Il Ticino è, in molti campi, un luogo di innovazione. Una terra crocevia tra il nord e il sud, e non solo in termini economici e finanziari, ma anche di ricerca e sviluppo in molti campi. E lo è anche nel settore della formazione, dove per esempio il polo universitario, di recente costituzione, sta dando grande spinta propulsiva al territorio. Ma, in questo settore chiave per il futuro delle giovani generazioni e del territorio, c’è un’altra realtà che, ormai da un decennio, sta portando una ventata di novità e aria fresca: si tratta del Liceo Everest Academy Lugano, che dal 2011 prepara studenti e studentesse per la Maturità Federale.

Everest Academy è nota per l’innovazione dal punto di vista tecnologico in ambito scolastico: quali ne sono gli elementi di maggior spicco?

«Direi le lezioni in realtà virtuale ma, a livello quotidiano, sono fondamentali gli iPad gestiti dal Liceo: con un unico device si risolvono molti problemi, come l’accesso immediato a informazioni e materiali. E naturalmente in un ambiente protetto, nel senso che gli studenti accedono solo ad App e siti autorizzati, dunque riducendo praticamente a 0 le distrazioni. Né va dimenticato il peso – infinitamente inferiore – di cui si caricano le spalle degli studenti».

Ma esistono materiali di studio ad hoc?

«Nel quadro del programma federale, i nostri materiali – statici e dinamici, interattivi e adattivi – sono per la maggior parte generati dai nostri docenti. Con un grande vantaggio competitivo: sono materiali, percorsi e metodi didattici con un design unitario. Dunque non un collage mal composto di elementi disparati, ma un insieme ordinato e finalizzato. È per questo che i nostri docenti vengono selezionati e formati con cura: perché tutto ciò non si può improvvisare, ma è frutto di due elementi imprescindibili: qualità personali e formazione costante».

Ed è anche di un sistema efficace?

«Guardi, uno dei problemi principali di ogni studente è questo: quando decido di studiare, dove trovo i materiali su cui lavorare, e cosa devo fare? Everest Academy ha risposto centralizzando il tutto in un unico luogo virtuale: con un solo click, i nostri studenti accedono praticamente a tutto ciò che serve loro, cosicché il tempo e le energie, quando vengono attivate, sono immediatamente finalizzate. Idem per le comunicazioni scuola-famiglia: all’inizio del nostro percorso quadriennale, studente e famiglia ricevono un link unico dal quale accederanno a tutte le informazioni che li riguardano: calendario e orario, note, pagelle, comunicazioni, registro didattico e altro ancora. E quest’anno abbiamo integrato una novità unica nel suo genere, l’archivio digitale delle verifiche».

Di cosa si tratta?

«Per gli studenti – e i loro genitori, quando desiderano un punto di osservazione più ravvicinato sul percorso dei figli – poter capire in dettaglio cosa hanno imparato e cosa invece necessita di ulteriore studio è fondamentale. Dunque abbiamo creato un sistema con cui accedere via web allo “storico” delle verifiche, che siano svolte originariamente già in digitale oppure su carta. Insomma, è possibile re-imparare (anche) dai propri errori – naturalmente, adeguatamente corretti».

Come avete reagito durante il lockdown per il Covid? Questa impostazione digitalmente avanzata vi ha aiutato?

«L’Academy è stata fondata nel 2011 e, fin da allora, ha scommesso fortemente sul digitale e così, senza saperlo, ci stavamo già preparando anche a questo scenario drammatico. In tal senso la sfida è stata affrontata e superata direi brillantemente: è stato sufficiente integrare una piattaforma di video-lezioni live, perché il resto era già pronto. Dunque abbiamo continuato a svolgere lezioni regolari, a verificare conoscenze e competenze acquisite e validarle alla fine dell’anno con gli esami finali. Insomma, anche se è stato molto impegnativo, abbiamo superato la prova con energia e con la voglia di migliorare ancora».

In che senso?

«Alla ripresa delle lezioni in presenza, abbiamo capito subito che una assenza per Covid avrebbe causato agli studenti una perdita grave in termini di progresso degli studi, anche perché sono casi in cui i ragazzi starebbero assenti dalla sede fisica per molti giorni. Così abbiamo integrato nelle aule sistemi avanzati di videoconferenza, consentendo ai ragazzi di seguire anche da casa il 100% delle lezioni. E la cosa è tornata più che utile anche nei casi più semplici, come un raffreddore o una storta. L’obiettivo è ridurre il più possibile l’impatto delle “assenze in presenza”, che diventano così “presenze in digitale”».

Insomma il digitale è la chiave?

«Sì, nel senso che è il “linguaggio” di oggi e di domani, e penso che il mondo della formazione debba essere al passo con i tempi. No, invece, se pensassimo che sia una panacea assoluta. Perché il digitale dia frutti è infatti necessaria, anzitutto, una forte presenza umana. È per questo che le nostre classi ospitano un numero limitato di studenti (di solito 12): perché il rapporto umano tra studenti e docenti sia qualificante, e sostenuto anche da una specifica attività di coaching. E anche perché, per immaginare il futuro, bisogna essere consci del passato e vivere a fondo il presente: insomma, solo fondendo con tocco umano la migliore tradizione con la più avanzata innovazione è possibile trovare l’equilibrio che ci consente di crescere davvero, dentro le sfide della vita».