. È il passaggio da “enti centralizzati” che certificano e controllano le attività, come le banche, o big company come Amazon, Google, Facebook, a “strutture decentralizzate” che utilizzano le reti di computer sparsi nel mondo.
Il segreto è nella decentralizzazione
In pratica questa “catena di blocchi” sfrutta le caratteristiche di una rete informatica composta da “nodi”, permettendo di aggiornare e gestire un registro contenente dati e informazioni in modo sicuro, aperto a tutti e senza che vi sia la necessità di un’entità centrale di controllo.
Questo è il vero cambio di paradigma: passare da una centralità di controllo ad un decentramento controllato. Un esempio concreto è Filecoin, una sorta di Dropbox della blockchain, che permette a tutti di salvare contenuti nel cloud. Il cloud di Filecoin non ha però sede nei data center di proprietà di qualche gigante del settore, ma negli hard disk di tutti i computer collegati a questa blockchain.
Possiamo salvare quindi i nostri contenuti sfruttando la memoria libera delle migliaia di computer collegati alla blockchain di Filecoin, tramite la quale è sempre possibile controllare su quali hard disk sono salvati i nostri dati, monitorare gli spostamenti e verificare cosa sta succedendo. Chi affitta lo spazio presente sull’hard disk del proprio computer tramite Filecoin ottiene in cambio una ricompensa in “moneta” collegata, chiamata Fil, che può poi essere venduta sulle tradizionali piattaforme di compravendita di criptovalute.
Meccanismo non proprio semplice da capire, specie se giriamo ancora per la strada con il denaro contante in tasca ed entriamo al bar a prendere il caffè pagando con le nostre monete. Ma questo è il mondo da affrontare, che sta entrando nella nuova era del Web3, evoluzione del mondo Web2, quello che conosciamo ora.
Dalla centralizzazione che si era creata con il Web2 si passa ad una completa decentralizzazione. Il Web2, nato attorno agli anni 2000 è quello che ha dato luogo a colossi come Facebook, Linkedin, Twitter. Veri e propri giganti che hanno monopolizzato, in 20 anni, le fonti di informazione, creando un potere centralizzato. I contenuti finora li abbiamo messi noi utenti e ci siamo connessi a livello digitale, una vera e propria rivoluzione rispetto al primo Web. Mi riferisco a quello degli anni 90, della creazione dei primi siti aziendali, blog personali, giornali on line. Tutte attività che andavano a creare impronte digitali ma scarsamente connesse tra loro.
Oggi, passati i modelli del Web1 e cominciando ad essere stretto il modello Web2, si passa a decentralizzare la rete e a creare un’economia digitale diffusa, basata non più sulla pubblicità o sugli abbonamenti, bensì sulla partecipazione. Sta cominciando una rivoluzione per le imprese e le persone. Le grandi aziende si stanno già organizzando, a cominciare da Nike, Adidas, Microsoft e da Facebook, che ora si chiama Meta. Il Metaverso è uno spazio di ibridazione tra realtà digitale e fisica dove un numero illimitato di individui vi accedono per business, gioco, lavoro.
Per le aziende che vendono con canali tradizionali si apre la possibilità di accelerare con il commercio elettronico utilizzando il metaverso che potrà garantire una migliore esperienza prima dell’acquisto. La pandemia ha accelerato questo processo, i brand hanno iniziato ad investire nel cosiddetto “fashion tech” creando eventi 3D per sfilate o spazi 3D per presentare nuovi prodotti.
Il Metaverso consentirà un nuovo sistema di connessione e gestione del cliente grazie al quale saranno creati negozi online che permettono di testare i prodotti prima di averli acquistati. E dove verranno creati questi nuovi negozi online? Ovviamente sui terreni del Metaverso, in Decentraland o Sandbox. Ecco perché il mercato immobiliare digitale comincia a farsi strada.
Stiamo lavorando con aziende del Business to Business che operano nel mondo dell’arredamento, dell’illuminazione, della componentistica per portarle a bordo di questo nuovo mondo. Ma si procede passo passo, per gradi. Ci vorranno alcuni anni per vedere una svolta importante. È necessario prima di tutto fare un lavoro di formazione e sensibilizzazione alle persone coinvolte nel business. È da qui che si parte. Per accelerare e agevolare il cambiamento bisogna lavorare sulla consapevolezza. Se non si portano a bordo le persone non si può sperare che lo faccia la tecnologia al loro posto. E cominciamo dall’alto, facendo formazione ad amministratori delegati e direttori generali che devono abituarsi ai nuovi termini della blockchain, degli NFT, delle criptovalute e del Metaverso. È una bella sfida, ma cosa c’è di meglio che “creare il futuro” per “predirlo”? E tu che stai leggendo queste righe sei pronto a metterti in gioco? Scrivimi la tua opinione a gianni.simonato@myacademypmi.com.