Le Colazioni letterarie al LAC di Lugano tornano nell’autunno 2026 con una decima edizione dedicata alla democrazia, ai diritti civili e alla responsabilità individuale. Il ciclo di incontri, promosso dalla Società Dante Alighieri Lugano e dal LAC Lugano Arte e Cultura, prenderà avvio sabato 14 novembre e accompagnerà il pubblico fino alla primavera del 2027 con appuntamenti che mettono in relazione la lettura, la ricostruzione storica e il confronto sulle questioni del presente.
Il programma autunno-inverno 2026/27 si inserisce nel percorso della stagione teatrale del LAC, che dedica una parte della propria riflessione al tema In/Civiltà – Storia di una democrazia occidentale. Il passaggio dal teatro ai libri amplia il campo della discussione e invita a interrogarsi su come nascono i diritti, su quali condizioni ne consentono la difesa e su quanto la loro esistenza dipenda dalla partecipazione delle persone alla vita collettiva.
La giustizia, la libertà di espressione, la possibilità di prendere posizione e il rapporto tra individuo e comunità sono alcuni dei temi che attraversano gli incontri. Questioni che riguardano tanto la memoria storica quanto le sfide contemporanee, in un contesto in cui le istituzioni democratiche sono chiamate a confrontarsi con le disuguaglianze, le discriminazioni e nuove tensioni politiche.
Colazioni letterarie al LAC: il programma 2026/27
Il calendario prevede tre appuntamenti già definiti, a novembre e gennaio, mentre altri due incontri sono annunciati per febbraio e marzo, con ospiti e contenuti ancora da comunicare. La formula mantiene il dialogo con il pubblico al centro dell’iniziativa, affidando a scrittori, studiosi e protagonisti dell’impegno civile il compito di approfondire temi complessi attraverso esperienze personali, opere letterarie e analisi storiche e politiche.
Il primo incontro sarà dedicato a Polia Rusca Schenderowitsch, medico e figura legata alla storia sociale del Ticino. Il secondo porterà a Lugano la scrittrice e attivista Pegah Moshir Pour, che affronterà il tema della libertà attraverso la propria esperienza tra Iran e Italia. A gennaio sarà invece il politologo Vittorio Emanuele Parsi a proporre una riflessione sulle ambizioni delle grandi potenze e sulle prospettive delle democrazie europee.
14 novembre: Yvonne Pesenti Salazar racconta Polia Rusca Schenderowitsch
Il ciclo si apre sabato 14 novembre 2026, alle ore 11 nella Hall del LAC, con l’incontro di Yvonne Pesenti Salazar dal titolo «Abbiam fatto quanto vi era da fare». Polia Rusca Schenderowitsch (1884-1975) – Una medica al servizio della comunità.
La vicenda di Polia Rusca Schenderowitsch attraversa quasi un secolo di storia europea e ticinese. Nata nel 1884 nell’Impero zarista in una famiglia ebraica, arrivò giovanissima in Svizzera e fu tra le prime donne a conseguire una laurea in medicina all’Università di Berna. Nel 1916 aprì in Ticino uno studio oftalmologico, in un periodo in cui l’accesso delle donne agli studi universitari e alle professioni rimaneva fortemente limitato.
La sua attività professionale si sviluppò in anni segnati da guerre, migrazioni e profonde trasformazioni sociali. Durante la Prima guerra mondiale lavorò al fronte come chirurga, mettendo le proprie competenze al servizio dei feriti. In seguito, il suo impegno si estese ben oltre l’ambito medico, intrecciandosi con le iniziative di assistenza alle persone colpite dai conflitti e con la promozione di una maggiore equità nell’accesso alle cure.
Tra il 1940 e il 1949 ebbe un ruolo centrale nell’operazione che, sotto l’egida della Croce Rossa, consentì a migliaia di bambini vittime della guerra di raggiungere la Svizzera, compreso il Ticino. Nello stesso periodo contribuì all’assistenza delle comunità di rifugiati. Nel 1956 tornò a occuparsi dell’accoglienza, partecipando all’organizzazione degli aiuti destinati ai profughi ungheresi arrivati in Ticino.
Una storia di medicina, assistenza e diritti civili
L’impegno di Polia Rusca Schenderowitsch non si esaurì nell’emergenza. Nel dopoguerra promosse corsi di cure mediche a domicilio e sostenne gli abitanti delle zone discoste attraverso la distribuzione di indumenti e generi alimentari. Iniziative che rispondevano a bisogni immediati, ma che contribuivano anche a sviluppare forme di assistenza più capillari e accessibili.
La sua attività si legò inoltre alla battaglia per il suffragio femminile. La possibilità per le donne di partecipare alla vita politica e il diritto di ricevere cure adeguate appartengono a dimensioni diverse, ma nella sua esperienza si incontrano in una medesima idea di cittadinanza: una comunità è più equa quando le persone possono esercitare i propri diritti e trovare risposte ai bisogni essenziali.
È questo il filo che l’incontro intende ricostruire attraverso il lavoro di ricerca di Yvonne Pesenti Salazar. La biografia della medica offre infatti un punto di osservazione sulla storia delle donne in Svizzera e sul contributo dato da figure spesso meno presenti nella memoria pubblica alla costruzione dei servizi sociali e sanitari.
Yvonne Pesenti Salazar ha conseguito un dottorato in storia all’Università di Zurigo e ha pubblicato diverse ricerche dedicate alla storia delle donne in Svizzera. Il suo intervento permetterà di ripercorrere il percorso personale e professionale di Rusca Schenderowitsch, collocandolo nelle trasformazioni politiche e sociali del Novecento.
21 novembre: Pegah Moshir Pour e il significato della libertà
Il secondo appuntamento è previsto sabato 21 novembre 2026, alle ore 11 nella Hall del LAC, con Pegah Moshir Pour e l’incontro Scrivere la libertà.
Scrittrice e attivista per i diritti umani e digitali, Moshir Pour è nata in Iran nel 1990 ed è cresciuta in Italia. La sua esperienza personale tra due Paesi rappresenta una delle chiavi attraverso cui affronta nei propri libri i temi dell’identità, della libertà e del cambiamento sociale.
Nel suo romanzo più recente, La casa dimenticata, la riscoperta di una storia familiare diventa l’occasione per interrogarsi sul rapporto con le proprie origini e sulla possibilità di immaginare un futuro diverso. La memoria privata si intreccia così con la storia collettiva, mentre il racconto letterario apre una riflessione sulle condizioni che permettono alle persone di scegliere, esprimersi e costruire la propria vita.
Il confronto con il pubblico partirà dai libri per allargarsi all’impegno civile dell’autrice. La difesa della libertà di espressione, la presa di posizione contro le discriminazioni e il rapporto con le proprie radici saranno alcuni dei temi affrontati durante l’incontro.
Dall’esperienza iraniana ai diritti nella vita quotidiana
Il riferimento all’Iran consentirà di affrontare la questione democratica a partire dalle aspirazioni delle persone e dalle difficoltà che incontrano nel rivendicare i propri diritti. La libertà, in questa prospettiva, non riguarda soltanto i principi sanciti dalle leggi o il funzionamento delle istituzioni: si misura anche nella possibilità concreta di parlare senza paura, partecipare al dibattito pubblico e contestare le discriminazioni.
L’incontro si inserisce quindi nel percorso delle Colazioni letterarie attraverso un approccio diverso da quello storico del primo appuntamento. Se la vicenda di Polia Rusca Schenderowitsch mostra come l’impegno individuale possa contribuire alla costruzione di servizi e diritti, la testimonianza di Moshir Pour mette al centro il rapporto tra libertà personale, appartenenza e partecipazione civile.
Autrice di La notte sopra Teheran e La casa dimenticata, Pegah Moshir Pour ha sviluppato un percorso che affianca alla scrittura l’attività di sensibilizzazione sui diritti umani e digitali. Il suo intervento porterà la discussione dalla dimensione letteraria a quella pubblica, interrogandosi sul ruolo che le parole e le scelte individuali possono assumere nei processi di cambiamento.
16 gennaio 2027: Vittorio Emanuele Parsi analizza il ritorno degli imperi
Dopo gli incontri di novembre, il calendario proseguirà sabato 16 gennaio 2027, alle ore 11 nella Hall del LAC, con Vittorio Emanuele Parsi e il libro Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale.
Il politologo affronta le ambizioni di Russia e Cina e il cambiamento di orientamento degli Stati Uniti, interrogandosi sulle conseguenze per l’Europa e per gli equilibri internazionali. Al centro della riflessione vi è la possibilità che la competizione tra le grandi potenze riduca lo spazio delle regole condivise, favorendo rapporti fondati soprattutto sulla forza e sulla capacità di imporre i propri interessi.
In questo quadro, la tenuta delle democrazie non dipende soltanto dalle dinamiche interne ai singoli Stati. Anche le relazioni tra Paesi, la cooperazione internazionale e la capacità delle istituzioni europee di rispondere alle pressioni esterne incidono sulla tutela delle libertà e sull’autonomia politica.
Il libro offre quindi l’occasione per discutere del ruolo dell’Europa in un ordine mondiale in trasformazione e delle condizioni necessarie per difendere i sistemi democratici di fronte alle nuove minacce. La questione riguarda sia gli strumenti della politica estera sia la capacità delle società di mantenere saldi i principi su cui si fondano le proprie istituzioni.
Vittorio Emanuele Parsi è politologo e professore ordinario di Relazioni internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. È autore di numerose pubblicazioni dedicate alla politica internazionale e alle sfide che interessano le democrazie contemporanee.
Democrazia e partecipazione: i temi dei prossimi incontri
Il programma non si esaurirà con l’appuntamento di gennaio. Gli organizzatori hanno annunciato altri due incontri, previsti a febbraio e marzo 2027, i cui ospiti e contenuti saranno comunicati successivamente.
La struttura del ciclo mette in relazione prospettive differenti. La ricostruzione storica, l’esperienza di chi si occupa di diritti umani e l’analisi delle relazioni internazionali affrontano la democrazia da angolazioni complementari, senza limitarla al funzionamento delle istituzioni o al momento elettorale.
Il filo conduttore è il rapporto tra diritti e responsabilità. La storia di una medica impegnata nell’assistenza e nel suffragio femminile, il percorso di una scrittrice che si occupa di libertà di espressione e lo sguardo di un politologo sulle rivalità tra potenze mostrano come la tutela della democrazia coinvolga livelli diversi della vita pubblica.
In questo senso, il dialogo con il pubblico costituisce una componente centrale delle Colazioni letterarie. I libri diventano strumenti per ricostruire vicende, comprendere i cambiamenti e mettere a confronto esperienze e interpretazioni, portando questioni politiche e sociali all’interno di uno spazio di discussione aperto.
Informazioni e prenotazioni per le Colazioni letterarie
Tutti gli appuntamenti del ciclo sono gratuiti. La prenotazione è consigliata attraverso il sito ufficiale del LAC: www.laclugano.ch.
Le Colazioni letterarie sono promosse dalla Società Dante Alighieri Lugano e dal LAC Lugano Arte e Cultura, nell’ambito del programma di mediazione culturale LAC edu, grazie al contributo di UBS, partner principale di LAC edu.
Il calendario già annunciato comprende gli incontri del 14 e 21 novembre 2026 e del 16 gennaio 2027. Le date di febbraio e marzo completeranno il percorso, ampliando la riflessione sulla democrazia attraverso nuovi contributi e prospettive.



