Questo Icaro di Daniele Finzi Pasca, così intimo e insieme così universale, torna al LAC di Lugano il 24 e 25 ottobre 2026, a 35 anni dalla nascita dello spettacolo che ha segnato una parte significativa del percorso artistico del regista e attore ticinese. Scritto, diretto e interpretato dallo stesso Finzi Pasca, il lavoro torna al pubblico luganese dopo le recenti tappe della tournée internazionale in Messico, Uruguay e Spagna, tappe in cui – come vedremo – la personalissima umanità del personaggio, riesce a offrirsi, aprirsi pienamente, a un pubblico internazionale, che viene da realtà culturali anche estremamente diverse rispetto a quella italianofona.
Ma andiamo con ordine: un ritorno quello luganese che coincide con un anniversario importante e offre l’occasione per ripercorrere la storia di una produzione capace di attraversare lingue, generazioni e culture differenti.
Nato nel 1991, Icaro ha raggiunto finora 843 repliche, è stato rappresentato in sei lingue e ha coinvolto oltre 297.000 spettatori. Numeri che restituiscono la dimensione di un progetto teatrale sviluppatosi nel tempo senza perdere il carattere raccolto e personale delle origini. Al centro rimane un racconto che si affida alla fragilità umana, alla speranza e alla possibilità di rialzarsi dopo una caduta.
Icaro al LAC di Lugano: perché tornare?
Le rappresentazioni del 24 e 25 ottobre riportano sul palco del LAC uno spettacolo già più volte ospitato dalla struttura luganese. L’anniversario diventa così un momento per ritrovare un lavoro che ha accompagnato il percorso di Daniele Finzi Pasca per oltre tre decenni, mantenendo un rapporto diretto con gli spettatori.
La natura di Icaro si distingue per la sua dimensione intima. Non si tratta soltanto di raccontare una storia, ma di costruire una relazione con chi assiste, attraverso un linguaggio teatrale che combina poesia, umorismo e attenzione alle contraddizioni dell’esistenza. La semplicità della forma non esclude la complessità dei temi: al contrario, permette di affrontarli senza ricorrere a spiegazioni elaborate.
Il ritorno a Lugano assume un significato particolare proprio per questo legame con il pubblico. Dopo aver attraversato contesti culturali diversi, lo spettacolo ritrova una città che ne ha già accolto più volte le rappresentazioni. L’appuntamento si inserisce inoltre nel percorso del LAC, centro culturale che ospita produzioni e progetti legati alle arti performative, alla musica e alle arti visive.
Gli eroi perdenti di Daniele Finzi Pasca
Il personaggio di Icaro richiama una figura della mitologia classica, ma lo spettacolo di Finzi Pasca si concentra soprattutto sulla condizione umana. Al centro ci sono gli eroi perdenti, figure vulnerabili e ostinate che popolano il teatro dell’autore: individui imperfetti, esposti al fallimento, ma capaci di continuare a cercare una strada anche dopo aver incontrato un ostacolo.
La caduta, in questa prospettiva, non rappresenta necessariamente una conclusione. Diventa piuttosto una parte dell’esperienza, dalla quale può nascere un nuovo tentativo. È in questo equilibrio tra fragilità e determinazione che lo spettacolo trova una parte della propria forza espressiva.
Il racconto evita di proporre personaggi irraggiungibili o modelli di perfezione. I suoi protagonisti sono esseri umani nei quali il pubblico può riconoscere debolezze, desideri e contraddizioni comuni. La loro ostinazione nel continuare a inseguire il cielo diventa una metafora della capacità di coltivare aspirazioni anche quando le circostanze sembrano sfavorevoli.
Questa dimensione contribuisce a spiegare la longevità del lavoro. Pur essendo nato oltre trent’anni fa, Icaro conserva temi che non dipendono da uno specifico momento storico o da una particolare appartenenza culturale. Il rapporto con il pubblico si costruisce attraverso esperienze condivise, rendendo possibile una lettura personale della storia.
Una tournée internazionale tra Messico, Uruguay e Spagna
Nel corso del 2026, Icaro ha proseguito il proprio viaggio con una tournée che ha toccato tre Paesi: Messico, Uruguay e Spagna. Le tappe hanno confermato la capacità dello spettacolo di raggiungere pubblici diversi e di mantenere aperto il dialogo attorno al lavoro artistico di Daniele Finzi Pasca.
In Messico sono stati registrati oltre 6.600 spettatori nell’arco di nove repliche, tre delle quali hanno fatto registrare il tutto esaurito. Il soggiorno ha offerto anche occasioni di confronto diretto con il pubblico e due masterclass condotte dallo stesso Finzi Pasca. Accanto alle rappresentazioni, questi momenti hanno permesso di approfondire gli aspetti del suo metodo di lavoro e il rapporto tra interpretazione, movimento e costruzione della scena teatrale.
La tappa uruguaiana ha avuto anche una dimensione di approfondimento culturale. Il MACA – Museo de Arte Contemporáneo Atchugarry ha dedicato un’iniziativa al percorso artistico di Finzi Pasca e alla sua eredità nel teatro, nel circo contemporaneo e nell’arte della clownerie. Un riconoscimento che amplia la lettura del suo lavoro oltre i confini dello spettacolo, mettendone in evidenza le relazioni con differenti forme espressive.
Durante la tournée spagnola, il regista e interprete ha inoltre ricevuto il premio EMHU, attribuito a personalità che si distinguono nel campo dell’umorismo e dell’intrattenimento. La motivazione del riconoscimento ha richiamato la capacità di portare felicità e ispirazione attraverso il proprio lavoro.
Le tappe del 2026 restituiscono quindi un percorso nel quale le rappresentazioni si affiancano a incontri e momenti di riflessione sull’attività artistica. Il rapporto con gli spettatori rimane un elemento centrale, insieme alla possibilità di trasmettere contenuti riconoscibili anche in contesti linguistici e culturali differenti.
Trentacinque anni di repliche e incontri con il pubblico
I dati raggiunti da Icaro permettono di misurare la continuità di un progetto teatrale che ha attraversato più generazioni. Le 843 repliche, le sei lingue utilizzate e gli oltre 297.000 spettatori rappresentano il risultato di un percorso costruito nel tempo, attraverso una presenza costante sui palcoscenici e il confronto con pubblici diversi.
La longevità dello spettacolo non si traduce soltanto nella riproposizione di una produzione nata nel 1991. Secondo la presentazione del LAC, Icaro continua a evolversi nell’incontro con gli spettatori, conservando la freschezza delle origini e la propria identità poetica. La permanenza del lavoro nel repertorio di Finzi Pasca è legata anche alla sua capacità di lasciare spazio a un rapporto vivo con chi assiste.
A sottolineare l’accoglienza ricevuta durante la tournée messicana è stato anche il quotidiano Quintana Roo Hoy, che il 21 maggio 2026 ha scritto: «Con la sensibilità, la semplicità e l’umanità che hanno reso Finzi Pasca uno dei clown più apprezzati e riconosciuti al mondo, l’opera più rappresentativa della sua carriera ha nuovamente conquistato il pubblico».
Il giudizio della testata messicana richiama alcuni degli elementi distintivi dello spettacolo: la centralità dell’umanità dei personaggi, la semplicità del linguaggio e la capacità di coinvolgere gli spettatori senza dipendere da riferimenti esclusivamente locali.
Il teatro come spazio di fragilità e speranza
Nel percorso di Daniele Finzi Pasca, Icaro occupa una posizione particolare per la sua capacità di mettere in relazione il racconto individuale e una riflessione più ampia sull’esistenza. La vulnerabilità dei personaggi non viene nascosta o corretta, ma diventa il punto da cui prende forma la narrazione.
Gli eroi perdenti dello spettacolo non sono figure prive di forza. La loro ostinazione consiste proprio nel continuare a tentare, accettando la possibilità dell’errore e del fallimento. È un approccio che sposta l’attenzione dal raggiungimento di un obiettivo alla capacità di affrontare il percorso, con le sue incertezze e le sue difficoltà.
Questa impostazione contribuisce alla dimensione universale dell’opera. Le differenze di lingua, provenienza e cultura non impediscono agli spettatori di riconoscersi nei personaggi, perché le situazioni evocate appartengono a un’esperienza umana condivisa. La speranza non viene presentata come una certezza, ma come una possibilità che continua a esistere anche nelle condizioni meno favorevoli.
Dopo 35 anni di attività, Icaro torna dunque a Lugano con un patrimonio di repliche e incontri che documenta la diffusione dello spettacolo, ma anche con una storia ancora legata alla relazione diretta tra interprete e pubblico. Le due date al LAC permetteranno di ritrovare un lavoro che ha attraversato continenti e generazioni, mantenendo al centro la stessa domanda: come continuare a inseguire il cielo, pur conoscendo il rischio di cadere?
Informazioni e prevendita
Icaro di Daniele Finzi Pasca sarà in scena al LAC Lugano Arte e Cultura il 24 e 25 ottobre 2026.
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Luogo: LAC Lugano Arte e Cultura, Piazza Bernardino Luini 6, 6900 Lugano
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Informazioni e biglietti: www.laclugano.ch
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Telefono prevendita: +41 (0)58 866 4222
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Orari di apertura: da martedì a venerdì, dalle 11.00 alle 18.00; sabato e domenica, dalle 10.00 alle 18.00



