Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Come si tiene insieme un panorama di progetti e soluzioni così ampio?

«Credo che oggi il progetto non possa più essere letto per categorie separate. Un divano, una vasca, un letto, una poltrona, un tappeto o un arredo per bambini sono tutti parte di un sistema più ampio: il modo in cui abitiamo, costruiamo atmosfere, riconosciamo la qualità dello spazio.

Il Salone 2026 racconta proprio questa trasversalità. Ci sono progetti che nascono dall’architettura, altri dalla materia o dal gesto. Ma in tutti ritrovo la medesima intenzione: disegnare oggetti capaci di appartenere allo spazio con misura, senza eccesso, e di costruire una relazione autentica con l’utente e con il tempo».

Iniziamo con Maison Margiela. In questo caso non si parla semplicemente di un divano, ma di una collezione di arredi che nasce in continuità con un progetto architettonico. Come si affronta un lavoro di questo tipo?

«Il progetto per Maison Margiela Residences è prima di tutto un progetto di coerenza. Non abbiamo pensato a un oggetto isolato, ma a un sistema di arredi capace di integrarsi naturalmente con l’architettura e con l’identità della Maison.

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Il divano è il primo capitolo visibile di una collezione più ampia, sviluppata per gli interni delle residenze di Dubai. Maison Margiela ha codici molto precisi: la decostruzione, la trasformazione, l’idea di sottrazione.

Il divano nasce quindi come elemento architettonico domestico: un volume che organizza lo spazio, costruisce atmosfera e dialoga con l’interior design.

Le Maison Margiela Residences di Dubai sono un progetto residenziale di 16 unità sulla Palm Jumeirah; l’interior è stato curato dallo studio A++ e la collezione di arredi su misura è progettata da Carlo Colombo».

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo In occasione dell’anniversario di Bentley Home, il brand sceglie di raccontare la propria identità anche attraverso il cortometraggio Eterna. Come dialoga questo racconto cinematografico con la nuova collezione Embrace?

«Bentley Home ha sempre costruito un immaginario molto preciso, legato alla materia e al viaggio. Il cortometraggio Eterna permette di raccontare questi valori non solo attraverso il prodotto, ma attraverso un’atmosfera, una memoria, un ritmo.

Con Embrace abbiamo lavorato nella stessa direzione: il divano e la poltrona non sono oggetti isolati, ma presenze che costruiscono un paesaggio domestico.

Le forme sono più morbide, fluide, avvolgenti; la pelle esterna diventa quasi un guscio protettivo, mentre l’interno accoglie il corpo in modo naturale».

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Con Antoniolupi presenta Slide, una vasca monolitica in marmo. In che modo un oggetto così primario può ridefinire lo spazio bagno?

«La vasca è uno degli elementi più architettonici dell’ambiente bagno. Con Slide ho voluto lavorare proprio su questa idea: la vasca come volume primario, come materia scolpita, come gesto silenzioso.

Slide nasce da un unico blocco di marmo e mantiene un rapporto molto diretto con la materia. Il bordo cambia inclinazione, sembra scivolare, creare un movimento naturale. È un gesto semplice, ma capace di togliere staticità a un volume importante.

La pietra ha forza, ma deve anche suggerire intimità. Slide conferma ancora una volta l’attenzione e la ricerca di Antoniolupi sul tema delle tecniche di lavorazione del materiale che aprono nuove prospettive ed esaltano le molteplici potenzialità espressive intrinseche nella materia».

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Per Flou firma Orma, un nuovo letto dalle forme morbide e continue. Cosa significa oggi progettare il riposo?

«Progettare un letto significa lavorare su una dimensione molto intima dell’abitare. Il letto non è solo un oggetto: è un luogo. Accoglie, custodisce il tempo, accompagna gesti quotidiani che hanno a che fare con il riposo e la protezione.

Orma nasce da questa riflessione. Il nome suggerisce una traccia, un segno lasciato dalla presenza del corpo. Ho immaginato una superficie continua, morbida, capace di accogliere senza perdere definizione.

È un progetto in cui il lusso coincide con la qualità della proporzione, con la cura della materia, con la sensazione di essere accolti».

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Nel caso di LEMA, il Salone 2026 consolida un nuovo percorso iniziato nel 2025, quando lo studio A++ ha assunto l’art direction del brand. Dopo un primo anno di lavoro sull’identità e sul concetto di “Feel at Home”, che cosa significa oggi dare forma alla nuova casa LEMA?

«Con LEMA il lavoro è iniziato prima del prodotto. Nel 2025, con lo Studio A++, abbiamo assunto la direzione artistica del brand con l’obiettivo di costruire un linguaggio più contemporaneo, internazionale e riconoscibile, senza perdere il legame con la storia dell’azienda.

Il concetto di “Feel at Home” è centrale: non pensare la casa come showroom, ma come luogo reale, fatto di relazioni, comfort, materia e luce.

Nel 2026 questo percorso si consolida attraverso una collezione che non va letta per singoli oggetti, ma come parte di una visione domestica più ampia. Prodotti come la poltrona Graffetta, il letto Nobu o il tavolo Traverso raccontano bene questa direzione: un segno semplice, riconoscibile, leggero, capace di inserirsi con naturalezza nella nuova idea di casa LEMA».

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Con Elie Saab Maison, la Milano Design Week 2026 ha preso la forma di un racconto immersivo: The Milanese House – Una Notte a Milano. Come nasce questo dialogo tra couture, architettura e interior design?

«Elie Saab Maison è un progetto che nasce da un’idea molto precisa di eleganza: non solo l’oggetto, ma un mondo.

Con The Milanese House – Una Notte a Milano abbiamo voluto costruire un racconto domestico, una casa da attraversare più che da osservare. Ogni stanza diventa una scena, ogni materiale contribuisce a definire un’atmosfera.

I nuovi prodotti, dai divani Mascagni, Manzoni e Royal Byblos, al tavolo Atlas, dal paravento Orizzonte alla scrivania Nobile, fino al letto Musa e alle poltrone Onda e Lobster, compongono un sistema completo dell’abitare, più che una collezione di singoli arredi.

Con Elie Saab Maison il lusso non è mai solo decorazione: è controllo della misura, continuità tra oggetto e ambiente, capacità di trasformare la casa in un’esperienza sensoriale e senza tempo».

Giorgetti le affida Progetti Silky, reinterpretazione di un’icona del 1987. Come si interviene su un prodotto storico senza trasformarlo in nostalgia?

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo«Quando si lavora su un’icona, la prima responsabilità è non tradirne l’identità.

Progetti Silky è una poltrona che appartiene alla memoria di Giorgetti e alla storia del design italiano. Con Progetti Silky non ho voluto cancellare il progetto originario, ma renderlo nuovamente attuale attraverso una sensibilità più morbida, più fluida.

Il rivestimento che arriva fino a terra, la struttura in faggio scuro, i braccioli in Pau Ferro, il rapporto tra ergonomia e proporzione: tutto concorre a creare una nuova presenza, rispettosa ma non nostalgica».

Salone del Mobile 2026: Carlo Colombo ridisegna l’abitare contemporaneo Con Golran, invece, il progetto si sposta sulla superficie tessile e sul tappeto. Che cosa racconta la nuova collezione Timelines?

«Il tappeto è un elemento interessante perché appartiene allo spazio in modo discreto, ma può modificarne profondamente la percezione.

Con Timelines per Golran, ho lavorato sull’idea di traccia. Le linee appaiono, scompaiono, si spostano, come segni lasciati dal tempo.

È un progetto molto vicino al mio modo di intendere l’architettura: non come forma chiusa, ma come stratificazione. Ogni spazio conserva segni, attraversamenti, esperienze».