Il rapporto tra jazz e cinema torna al centro della programmazione del LAC Lugano Arte e Cultura con un appuntamento che affianca una pellicola del 1958 e la musica dal vivo. Sabato 19 settembre 2026, alle 20.00, la Sala Teatro ospiterà il Paolo Fresu Quintet per un cine-concerto dedicato ad Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l’échafaud) di Louis Malle.
Il progetto non nasce dall’intenzione di riproporre semplicemente una colonna sonora celebre. Al contrario, parte da un elemento essenziale della sua genesi: la musica composta da Miles Davis per il film non fu costruita seguendo una partitura tradizionale. Venne improvvisata direttamente davanti alle immagini, durante una lunga sessione di lavoro a Parigi.
È proprio questo procedimento che Paolo Fresu e i suoi musicisti intendono recuperare, facendo della proiezione non soltanto lo sfondo di un concerto, ma uno degli elementi con cui la musica interagirà in tempo reale.
Un film nato nel cuore della notte parigina
Ascensore per il patibolo racconta una vicenda criminale ambientata in una Parigi notturna e sospesa. Un uomo rimane bloccato nell’ascensore dell’edificio nel quale ha appena commesso un omicidio. Parallelamente, Florence, interpretata da Jeanne Moreau, si muove per la città alla ricerca dell’uomo che ama.
Il film di Malle, realizzato alla fine degli anni Cinquanta, è diventato nel tempo uno dei riferimenti del cinema francese del periodo. A contribuire in maniera determinante alla sua identità fu però anche la musica.
Quando Malle coinvolse Miles Davis, il trombettista americano si trovava a Parigi con alcuni musicisti. La soluzione scelta per la colonna sonora fu lontana dai metodi convenzionali: le immagini venivano proiettate e il gruppo suonava osservando direttamente ciò che accadeva sullo schermo.
Non c’era quindi una composizione completamente definita da seguire. La musica prendeva forma nel momento stesso in cui veniva eseguita, seguendo atmosfere, movimenti, pause e tensioni della pellicola.
Il risultato sarebbe diventato uno degli esempi più significativi dell’incontro tra jazz e cinema.
Paolo Fresu non vuole ricostruire una copia
Il progetto presentato a Lugano si confronta con quella esperienza senza cercare di riprodurla nota per nota. Per Fresu, infatti, una simile operazione contraddirebbe proprio la natura della musica realizzata da Davis.
L’obiettivo è piuttosto ripartire dal meccanismo creativo originale, recuperando una relazione dinamica tra immagini e suoni.
«Ritrovare situazioni e colori simili a quelli realizzati da Miles, una relazione mobile tra suono e immagine nella quale rimane determinante l’improvvisazione», spiega il trombettista sardo.
La questione riguarda quindi meno la fedeltà alla registrazione del 1957 e più la possibilità di ricreare oggi quelle condizioni artistiche. Il film rimane immutato, mentre la musica viene prodotta nuovamente ogni volta.
È una differenza sostanziale. La pellicola cinematografica conserva immagini e montaggio nella loro forma definitiva; un’esecuzione musicale dal vivo, invece, non è mai identica alla precedente.
Il riferimento resta Générique
Nella colonna sonora originale esiste un punto di riferimento fondamentale, Générique, il tema che contribuisce a definire il percorso musicale del film. Attorno a questo elemento Davis e i suoi collaboratori costruirono una serie di interventi improvvisati.
Malle aveva fornito alcune indicazioni di base, lasciando però ampio spazio all’interazione diretta con le immagini.
Fresu considera proprio questa modalità il nucleo del lavoro da riprendere. «Durò solo una notte e fu totalmente improvvisata», ricorda il musicista, sottolineando l’assenza di una partitura scritta.
La sfida contemporanea consiste dunque nel mantenere quella libertà senza trasformare il concerto in una semplice rievocazione storica.
Quando il film diventa una partitura aperta
L’appuntamento del LAC si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra cinema e musica dal vivo. I due linguaggi condividono infatti una dimensione temporale, ma la gestiscono in maniera differente.
Il cinema determina una sequenza di immagini che non può essere modificata durante la proiezione. Il concerto, invece, conserva una componente di imprevedibilità. Il ritmo può cambiare, una pausa può dilatarsi, un’intensità può variare e l’interazione tra i musicisti può produrre risultati differenti.
Il cine-concerto nasce proprio da questa contrapposizione.
A Lugano il pubblico assisterà quindi a un film conosciuto, ma accompagnato da una componente sonora che non potrà essere considerata definitivamente fissata. La stessa pellicola potrà assumere sfumature differenti a seconda dell’esecuzione.
Il Quintet accanto a Fresu
A condividere il palco con Paolo Fresu sarà la formazione con cui il trombettista porta avanti il progetto. Il Quintet comprende Tino Tracanna ai sax tenore e soprano, Roberto Cipelli al pianoforte e piano elettrico, Attilio Zanchi al contrabbasso ed Ettore Fioravanti alla batteria.
Una formazione nella quale l’improvvisazione può svilupparsi attraverso l’interazione tra strumenti differenti, mantenendo come riferimento le immagini proiettate.
La tromba e il flicorno di Fresu saranno quindi inseriti in un organico nel quale pianoforte, sax, contrabbasso e batteria contribuiranno alla costruzione di una nuova lettura musicale del film.
Un progetto che prosegue la ricerca del LAC
L’appuntamento con Ascensore per il patibolo non rappresenta un episodio isolato nella programmazione del LAC. Il cine-concerto fa parte di un percorso avviato nella stagione precedente e destinato a proseguire anche nel nuovo cartellone.
La scelta successiva sarà Blade Runner, altro film nel quale il rapporto tra immagini e musica permette di interrogarsi sulla funzione della colonna sonora quando questa viene riportata nella dimensione del concerto.
La prospettiva è quindi quella di considerare il film-concerto come un vero formato artistico, capace di mettere in discussione la separazione tradizionale tra sala cinematografica e sala da concerto.
La colonna sonora, in questo contesto, non è più soltanto un elemento registrato e associato permanentemente a un film. Torna a essere un’esperienza eseguita nel presente.
A Lugano un incontro tra due epoche
L’evento del 19 settembre mette così in relazione almeno tre momenti differenti: il cinema di Louis Malle della fine degli anni Cinquanta, la storica esperienza musicale di Miles Davis e la rilettura contemporanea di Paolo Fresu e del suo Quintet.
Il risultato non punta sulla nostalgia. La musica di Davis costituisce il punto di partenza, non un modello da replicare meccanicamente.
La distanza temporale diventa anzi parte integrante del progetto. Le immagini di Malle restano quelle originali, mentre il linguaggio musicale viene sottoposto a una nuova interpretazione.
In questo senso, il cine-concerto permette di osservare quanto possa cambiare un’opera quando uno dei suoi elementi fondamentali viene nuovamente affidato all’esecuzione dal vivo.
Informazioni
L’appuntamento con Paolo Fresu a Lugano è in programma sabato 19 settembre 2026 alle ore 20, nella Sala Teatro del LAC Lugano Arte e Cultura.
Sarà proiettato Ascensore per il patibolo di Louis Malle, in versione originale francese con sottotitoli in italiano.
Il progetto è realizzato nell’ambito di Vicenza Jazz 2026.
Sul palco:
- Paolo Fresu, tromba e flicorno
- Tino Tracanna, sax tenore e soprano
- Roberto Cipelli, pianoforte e piano elettrico
- Attilio Zanchi, contrabbasso
- Ettore Fioravanti, batteria
Informazioni e prevendita sono disponibili sul sito ufficiale del LAC Lugano Arte e Cultura.
LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini 6
CH–6901 Lugano
Tel. +41 (0)58 866 4222
Orari di apertura: martedì-venerdì 11.00-18.00; sabato-domenica 10.00-18.00



