Gli ultimi mesi vi hanno visti impegnati a presentare i vostri caschi in occasione di importanti fiere internazionali del settore…

«La nostra presenza non si limita soltanto a tutti i principali eventi in Europa, valga per tutti la partecipazione a EICMA a Milano, ma abbiamo deciso di presentare i nostri caschi in occasioni di importanti manifestazioni fieristiche che si sono tenute in Cina e negli Stati Uniti. Sono state importanti occasioni per approfondire la nostra conoscenza di mercati lontani come quelli del Sud-Est asiatico (Indonesia, Vietnam, oltre naturalmente la Cina), incontrare distributori locali e studiare le possibilità di penetrare in nuovi contesti che manifestano un elevato potenziale di sviluppo. Anche per quanto riguarda un mercato complesso come quello statunitense stiamo valutando le opportunità che si possono creare per marcare ulteriormente la nostra presenza».

Come è andata evolvendo negli ultimi anni la domanda di caschi?

«Direi che l’elemento più interessante da segnalare è la tendenza ad una trasformazione del casco da accessorio, seppur fondamentale ad una sorta di protezione di pensieri, di idee, di ciò che la nostra mente traduce in emozione mentre viaggiamo in moto. Ed è anche la proiezione del nostro stile verso l’esterno, da manifestare attraverso colori, grafiche, design. Perché il casco, insieme alla moto, fa parte della nostra personale rivoluzione quotidiana. Da qui il percorso di evoluzione che V Helmets ha intrapreso nel nome, nel logo e nella sostanza rispetto allo storico marchio toscano Vemar».

Dunque un casco che si rinnova ad ogni collezione, quasi come un elemento di moda…

«Non intendiamo seguire la moda che cambia ad ogni stagione, ma non a caso i due messaggi con cui il brand si presenta a tutti gli appassionati delle due ruote sono “Helmet is not an accessory” e “Don’t miss the revolution of your life”. In sintesi, possiamo parlare ormai di lifestyle. Perché è proprio la creatività della collezione 2020 a rendere speciale la proposta di caschi V Helmets. Stiamo percorrendo una rotta inedita sulle mappe dell’attuale mercato: dall’apertura del dipartimento interno di graphic design a collaborazioni con art director, illustratori e artisti con l’obiettivo di portare sempre di più il brand a creare collezioni e capsule collection lifestyle».

Tutto ciò ha comportato anche un profondo rinnovamento della vostra immagine e comunicazione…

«In poco tempo abbiamo definito nuova brand identity, nuovo posizionamento sul mercato, nuovo logo e naming e una nuova strategia di comunicazione che mira alla contaminazione della cultura moto con altri player del mondo lifestyle e che ha l’obiettivo di creare una media house. Questa strategia si manifesta già in tutte le tipologie di una gamma di caschi trasversale e versatile. Racing, Sport, Offroad, Urban e Tourism: basti pensare, per fare solo un esempio, al nuovissimo casco Eolo Synoptic Silver, che presenta una calotta ricoperta di segni tipici delle carte sinottiche utilizzate per la navigazione in mare. Un orientamento estetico extra settore non casuale e che ufficializza la strada del nuovo posizionamento del brand. E riguardo al nostro modo di intendere l’approccio al mercato e la comunicazione, va segnalata l’apertura del primo concept store a Lugano (il prossimo a San Diego, in California), una boutique in cui i caschi V Helmets sono i protagonisti, affiancati però da tanti altri prodotti extra moto a rimarcare il legame con l’universo lifestyle»

Grande attenzione all’estetica non vuol dire rinunciare ad una costante focalizzazione sui problemi della sicurezza…

«Assolutamente no. In occasione di EICMA 2019 abbiamo presentato un dispositivo da installare sui caschi V Helmets (sviluppato insieme alla società Infodrive) che, in caso di caduta o variazioni di movimento anomale, invia un alert alla centrale operativa che si attiverà immediatamente per sincerarsi delle condizioni del motociclista. Inviando, in caso di necessità, i soccorsi alla posizione geolocalizzata dal device».

Quali altre novità possiamo attenderci nei prossimi mesi?

«Stiamo guardando con grandissimo interesse al mondo dei ragazzi e dei giovanissimi che utilizzano per esempio biciclette e monopattini elettrici in grado di raggiungere velocità e prestazioni fino ad ora impensabili. Ciò implica la necessità di fornire, anche in funzione di questi nuovi strumenti di mobilità, innovative protezioni che uniscano design, estetica ed elevati standard di sicurezza».