Il LAC di Lugano ospita sabato 7 novembre, alle 20.00, la prima assoluta de “Il prodigio”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo d’esordio di Fabrizio Sinisi, pubblicato da Mondadori, e diretto da Giacomo Bisordi. Una seconda rappresentazione è prevista domenica 8 novembre alle 17. Al centro del lavoro teatrale, una storia che utilizza un’apparizione inspiegabile per interrogarsi sul significato della fede, sul bisogno individuale e collettivo di credere e sulle conseguenze che possono derivare dalla perdita delle certezze condivise.
Prodotto da La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e Romaeuropa Festival, lo spettacolo porta in scena un adattamento firmato dallo stesso Sinisi insieme a Bisordi. Il cast è composto da Matilde Bernardi, Candida Nieri, Gabriele Portoghese e Federica Rosellini.
Un’apparizione che cambia la percezione della realtà
La vicenda prende avvio da un evento apparentemente impossibile. Nel cielo di una grande città italiana, identificata con Milano, compare un volto dai tratti grossolani, quasi infantili, come disegnato da una mano inesperta. Quello che inizialmente sembra un fenomeno curioso diventa progressivamente una presenza permanente, attorno alla quale si concentra l’attenzione della collettività.
La comparsa genera interpretazioni contrastanti e alimenta interrogativi che non trovano risposte immediate. Si verificano guarigioni e altri eventi inspiegabili, mentre la popolazione cerca di attribuire un significato a quanto sta accadendo. È una suggestione collettiva, un inganno oppure una manifestazione divina? La difficoltà di distinguere tra realtà e interpretazione diventa il motore di una crisi che coinvolge non soltanto i singoli personaggi, ma l’intero sistema sociale.
Il prodigio assume così i contorni di un’apocalisse contemporanea, intesa nel suo significato originario di rivelazione: non soltanto la fine di un ordine, ma l’emergere di qualcosa di nuovo, ancora difficile da comprendere.
La fede come forza individuale e collettiva
Il tema centrale dello spettacolo è il credere, affrontato al di là della sola dimensione religiosa. Sinisi lo descrive come un principio sul quale si fondano tanto le esistenze personali quanto le istituzioni e i rapporti sociali. Stato, famiglia e convivenza civile presuppongono infatti forme di fiducia condivisa.
La domanda che attraversa il testo riguarda ciò che accade quando questa fiducia diventa assoluta e incontrollabile. La fede, anziché rappresentare un elemento di stabilità, può trasformarsi in una forza capace di destabilizzare gli equilibri, alimentare tensioni e mettere in pericolo le persone e le strutture collettive.
I personaggi al centro della vicenda
A incarnare questa crisi è Don Luca, interpretato da Gabriele Portoghese, un sacerdote abituato alla dimensione pubblica e mediatica della religione, ma sempre meno saldo nelle proprie convinzioni. Accanto a lui si muove Marta, interpretata da Matilde Bernardi, figura enigmatica che rappresenta anche un legame affettivo capace di mettere in discussione le sue ultime certezze.
Federica Rosellini interpreta Folker, un profeta carismatico che riesce a intercettare il bisogno di credere della comunità e a orientarlo verso una nuova forma di spiritualità. Candida Nieri veste invece i panni di Laura, collaboratrice di Don Luca e figura legata al principio di realtà, chiamata a confrontarsi con un contesto sempre più difficile da decifrare.
La regia di Giacomo Bisordi e le prossime date
La regia di Giacomo Bisordi sviluppa il racconto attraverso una successione di immagini, apparizioni e momenti di rottura, seguendo la struttura visionaria del romanzo. Il regista ha raccontato di aver incontrato il libro durante un periodo trascorso a Stoccolma, segnato da un cielo scuro e persistente. Il successivo ritorno a Roma, accompagnato dalla comparsa di un cielo azzurro, ha contribuito a orientare la sua lettura della storia: un’apparizione nel cielo, osserva Bisordi, diventa inevitabilmente qualcosa da interpretare, un possibile messaggio.
Dopo il debutto luganese, Il prodigio sarà rappresentato in prima italiana al Teatro Vascello di Roma, dal 13 al 22 novembre, nell’ambito di Romaeuropa Festival.
Lo spettacolo contiene espressioni blasfeme, linguaggio potenzialmente offensivo o disturbante, luci stroboscopiche, effetti sonori improvvisi ad alto volume, colpi a salve e una scena di nudo.
Informazioni
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Quando: sabato 7 novembre 2026, ore 20; domenica 8 novembre, ore 17
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Dove: Sala Teatro LAC, Lugano
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Regia: Giacomo Bisordi
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Testo: dal romanzo di Fabrizio Sinisi
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Sito: www.laclugano.ch



