Com’è il mondo visto dalla sommità del One World Trade Center (popolarmente chiamata Freedom Tower) a New York? La domanda non è fuori luogo se è rivolta a Pietro Casati, fondatore e CEO di DAC System, una start up che ha fatto del monitoraggio delle antenne, poste sui più elevati edifici del pianeta, l’oggetto della propria attività, diventando in materia uno specialista a livello mondiale.

La storia inizia in Italia con la richiesta da parte di RAI di una soluzione per localizzare i guasti sulle antenne di trasmissione radiotelevisiva. Ad un primo rudimentale sistema, ideato con pochi collaboratori, fa seguito nel 2012 il trasferimento in Svizzera e la richiesta, l’anno successivo, di entrare a far parte, su indicazione di BancaStato, dell’allora incubatore ticinese Centro Promozione Start-Up (oggi USI Startup Centre).

«In breve tempo – racconta Pietro Casati – siamo stati selezionati come idea innovativa per partecipare al programma Innosuisse, ottenendo il marchio CTI Start-Up nel 2016. Lo spazio concesso presso il CP Start-Up è diventato ben presto troppo angusto e così, tramite Fondazione Agire, siamo stati la prima azienda a stabilirsi nei locali messi a disposizione presso il Tecnopolo».

DAC System occupa attualmente una posizione di assoluto rilievo in un mercato di nicchia, dove non vi è nessun’altra tecnologia disponibile che offra analoghe opportunità di localizzazione e prevenzione di guasti. Il sistema sviluppato è infatti in grado di rilevare in tempo reale lo stato della qualità del segnale delle grandi torri di broadcasting, per poi poterne prevenire guasti che spesso risultano essere catastrofici, causando costi enormi e rischi per la sicurezza. «La nostra sofisticata attrezzatura e l’innovativo sistema di controllo ci consentono di prevenire, da remoto, eventuali guasti alle antenne, riducendo così i costi e i tempi di riparazione, garantendo, nel contempo, maggiore sicurezza alle torri di trasmissione. I danni sono infatti spesso associati ad un livello elevato di manutenzione e di spesa e la possibilità per i proprietari di infrastrutture di localizzare il deterioramento del segnale radio, individuando la posizione esatta del guasto, consente una riparazione molto più semplice e rapida».

Il mercato locale si dimostra ben presto troppo limitato e DAC System si orienta subito verso il Nord America che rappresenta oggi il 90% del fatturato dell’azienda.  Determinante per entrare in contatto con le grandi compagnie operanti nel settore è stato il supporto professionale di iniziative cantonali e di enti per l’internazionalizzazione delle imprese, come Swiss Business Hub USA. A operazioni di grande successo e visibilità, come appunto l’installazione del proprio sistema di monitoraggio sulle antenne dell’One World Trade Center, se ne sono aggiunte molte altre in varie parti del mondo, tra cui Canada, paesi d’Europa, Russia, Turchia e ora anche in Asia, in particolare in Indonesia e in Cina.

«La struttura e le dimensioni raggiunte ci pongono oggi – conclude Pietro Casati – di fronte alla necessità di operare un ulteriore passo in avanti, verso l’esplorazione di nuovi mercati, come quello della protezione dei segnali di trasmissione nelle reti fisse e mobili nel campo della sicurezza. Un altro obiettivo è andare verso una crescita dimensionale per meglio assicurare tecnologia e assistenza ad operatori broadcasting in un settore, dove, è in atto una forte concentrazione del mercato nelle mani di operatori che hanno raggiunto dimensioni sempre maggiori, e dove la competizione è molto forte e le barriere d’ingresso risultano essere particolarmente elevate». DAC non teme troppo questa concorrenza in quanto ha idee e progetti ben chiari e le sue antenne sono ben salde e correttamente orientate per cogliere ogni segnale proveniente dal mercato.