La tentazione di avventurarsi in un mondo dove design e fantasia trovano terreno fertile, dove segno e materia compongono l’anima del progetto suscitando emozioni, rappresenta la capacità di un dialogo fra pensiero e realtà che trasforma un gesto in un’opera quasi unica.
Questo nuovo percorso nasce dalla voglia di staccare la matita e concentrarsi non più solo su un prodotto seriale, ma pensarlo come pezzo limitato, parte di una collezione esclusiva, come quella richiesta da Bugatti che esprime al meglio la potenzialità del gesto.

Vittorio Sgarbi nel libro dedicato alla Poltrona 784 descrive così Carlo Colombo:
«È un designer di professione, per di più affermato: sarebbe quasi automatico inquadrare la sua sculpture armchair in un certo modo, nella linea di quanto ha già fatto e continua a fare abitualmente, anche perché, a occhio e croce, l’opera avrebbe tutte le caratteristiche per prestarsi alla produzione in serie.

Stavolta, però, Carlo Colombo vuole che la nostra concentrazione, fermo restando che nessuno nega l’artisticità del design, si sposti dal letto firmato al Bed di Rauschenberg, per usare il metro prima indicato a proposito della causa per la quale ho fatto da perito, ovvero dall’oggetto pratico, la cui finalità estetica è accessoria, a quello che invece è eminentemente estetico. Come tale, il secondo va valutato nei termini propri della disciplina critica che li considera, da cui anche il mio ruolo in questa sede.  Niente di più facile, perché i rimandi della sculpture armchair all’arte contemporanea mi paiono piuttosto evidenti. È infatti opera in cui combaciano perfettamente due nature comunque distinguibili: una più strutturale, con i componenti tubolari, replicati regolarmente secondo un principio modulare, che formano una texture tendente al cubo perfetto, se non venisse alterata, con tagli in sezione a diversa altezza e di andamento curvilineo, in corrispondenza della cavità a seduta; l’altra, più visiva, riguarda l’effetto ottico che tale configurazione plastica comporta, come se fosse un dispositivo autonomo rispetto a essa».

Carlo Colombo non smette di stupire, anzi continua il suo percorso artistico con Giorgetti realizzando delle sedute uniche, cariche di poesia ed emozione. Lo definisce un omaggio alla donna, come se avesse rimarcato nel segno la sinuosità del corpo femminile e avesse plasmato l’oggetto per poter accogliere le persone in un abbraccio.
I materiali nobili ed i rivestimenti rendono questi oggetti delle vere e proprie sculture domestiche.  L’ironia è un altro argomento a lui caro, infatti sia nella 784 che nella poltrona Blueberry gioca con le forme attraverso una scomposizione e ricomposizione dei materiali.

Tutto è ben calibrato e pensato e il risultato è naturale, frutto di un rapporto fra capacità compositiva ed emotiva dove la materia pretende il suo posto. Nulla è lasciato al caso perché la voglia di sfida e di un’evasione dagli schemi tradizionali impone un lavorio serio e determinato, fatto di passione. 

I modelli

  • Poltrona 784. Poltrona – Scultura: È realizzata assemblando 784 barre di alluminio pieno di sezioni diverse, tagliate e finite in modo da rendere ergonomica la seduta. 
  • Poltrona – Scultura: Seduta con scocca in materiale plastico verniciato, composta da 232 sfere morbide rivestite in tessuto tecnico.
  • Poltrona – Scultura: Il design è estremo e ricercato: una vera e propria scultura per la casa realizzata in acciaio. 
  • Sedia – Scultura: È nata dall’incontro tra artigianato e tecnologia in cui i materiali d’eccellenza divengono finiture speciali in grado di dare vita a prodotti unici.
  • Sedia – Poltrona Scultura: La seduta in morbida pelle è racchiusa da bracciale e schienale definiti da un unico elemento che si dilata leggermente verso l’esterno, realizzato in fibra di carbonio.
  • Poltrona – Scultura: La comodità risuona al ritmo di Swing per questa poltrona-scultura dal design veramente unico per uno stile raffinato e al contempo vintage.