Anche il mondo delle onoranze funebri evolve al pari della società. Si può dunque parlare di nuove tendenze emerse nel corso degli ultimi anni?

«Direi che l’aspetto più rilevante è relativo al fatto che le cremazioni hanno ormai raggiunto uno stabile livello intorno all’85%, rispetto alle sepolture. Un’altra tendenza di carattere generale riguarda poi una sempre maggiore sobrietà rispetto a quelle che in passato potevano essere considerate, anche dopo la morte, vere e proprie ostentazioni di status. In ogni caso va emergendo una più attenta ricerca di una personalizzazione della cerimonia funebre in base a quelle che, in vita, erano interessi e stili di vita del defunto».

Può farci qualche esempio?

«Oggi un funerale può essere unico e speciale proprio come la persona da onorare. Semplici gesti come per esempio fotografie che riflettono la vita passata e la personalità della persona cara, sono un grande “valore” che aiuta a ricordare e condividere i momenti trascorsi. Una risposta alla domanda “che tipo di persona era?” aiuta poi nell’intraprendere determinate scelte per poter organizzare il funerale, considerando cosa era speciale e importante per lui, cercando quindi di trasmettere tratti della sua personalità nella scelta del tipo di cerimonia. Un esempio emblematico riguarda la selezione dei brani musicali di accompagnamento delle esequie, oppure la scelta o meno di intrattenere parenti e amici con un banchetto; o ancora, la possibilità di ricordare per sempre una persona cara attraverso la trasformazione delle ceneri in un diamante da tramandare di generazione in generazione».

Uno dei temi di cui si sente sempre più spesso parlare riguarda i funerali ecosostenibili. Di cosa si tratta?

«Il funerale segna la fine della nostra esistenza sulla terra e come nella vita comporta diverse scelte che possono avere anche un grande impatto per l’ambiente. Queste scelte includono ad esempio il tipo di bara, la scelta tra cremazione o sepoltura e tanto altro ancora. Tenendo conto della continua crescita nella popolazione di una sensibilità ambientale, organizziamo funerali ecologici in tutto il Ticino utilizzando materiali non inquinanti, per il rispetto dell’ambiente e delle generazioni future».

Nello specifico, quali sono i servizi “green” da voi forniti?

«Tutti i materiali utilizzati sono 100% naturali e biodegradabili e adatti per la cremazione e per la sepoltura ecologica. Le bare da noi proposte sono ideali sia per la cremazione sia per la sepoltura, mentre tutte le imbottiture sono prodotte in cotone naturale non trattato. La legislazione vieta a differenza di alcuni paesi in particolare anglosassoni la cosiddetta “sepoltura naturale” (Natural Burial) ossia la sepoltura a volte anche senza feretro del corpo in appezzamenti di terra che non necessariamente sono aree cimiteriali. Ciò nonostante la sepoltura può essere senz’altro considerata una scelta “green” se questa è effettuata direttamente nella terra. In questo caso sarà necessario scegliere di che tipologia saranno feretro e imbottitura da utilizzare e di quali materiali saranno composti. Inoltre si dovrà rinunciare all’edificazione di una camera sotterranea di sepoltura (tomba in cemento)».

E per quanto riguarda invece la cremazione?

«In questo caso è previsto l’utilizzo di una fonte energetica quale gas naturale o elettricità (in rari casi olio combustibile). I crematori moderni, in rispetto delle leggi ambientali sulla protezione dell’aria, sono dotati di sistemi di filtraggio in modo da limitare il più possibile l’emissione di gas nocivi nell’ambiente. Questi impianti sono da un punto di vista ambientale “più puliti” di alcuni sistemi di riscaldamento domestici. Dato che il processo di cremazione prevede che il feretro completo di imbottitura sia bruciato con la salma, è molto importante ancora una volta scegliere attentamente i materiali. Dopo la cremazione le ceneri sono consegnate in un contenitore (urna), che può essere composta da materiali rispettosi dell’ambiente, come ad esempio materiali riciclati (carta), sabbia e gelatina, bambù, amido di mais».

Che cosa dobbiamo ancora tenderci per il futuro?

«Credo che l’ingresso della tecnologia e della digitalizzazione anche in questo campo sia un fatto ormai acquisito che vedrà sempre nuove soluzioni nei prossimi anni. Sono allo studio applicazioni per il riconoscimento delle sepolture oppure sistemi di interazione per trasferire nel virtuale immagini e video che ci raccontano la vita del defunto. In fondo sono tutti strumenti innovativi che ci possono aiutare in quello che è sempre stato il desiderio dell’uomo, quello di prolungare con la memoria la vita oltre la morte».