L’Associazione Bancaria Ticinese ha mostrato come dopo un lungo periodo di trasformazioni, la piazza bancaria cantonale sembri aver raggiunto una nuova fase di stabilità. Con circa quaranta istituti bancari, dodici dei quali con sede principale nel Cantone, oltre un migliaio di società di gestione patrimoniale e circa 10.000 addetti, la piazza finanziaria ticinese rimane tra le prime per importanza a livello svizzero dopo Zurigo e Ginevra.
Nel corso dell’Assemblea ABT del 4 maggio scorso è stato sottolineato come la Svizzera abbia rafforzato negli ultimi anni il proprio ruolo di porto sicuro in un contesto internazionale caratterizzato da pandemia, tensioni geopolitiche e instabilità economica. La solidità del sistema finanziario nazionale continua ad attrarre capitali, imprese e famiglie, consolidando la reputazione del Paese quale destinazione affidabile.
Pur restando la gestione patrimoniale internazionale l’attività principe, il settore ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, sviluppando maggiormente il retail banking, il credito commerciale e quello ipotecario. Parallelamente, la crescente digitalizzazione ha favorito l’introduzione di nuove competenze e processi che stanno modificando il modo di operare degli istituti.
Tra i temi affrontati figura anche l’evoluzione del mercato ipotecario. Il calo dei tassi di interesse continua a favorire l’indebitamento e la FINMA invita gli istituti a mantenere alta l’attenzione nella valutazione del merito creditizio. Il rischio di una bolla immobiliare rimane infatti un elemento di cui tenere conto, soprattutto nell’eventualità di futuri rialzi dei tassi.
Ricambio generazionale
A medio termine uno dei dossier più rilevanti riguarda il ricambio generazionale che interesserà migliaia di collaboratori nei prossimi anni. Con la trasformazione digitale, inoltre, crescerà il valore delle funzioni orientate allo sviluppo e al controllo dei processi operativi. Per affrontare questa sfida, l’ABT ha promosso uno studio, realizzato dal Centro Studi Villa Negroni, volto ad analizzare l’attrattività del settore bancario ticinese quale datore di lavoro per le generazioni Z e Y.
La ricerca ha coinvolto 445 giovani residenti in Ticino e ha analizzato motivazioni, percezione e conoscenza del comparto, con l’obiettivo di individuare strategie efficaci per attrarre e trattenere i talenti. Dall’analisi emerge che i giovani attribuiscono particolare importanza alla stabilità, alla qualità dell’ambiente di lavoro, alle relazioni con colleghi e superiori e alle opportunità di crescita professionale. Oggi le banche sono quindi chiamate a valorizzare meglio la varietà delle professioni che offrono, le prospettive di carriera e gli investimenti nell’innovazione.
Condizioni quadro
Sono state espresse anche preoccupazioni riguardo all’evoluzione delle finanze pubbliche cantonali e al possibile impatto che un aumento della pressione fiscale potrebbe avere sull’attrattività economica del Ticino. Una gestione sostenibile della spesa pubblica rappresenta una condizione essenziale per mantenere la competitività del Cantone e offrire prospettive di crescita a imprese e cittadini.
Altro tema centrale è quello della regolamentazione bancaria. Il Presidente Petruzzella ha ribadito l’importanza di adottare un approccio proporzionato, capace di riconoscere la diversità degli operatori presenti sul territorio: «Le banche cantonali, le piccole istituzioni, i gestori patrimoniali indipendenti che operano in Ticino non possono e non devono essere trattati come UBS. La diversità del nostro ecosistema finanziario è una ricchezza, non un problema da uniformare».
L’Assemblea si è conclusa con un messaggio orientato al futuro. «Le decisioni che prendiamo oggi sui modelli di business, sulle tecnologie adottate, sulle competenze formate, sulle posizioni assunte nel dibattito normativo, plasmeranno la nostra piazza per i prossimi vent’anni», ha concluso il Presidente ABT.
Cantoni e banche incontrano la politica a Berna
Il 16 giugno scorso l’Associazione Bancaria Ticinese ha organizzato insieme alle associazioni bancarie di Ginevra e Zurigo e ai rispettivi Cantoni un incontro istituzionale a Berna. L’evento, dedicato ai Parlamentari e ad alti funzionari dell’Amministrazione federale, ha permesso di sensibilizzare il mondo politico sul ruolo del settore quale motore di crescita e sul suo contributo per l’economia svizzera nel suo complesso. Sono intervenuti i Presidenti delle tre associazioni, nonché i Consiglieri di Stato responsabili dell’economia e delle finanze dei Cantoni coinvolti.
Nel suo intervento, il Presidente dell’ABT Alberto Petruzzella ha sottolineato come la piazza finanziaria svizzera abbia dimostrato negli ultimi anni una notevole capacità di adattamento, superando sfide significative quali la crisi finanziaria del 2008, gli anni dei tassi negativi, il cambiamento del quadro fiscale internazionale e la crisi di Credit Suisse. Questa resilienza, ha evidenziato, «non è il risultato di un caso fortunato. È il frutto di modelli di business solidi, di una cultura della prudenza e di una piazza bancaria diversificata».
Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha ribadito il valore strategico del settore finanziario per il Ticino e la necessità di garantire condizioni quadro competitive, anche attraverso un dialogo costruttivo con l’Unione europea sull’accesso ai mercati.
Nella foto:
I partecipanti all’incontro di Berna che ha riunito parlamentari federali, Consiglieri di Stato e direttori delle associazioni bancarie cantonali.



