“Le cose, quando si nascondono, riescono a essere più libere e a librarsi più in alto”, dice Rita Ackermann.
II MASI Lugano presenta “Hidden”, una delle più grandi retrospettive mai dedicate finora da un’istituzione museale all’opera di Rita Ackermann, l’artista newyorkese, nata a Budapest nel 1968, che ne ripercorre gli ultimi trent’anni di carriera, attraverso una selezione di circa cinquanta tra dipinti e disegni creati a partire dagli anni ’90 a New York.
La mostra al MASI di Lugano
Per la mostra, realizzata in collaborazione con l’artista, sono state raccolte al MASI di Lugano una selezione di opere sviluppate subito dopo il suo arrivo nella Grande Mela (lavori in cui le figure femminili sono chiare e ben visibili), messe in relazione con lavori più recenti della serie “Mama”, iniziata nel 2018, in cui le protagoniste sono invece celate sotto linee e strati di colore.
E parte dell’esposizione anche una selezione di dipinti creati per l’occasione e incentrati sul tema della guerra.
Dal percorso presentato al MASI emerge come, prendendo le mosse da un linguaggio figurativo immediatamente comprensibile al pubblico, l’artista arrivi in seguito a ripensare le figure che abitano le sue opere, andando a coprire con strat di pittura Se lavori dei primi anni sono di piccole e medie dimensioni e sono realizzate prevalentemente su carta, le serie più recenti, lavorate su tele di grande formato, sono caratterizzate da una gestualità forte ed espressiva.
Un processo questo, che descrive un percorso non categorizzabile e che permette all’artista di restare libera e nascosta.
L’Europa e l’America
L’Europa da un lato e l’America dall’altro. Una fusione, quella tra le due culture, che emerge evidente in mostra fin dai primi dipinti e disegni sviluppati da Ackermann nella metropoli statunitense tra il 1993 e il 1996 con gli “Sketchbook Drawings” e gli “Early Paintings”.
Disegni su carta di piccolo e medio formato presentano figure femminili adolescenti messe a nudo, esposte e moltiplicate all’interno della composizione, impegnate in varie attività autodistruttive. L’atteggiamento estremamente spontaneo e disinvolto delle giovani donne proietta una sorta di serenità idilliaca all’interno di un’atmosfera costantemente precaria. Queste prime opere dal carattere ambiguo stabiliscono una comunicazione immediata con chi osserva e fungono da ponte tra diversi livelli culturali, come le fiabe e i miti a cui spesso l’artista si ispira. Un immaginario che attinge però anche al più vasto mondo della cultura visuale, della filosofia e del cinema, in particolare a film classici su storie di adolescenti recalcitranti di registi come Uli Edel e di Peter Brook.
L’esposizione si chiude con tre dipinti dalla nuova serie “War Drawings, creata in occasione della mostra al MASI Olio, matita grassa e acrilico sono lavorati su tela grezza di lino mentre le figure si perdono e le linee vengono raschiate fino a rivelare composizioni frantumate. Ogni dipinto sembra dominato dal disastro, come possibile elemento di purificazione in vista di una futura armonia.
L’artista
Nata a Budapest nel 1968, Rita Ackermann vive e lavora a New York. Fra il 1989 e il 1992, studia all’Università ungherese di Belle Arti di Budapest e alla New York Studio School of Drawing, Painting and Sculpture.
Ha al suo attivo mostre personali in sedi prestigiose quali la Konsthall di Malme (Svezia) la Sammlung Friedrichshof di Zurndorf nel Burgenland (Austria) 4 Museum of Contemporary Art di Miami, il Ludwig Museum di Budapest, lo Swiss Institute di New York e la Chal Foundation di Marta (Texas) Le sue opere su trovano in importanti collezioni pubbliche fra cui quelle del Museum of Modern Art (MOMA) di New York, della Maris Lautt Foundation e della Hessel Foundation (sempre a New York) del San Francisco Museum of Modern Art del Dallas Museum of Art del Museum Het Domein in Olarida e del Museum of Contemporary Art di Los Angeles.