Negli ultimi mesi avete sostenuto importanti investimenti per l’efficientamento energetico di Grünenfelder. Di che cosa si tratta?
«Avevamo programmato questi interventi già da tempo ed ora, in poco più di due mesi siamo riusciti a realizzarli. L’investimento più importante riguarda la posa sul tetto di 1616 pannelli fotovoltaici che ci consentiranno di produrre circa 655’200 kWh ogni anno. In questo modo siamo ora in grado di essere autosufficienti per l’30% del nostro fabbisogno energetico».
Il vostro maggior consumo di energia immagino sia assorbito delle superfici refrigerate…
«Assolutamente sì. Con la messa a regime e con l’ottimizzazione della gestione delle nuove soluzioni adottate contiamo di ottenere un consistente risparmio di energia riguardo alla nostra area refrigerata che copre circa 10.600 metri cubi. In particolare dovremmo riuscire ad immagazzinare energia autoprodotta portando di giorno la temperatura a -27/28° e rilasciarla poi di notte a -24°».
Quali altri interventi seguiranno nei prossimi mesi?
«Abbiamo l’intenzione di procedere alla completa sostituzione dell’impianto di refrigerazione, passando dal gas sintetico al gas naturale (CO2). Inoltre stiamo già procedendo alla sostituzione del parco auto con vetture elettriche».
In che misura quello dell’energia elettrica rappresenterà sempre più una variabile determinante nella gestione dei costi aziendali?
«Negli ultimi mesi il costo della componente energia ha avuto una crescita esponenziale. Al momento le ripercussioni per noi sono ancora relativamente contenute (parliamo comunque del raddoppio del costo dell’energia rispetto al 2021) solo perché procediamo all’acquisto di energia con un anticipo di mesi o addirittura anni, ma se questa situazione dovesse perdurare a lungo delle ripercussioni sulla filiera dei prodotti da noi distribuiti saranno inevitabili»
Che impatto ha avuto la pandemia sulla vostra attività e come state gestendo il ritorno alla normalità?
«Se si esclude il periodo delle restrizioni più strette, anche i mesi scorsi hanno registrato un buon andamento delle vendite ma ciò era probabilmente dovuto al fatto che noi distribuiamo i nostri prodotti, oltre che nella ristorazione e nell’hôtellerie, in settori che non hanno mai cessato di funzionare come case per anziani, ospedali o punti vendita presso stazioni di servizio. Inoltre siamo esclusivisti per la Svizzera dei negozi CRAI e questi punti vendita di prossimità sono stati nei mesi scorsi un vero e proprio riferimento per garantire in sicurezza gli acquisti durante la crisi sanitaria».
Da ultimo, crisi nell’approvvigionamento delle materie prime e situazioni di guerra possono influenzare l’andamento del mercato?
«Al momento non ancora, o almeno non in modo rilevante, anche se dobbiamo registrare talvolta qualche difficolta di reperimento sul mercato di singoli prodotti come è stato per esempio per il pomodoro o per l’olio di semi. Dobbiamo però monitorare attentamente la situazione per farci trovare pronti di fronte ad ogni evenienza e cerchiamo di rafforzare le nostre relazioni, oltre che con produttori ticinesi, anche con aziende italiane in grado di garantire prodotti di qualità e a filiera corta».
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