Dopo i saluti iniziali del sindaco di Lugano, on. Marco Borradori, e l’analisi del mercato immobiliare ticinese di Fabio Guerra di Wüest Partner, l’architetto Emanuele Saurwein ha affrontato il tema della digitalizzazione con una serie di domande, anche provocatorie, base e spunto di discussione del dibattito che segue. Edifici sempre più tecnologici e complessi: chi gestisce l’edificio? La filiera dell’immobiliare rimarrà immutata dentro il sistema digitale e SMART? L’architetto avrà ancora un ruolo attivo nella società del futuro? Le città che stiamo costruendo sono solo un adattamento alla tecnologia oppure siamo noi che ci stiamo adattando ad essa? A quale velocità dobbiamo evolverci per non venire superati dalla stessa tecnologia che abbiamo sviluppato?
Nel corso del dibattito hanno cercato tra gli altri di rispondere alle domande Gianluigi Piazzini (CATEF), Giovanni Branca (SUPSI-DACD-ISAAC), Paolo Spinedi (CAT), Mattia Farei Campagna (SIV), Ludovica Molo (i2a), Mauro Galli (SSIC, Sezione Ticino), Fabrizio Noembrini (Associazione TicinoEnergia), Silvia Santini (Scienze informatiche, USI) e Gabriele Neri (Accademia di architettura, Mendrisio), moderati da Alberto Montorfani, Segretario SVIT Ticino.
Uno dei temi più interessanti affrontati è stato quello dell’utilizzo in edilizia del BIM, acronimo di “Building Information Modeling” (Modello di Informazioni di un Edificio), definito dal National Institutes of Building Science come la “rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto”. A differenza dei sistemi CAD (Computer Aided Design) che hanno portato innovazione solo negli strumenti tecnologici utilizzati per la progettazione, il BIM trasforma sia lo strumento che il metodo di progettazione e collaborazione tra i soggetti coinvolti nel processo ideativo e realizzativo di un’opera. Grazie al BIM infatti, è possibile gestire una significativamente maggiore quantità di dati oltre alle sole informazioni di carattere grafico, ed in questo modo ottimizzare tempi e costi di realizzazione. Il modello può essere utilizzato per comparare diverse soluzioni progettuali e selezionare la migliore in termini economici e qualitativi; è inoltre possibile simulare la realizzazione di un edificio prima ancora che questo venga realmente costruito. Si possono utilizzare i dati e le informazioni contenuti nel modello BIM as-built per ottimizzare la gestione e manutenzione nel corso dell’intero ciclo di vita. Il modello BIM diventa quindi il database che racchiude tutti i dati e le informazioni dell’edificio virtuale, esattamente corrispondente all’edificio reale, grazie al quale possiamo finalmente conoscere il patrimonio immobiliare che ci circonda.
Progettare con la metodologia BIM, consente al progettista di affrontare diverse problematiche nella fase iniziale del progetto, garantendo il coordinamento con le altre discipline coinvolte e controllando meglio tempi e costi di realizzazione. I software BIM sono strumenti di progettazione parametrica e di modellazione ad oggetti, questo significa che invece di disegnare linee come con i software CAD, modelliamo oggetti informativi tridimensionali che si arricchiscono di informazioni parallelamente con lo sviluppo del progetto. Gli elaborati grafici, i computi metrici estimativi e tutti i documenti necessari alla redazione del progetto nelle sue diverse fasi, sono direttamente collegati al modello BIM e le informazioni in essi contenute sono univoche ed aggiornate in tempo reale.0020vbnùDal modello BIM vengono estratte tutte le quantità ed i materiali necessari alla costruzione dell’opera con una percentuale di errore bassissima. Il modello BIM può essere considerato infatti come un enorme database, controllando esattamente i costi di costruzione.