Cooperazione transfrontaliera TicinoSi è svolto a Mezzana, nel Cantone Ticino, il quinto incontro annuale tra i rappresentanti del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino e le delegazioni dei Consigli regionali di Lombardia e Piemonte. La riunione si è tenuta nella sede della Comunità di lavoro Regio Insubrica, confermando la continuità di un dialogo istituzionale che attraversa il confine e coinvolge amministrazioni regionali e cantonali su dossier condivisi.

All’appuntamento hanno partecipato figure istituzionali delle tre aree coinvolte, con la presenza del Presidente della Regio Insubrica e Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori e del Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte Alberto Preioni.

Per la delegazione ticinese erano presenti la Presidente del Gran Consiglio Daria Lepori, il Primo Vice Presidente Giovanni Berardi e il Secondo Vice Presidente Sem Genini. La Lombardia ha schierato il Presidente della Commissione Speciale per i Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera Giacomo Zamperini insieme ai consiglieri Luigi Zocchi e Giuseppe Licata.

Mobilità e infrastrutture tra priorità condivise

Tra i temi affrontati figura in primo piano la mobilità transfrontaliera, con particolare attenzione al potenziamento delle linee ferroviarie e agli effetti dei progetti infrastrutturali in corso, tra cui il programma federale “Trasporti ’45”.

Le delegazioni hanno discusso anche la necessità di un maggiore coordinamento sugli interventi infrastrutturali e sulla gestione dei flussi di traffico tra territori confinanti, con uno sguardo rivolto alla sostenibilità e all’integrazione dei sistemi di trasporto.

Zamperini ha richiamato l’importanza di una pianificazione condivisa delle opere ferroviarie, citando tra le priorità l’elettrificazione della linea Molteno–Lecco e l’eventuale sviluppo della mobilità lacustre come alternativa complementare, a condizione di rafforzare i nodi intermodali.

Ambiente, fauna e gestione del territorio

Ampio spazio è stato dedicato alle politiche ambientali e alla gestione della fauna selvatica, con particolare attenzione alle criticità legate alla diffusione della peste suina africana e alla gestione dei cinghiali.

La Presidente Lepori ha definito la collaborazione tra regioni di confine una “cooperazione vitale”, sottolineando il ruolo delle misure congiunte adottate per contenere i rischi sanitari. Il coordinamento tra Lombardia, Piemonte e Ticino è stato indicato come elemento decisivo per la protezione del territorio.

Il tema del lupo ha inoltre acceso il dibattito istituzionale. La rappresentante ticinese ha evidenziato le difficoltà del settore agricolo, con particolare riferimento alla pressione sugli allevatori e alla necessità di ridefinire gli strumenti di gestione della specie.

Sem Genini ha invece richiamato l’attenzione su nuove tecnologie di monitoraggio faunistico, tra cui l’utilizzo di droni per il controllo del territorio, estendendo il discorso anche alla lotta contro il coleottero giapponese e alle difficoltà strutturali dell’economia montana.

Economia rurale e trasformazioni del settore agricolo

Nel corso dell’incontro è emerso un quadro di trasformazione del comparto agricolo, con una contrazione significativa del numero di aziende negli ultimi anni e conseguenze dirette sulla gestione dei pascoli e delle attività di montagna.

Secondo quanto evidenziato durante la discussione, la riduzione delle aziende agricole si inserisce in un processo più ampio di cambiamento economico che coinvolge le aree periferiche dei tre territori, con ricadute sul tessuto produttivo e sociale.

Progetti comuni e strategie future

La delegazione lombarda ha espresso interesse per l’adozione di sistemi di monitoraggio e dissuasione del grande predatore, ribadendo la necessità di rafforzare la collaborazione tecnica tra enti.

Accanto ai temi ambientali, il confronto ha incluso anche il progetto “Right to stay”, strategia orientata al contrasto dello spopolamento delle aree interne e montane, considerato un punto di convergenza tra le politiche regionali.

Licata ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale tra le parti, definendola una base solida per lo sviluppo di iniziative condivise anche in materia di mobilità e regolazione dei flussi economici.

Verso nuove prospettive sportive e istituzionali

Un ulteriore punto di discussione ha riguardato la candidatura svizzera per ospitare i Giochi olimpici invernali del 2038. In questo contesto, è stata avanzata l’ipotesi di istituire un tavolo tecnico di confronto con esperti coinvolti nell’organizzazione di Milano-Cortina, con l’obiettivo di analizzare buone pratiche e criticità progettuali.

L’iniziativa, secondo quanto emerso, potrebbe rappresentare un’opportunità per il Ticino, che potrebbe essere coinvolto nell’organizzazione di alcune competizioni.

Dialogo con i comuni e governance territoriale

Nel pomeriggio è previsto un ulteriore momento di confronto tra i membri della Regio Insubrica e i rappresentanti dei comuni associati. L’incontro sarà dedicato all’aggiornamento sulle attività annuali e alla presentazione degli interventi realizzati in materia di cooperazione transfrontaliera.

Tra i temi all’ordine del giorno figura anche la consorziazione dei servizi comunali, con contributi di diversi esperti e amministratori locali, tra cui Alan Lancetti, Laurent Filippini, Mauro Guerra, Giovanni Rossoni e Giorgio Ginelli.

Un modello di cooperazione stabile

L’appuntamento di Mezzana si conferma un passaggio rilevante nel percorso di collaborazione tra Ticino, Lombardia e Piemonte. La continuità degli incontri annuali evidenzia un modello di dialogo istituzionale che, pur nelle differenze amministrative, punta a costruire risposte coordinate su temi di interesse comune.