Il percorso di Lugano, Locarno e Mendrisio verso il titolo di Capitale Culturale Svizzera 2030 entra in una fase decisiva, aprendo il confronto con la cittadinanza e con il sistema culturale regionale e nazionale. Dopo il deposito ufficiale del dossier di candidatura lo scorso 23 dicembre, le tre città promuovono una serie di incontri pubblici pensati come momenti di restituzione, dialogo e approfondimento dei contenuti emersi nel corso del lungo processo partecipativo.
Il progetto La Svizzera vista da Sud nasce da una convinzione condivisa: le arti e la cultura non rappresentano soltanto un ambito legato all’accrescimento emotivo e intellettuale dell’individuo e della società – scopo che resta comunque primario – ma costituiscono un’infrastruttura strategica per lo sviluppo sociale, economico e territoriale. In questa prospettiva, la candidatura non si limita a immaginare un anno-evento, ma propone un modello di trasformazione con effetti duraturi.
Una capitale policentrica oltre i confini tradizionali
Elemento distintivo della proposta è il suo carattere policentrico. Lugano, Locarno e Mendrisio si presentano come un unico sistema culturale integrato, capace di superare barriere geografiche, linguistiche e istituzionali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo della Svizzera italiana nel dialogo culturale nazionale e internazionale, offrendo una prospettiva complementare a quella dei grandi centri urbani del nord del Paese.
Il tema guida La Svizzera vista da Sud è il risultato di un ampio percorso di consultazione che ha coinvolto cittadini, operatori culturali, istituzioni educative, imprese e associazioni. Più che uno slogan, si configura come una postura culturale: uno sguardo che invita a rileggere identità, appartenenze e narrazioni collettive, in un contesto storico segnato da frammentazioni e polarizzazioni.
Capitale Culturale Svizzera 2030: i quattro assi tematici e i progetti faro
L’impianto concettuale della candidatura si articola attorno a quattro assi tematici che orienteranno la programmazione culturale: la lentezza nella velocità, intesa come valore culturale e non come freno allo sviluppo; il rapporto tra natura e sostenibilità; il legame tra cultura, salute e benessere; l’umanizzazione del digitale, con particolare attenzione all’etica e alla centralità della persona.
Su queste direttrici si innestano cinque progetti faro, chiamati a coinvolgere l’intera scena culturale regionale e a dialogare con realtà nazionali e internazionali. In caso di assegnazione del titolo, sono già previsti percorsi di co-progettazione a partire dal 2026, con l’obiettivo di attivare competenze, reti e nuove professionalità.
Il progetto ambisce a lasciare un’eredità concreta: maggiore visibilità per il territorio, rafforzamento delle competenze culturali, incremento dell’attrattività turistica, sviluppo di reti di cooperazione e sperimentazione interdisciplinare. Una visione che guarda oltre il 2030 e che punta a consolidare pratiche e collaborazioni nel lungo periodo.
Il primo incontro pubblico a Lugano
Il ciclo di appuntamenti si apre a Lugano, con un incontro ospitato dall’Università della Svizzera italiana. La mattinata, coordinata dal professor Franco Bianchini, esperto internazionale di politiche culturali e rigenerazione urbana, prevede una presentazione del dossier seguita da un dibattito dedicato alle industrie culturali e creative.
Dopo i saluti istituzionali della presidente dell’USI Monica Duca Widmer e l’introduzione del vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco, il confronto coinvolgerà esponenti del mondo accademico, dei media e della produzione culturale. Tra i relatori figurano Paride Pelli, RSI con Lorenzo Erroi, il rettore dell’USI Gabriele Balbi, oltre a rappresentanti del settore artistico e musicale indipendente.
La moderazione è affidata alla giornalista Moira Bubola. L’incontro è gratuito, con iscrizione consigliata, e si svolgerà sabato 28 febbraio presso l’Auditorio del Campus Ovest dell’USI.
Un percorso che continua sul territorio
Al primo appuntamento, seguiranno due ulteriori momenti di approfondimento, previsti a Locarno il 18 aprile e a Mendrisio il 23 aprile. I dettagli organizzativi saranno comunicati nelle prossime settimane, ma l’impostazione rimane la stessa: creare spazi di confronto aperti, capaci di far emergere visioni condivise e di rafforzare il senso di corresponsabilità attorno alla candidatura.
Le informazioni complete sul progetto e sul percorso verso la Capitale Culturale Svizzera 2030 sono disponibili sul sito ufficiale.



