Quella di LighthouseTech è la tipica storia di un sogno imprenditoriale che, in estrema sintesi, passa da un’intuizione iniziale alla messa a punto di un progetto, dalla realizzazione di un prototipo sperimentale alla produzione di una prima serie di pezzi. Ma con una variante che aiuta a meglio comprendere come il percorso di una startup non sia sempre lineare e abbia talvolta bisogno per crescere di pause e ripensamenti e, soprattutto, di un favorevole ecosistema che faccia da incubatore al suo sviluppo. Così, Andrea Moroni Stampa esordisce raccontando di come Lighthouse Tech «abbia partecipato all’edizione 2020 di Boldbrain Startup Challenge senza tuttavia arrivare alla fase finale. In effetti il nostro progetto non era allora ancora perfettamente strutturato e i mesi successivi si sono rilevati preziosi grazie all’attività di coaching, svolta in collaborazione con i consulenti di Fondazione Agire, e più in generale al supporto ricevuto attraverso il processo di accelerazione riservato alle startup innovative. All’epoca avevamo ottenuto un primo innocheck da parte dell’ente federale Innosuisse e, con la collaborazione di SUPSI, l’idea avuta dagli iniziatori del progetto Franco Burlando e Riccardo Baldini è risultata essere interessante e tecnicamente fattibile. Mancava ancora però una visione globale della struttura organizzativa e soprattutto delle strategie di marketing da adottare».
Da allora le successive tappe sono state bruciate con un ritmo incalzante. Dopo mesi di ricerche e sviluppo, è stata completata l’incubazione presso l’USI Startup Centre nel 2023 e recentemente Lighthouse Tech ha ricevuto il riconoscimento di startup innovativa da parte del Cantone.
A questo punto vale la pena approfondire i contenuti del loro progetto, e soprattutto perché risulta essere originale e innovativo rispetto alle soluzioni adottate da altre aziende del settore. «Il nostro obbiettivo – prosegue l’ingegner Moroni Stampa – è sempre stato quello di progettare e immettere sul mercato occhiali intelligenti come ausilio alla mobilità per persone cieche e ipovedenti. Questi occhiali sono in grado di riconoscere elementi diversi e potenzialmente pericolosi dell’ambiente circostante, fornendo informazioni tattili in tempo reale all’utente, grazie a un sistema di feedback a vibrazione ossea. Le soluzioni tecniche adottate hanno reso gli occhiali non solo un ausilio per la vista, ma un vero e proprio dispositivo smart, aumentando l’autonomia e l’integrazione sociale degli utenti. Oltre ad essere tecnologicamente all’avanguardia, presentano la grande novità di essere anche eleganti e alla moda: in questo senso è risultato decisivo il contributo di Baldini e Burlando, i quali vantano entrambi decenni di esperienza nel settore del fashion eyewear design, e hanno voluto creare degli occhiali anche esteticamente belli e leggeri, rompendo il paradigma tradizionale degli ausili per portatori di handicap, spesso considerati ingombranti e poco attraenti».
Un altro punto cruciale nella storia di Lighthouse Tech è stata la collaborazione con organizzazioni non profit e associazioni per i ciechi. Questi partenariati hanno fin da subito fornito non solo visibilità, ma anche preziose informazioni su come progettare occhiali che fossero funzionali, ma anche e soprattutto comodi e accessibili. La startup ha lavorato a stretto contatto con esperti del settore e con gli stessi utenti per garantire che il prodotto finale fosse intuitivo e facile da usare. La montatura per occhiali intelligenti TAMI, che verrà prodotta in una prima serie in autunno, combina dunque sensori avanzati e feedback in tempo reale per migliorare la mobilità e la sicurezza personale. I materiali utilizzati privilegiano la sostenibilità, l’estetica e la comodità d’uso, proponendo un device di design utilizzabile ogni giorno in modo continuativo. Nel proprio percorso imprenditoriale Lighthouse Tech ha attirato l’attenzione di investitori e istituzioni e ottenuto finanziamenti che hanno permesso di ampliare il team di ingegneri e sviluppatori e di avviare un programma di test con utenti reali. Questo processo è stato fondamentale per raccogliere feedback e migliorare il prodotto finale, assicurandosi che rispondesse alle esigenze reali degli utenti.
Di recente, ha annunciato la chiusura del primo round di finanziamento seed con il quale si è assicurata un flusso finanziario pari a 500.000 CHF. In precedenza, aveva ricevuto sovvenzioni e riconoscimenti attraverso premi prestigiosi. «È stato davvero molto gratificante, anche economicamente, partecipare a premi e contest in tutta Europa e nel mondo. Con grande impegno, tra le altre cose, siamo arrivati in finale al >>>Venture>>> 2023 Startup Challenge nel settore Health&Nutrition, abbiamo partecipato al Grand Prix Möbius Suisse 2023 e abbiamo completato il programma MassChallenge US per Early stage. Non da ultimo abbiamo vinto la prima edizione dell’ATED Project Innovation 2023 e ricevuto l’AISOM Innovation Award 2024. È poi importante ricordare che la Toyota Mobility Foundation ci sostiene e ci ha dato un grosso finanziamento equity-free tramite la selezione come finalista del loro “mobility4all idea contest 2023”. Questo ci ha permesso di sviluppare il nostro design e la nostra tecnologia sotto forma di un proof of concept (PoC), testandola poi con oltre 100 persone cieche e ipovedenti. Le prospettive per i prossimi mesi sono molto incoraggianti e Lighthouse conta di essere definitamente presente sul mercato già il prossimo anno. «Grazie all’ecosistema dell’innovazione ticinese e Svizzero abbiamo potuto partecipare per due anni consecutivi al Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, un’esperienza estremamente formativa. Per affrontare l’espansione nei mercati internazionali – conclude Andrea Moroni Stampa – ci siamo poi affidati anche a Switzerland Global Enterprise (S-GE), l’organizzazione ufficiale svizzera che agisce su mandato della SECO per supportare le aziende svizzere esportatrici. Lighthouse Tech ha inoltre avviato iniziative per garantire che i suoi prodotti siano accessibili a tutti, collaborando con enti pubblici e privati per fornire occhiali a prezzi accessibili a chi ne ha bisogno».