Lei ha sicuramente il polso riguardo allo stato dell’economia ticinese. Dopo i sostegni alle imprese assicurati durante i mesi della pandemia, che cosa occorre fare adesso per consolidare definitivamente la ripresa?
Andrea Gehri: «L’economia ticinese, tanto quanto quella svizzera, ha dimostrato doti di resilienza importanti durante gli ultimi due anni contrassegnati dall’emergenza sanitaria. Il buon grado di autofinanziamento, unito a strutture sane, ha sicuramente permesso alle nostre aziende di superare le difficoltà con rinnovato slancio.
La nostra economia dovrà tuttavia confrontarsi con un ulteriore periodo caratterizzato da grandi incertezze da ricondurre al conflitto bellico tra Russia e Ucraina. I segnali di una nuova emergenza, oltre che civile anche economica, si sta materializzando anche in Europa. La dipendenza energetica, unita a quella delle materie prime potrebbero condizionare fortemente una crescita economica che, dopo il Covid, era considerata importante, addirittura poderosa.
La speranza è che il conflitto possa cessare al più presto e si possano ristabilire rapporti civili e commerciali tali da ricondurre le prospettive di crescita in segno positivo. La nostra economia ticinese, come quella svizzera ed europea, non può prescindere da un contesto di stabilità per poter crescere, ma ora questa premessa è fortemente a rischio e i segnali di una possibile contrazione economica sono piuttosto evidenti».
A febbraio del 2022 avete portato a termine il restyling dello showroom principale. Con quali caratteristiche si presenta attualmente?
Deborah Gehri: «L’intervento sullo showroom terminato nei primi mesi di quest’anno è il più grande dal rinnovo completo avvenuto nel 2017. A distanza di 5 anni abbiamo riconfermato le scelte fatte, ovvero puntare su pochi fornitori di fiducia con cui collaboriamo in modo soddisfacente da molti anni, esponendo all’interno dei nostri spazi solo i brand con cui abbiamo accordi di esclusività sul territorio ticinese. Uno dei complimenti che ritengo essere forse il più soddisfacente mai ricevuto, ha definito il nostro nuovo showroom una “boutique”. Effettivamente lo stile espositivo che abbiamo scelto valorizza gli spazi, sfruttando superfici orizzontali e verticali per mostrare i prodotti posati, e favorisce l’utilizzo di strutture leggere quali espositori, o pannelli a scomparsa. Ci distinguiamo da un classico showroom ceramico che espone solitamente una moltitudine di campioni anche perché seguiamo il principio “less is more”».
Dopo il rallentamento determinato dalla pandemia avete previsto un rinnovamento dei prodotti e l’entrata in stock di nuovi brand?
Deborah Gehri: «Nonostante la pandemia i vari marchi con cui collaboriamo si sono rinnovati modificando le linee produttive esistenti, inserendo nuovi formati, togliendo quelli più obsoleti o proponendo prodotti completamente nuovi. I rivestimenti ceramici seguono i trend e si adeguano alla moda del momento. Nonostante l’anno di fermo dalle fiere nel 2020, l’innovazione non si è fermata, anzi possiamo quasi rimarcare come le varie aziende abbiano spinto ancor più sulla creazione di superfici nuove, spesso riscoprendo il colore e azzardando proposte di abbinamento più audaci. Per quanto riguarda il nostro showroom abbiamo accolto un nuovo brand, Coem Ceramiche, specializzato in gres porcellanato effetto pietra, a completamento dell’offerta che proponiamo alla nostra stimata clientela. Con la pandemia che sembra non volersene ancora andare, abbiamo anche deciso di dedicare un corner ad Active Surfaces, marchio del Gruppo Iris come Graniti Fiandre, Sapienstone e Porcelaingres, di cui deteniamo l’esclusiva in Ticino. Active cambia il paradigma di un prodotto ceramico, non si tratta più solamente di un materiale inerte legato al gusto personale, ma al bello si aggiunge il sostenibile: è un prodotto che, interagendo con l’ambiente grazie alle sue qualità particolari frutto di 12 anni di ricerche scientifiche, è reso fotocatalitico. La luce, l’aria e l’umidità sono responsabili dell’attivazione di processi chimici antibatterici, antivirali, antinquinamento, anti-odore e auto-pulenti».
Siamo abituati a pensare alla scelta di materiali per rivestire l’interno delle nostre abitazioni. Che cosa possiamo dire invece riguardo alle facciate esterne?
Andrea Gehri: «I rivestimenti delle facciate con lastre di ceramica e/o di pietra naturale rappresentano un’importante opportunità per realizzare nuovi edifici con rivestimenti di estremo pregio, eleganza e di grande durabilità. Le facciate rivestite con questi materiali definiti nobili, soddisfano i criteri più elevati sia per quanto attiene la sostenibilità e il risparmio energetico. In particolare, le facciate ventilate, quindi isolate termicamente per esempio con isolazione minerale o lana di vetro, rappresentano la miglior soluzione per ottenere l’eccellenza nel bilancio energetico di una costruzione.
Il risanamento di edifici esistenti con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i consumi energetici non può prescindere da interventi sull’involucro dello stesso. Le facciate quindi, se adeguatamente isolate termicamente, costituiscono la migliore soluzione in assoluto per ottimizzare e ridurre i consumi energetici e i rivestimenti in ceramica o in pietra naturale rappresentano di conseguenza la finitura migliore per integrare idealmente la strategia di riduzione dei consumi e, di conseguenza, le emissioni nocive.
I vantaggi sono quindi molteplici;
- Si possono rivestire edifici di nuova realizzazione, come pure risanare edifici esistenti.
- I rivestimenti in ceramica e/o pietra naturale garantiscono la massima durabilità nel tempo.
- Si raggiungono ottimizzazioni energetiche e si riducono sensibilmente i consumi.
- Necessitano di poca manutenzione e mantengono inalterate le caratteristiche estetiche e qualitative nel tempo.
- La ceramica e la pietra naturale sono prodotti che rispettano i più alti standard di sostenibilità nella produzione e nella lavorazione».
Interessanti soluzioni sono anche a disposizione per il rivestimento delle piscine. Quali sono le tendenze in atto?
Deborah Gehri: «Con la bella stagione cresce anche la voglia di godere dei propri spazi esterni e, come consueto fin dai primi mesi dell’anno, i nostri clienti cominciano a progettare i loro ambienti. A tale scopo la pietra naturale, complessa e affascinante, a oggi è ancora uno dei nostri materiali più richiesti. È ideale per la valorizzazione degli spazi esterni come le pavimentazioni, barbecue o appunto piscine. Il Ticino vanta tutta una serie di graniti locali dall’estetica accattivante e adeguatamente robusti per essere utilizzati per rivestimenti esterni. Molto amate dai nostri clienti, solo per citarne alcune, abbiamo per esempio l’Onsernone, il Cresciano, l’Iragna, il Marmo Bianco di Peccia e molte altre. Entro fine 2022 è nostra intenzione rinnovare anche il nostro spazio espositivo dedicato proprio alla pietra naturale. Le possibilità per rivestire una piscina sono però molte altre, tra esse vi è sicuramente il gres porcellanato che, con le sue elevate caratteristiche tecniche e le sue molteplici tonalità e superfici, risulta essere un materiale estremamente interessante per chi desidera far uso di colori che siano diversi da quelli di un più classico granito. Molto ricercato è ad esempio l’effetto “Maldive”, le cui acque risultano del più chiaro degli azzurri: si può ottenere ad esempio utilizzando lastre in gres porcellanato dalle tinte bianche/beige a simulazione delle luminose sabbie esotiche. Non solo si può ricreare un effetto luminoso come quello appena descritto, ma è possibile rendere le acque della propria piscina più simili a quelle dei nostri fiumi, blu e intensi, scegliendo un granito locale oppure un gres porcellanato dai toni grigi e pieni di carattere. Per finire vorrei menzionare il mosaico che, con le sue preziose caratteristiche, rimane un evergreen, anche se forse un po’ di nicchia. È senza dubbio un’ottima soluzione per rivestire elegantemente gli spazi wellness, le piscine e le superfici curve o irregolari, grazie alla sua capacità di poter essere posato seguendo forme e figure anche irregolari o arrotondate».