Al Castello Sforzesco riapre la Galleria Antico Egitto con 330 opere e 80 reperti inediti. Un nuovo allestimento per scoprire l’antico Egitto tra storia, arte e ricerca.Da domani – 5 marzo 2026 – il Castello Sforzesco inaugura la rinnovata Galleria Antico Egitto, uno spazio completamente ripensato che riporta al centro dell’attenzione una delle raccolte civiche più significative del panorama italiano. L’intervento ha ampliato il percorso espositivo e aggiornato l’impianto museografico, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire l’antico Egitto attraverso una selezione di circa 330 reperti, tra cui 80 mai presentati prima.

Una collezione nata nell’Ottocento

La storia della raccolta milanese affonda le radici nei primi decenni dell’Ottocento, nel pieno dell’“Egittomania” europea. I primi reperti – sarcofagi e frammenti di papiri – giunsero al Gabinetto Numismatico e alla Biblioteca di Brera, confluendo successivamente nelle collezioni civiche. Nel 1825 anche Jean-François Champollion, celebre per la decifrazione dei geroglifici, ebbe modo di osservare questi materiali durante un soggiorno milanese.

Trasferita nel 1900 al Castello, la raccolta è cresciuta nel tempo grazie ad acquisizioni mirate e a donazioni private. Un momento decisivo fu rappresentato dalle campagne di scavo nell’Oasi del Fayum, tra il 1934 e il 1939, guidate dal papirologo Achille Vogliano e sostenute anche dal Comune di Milano. Da quell’esperienza proviene, tra gli altri, la statua del faraone Amenemhat III, una delle opere simbolo della collezione.

Negli ultimi anni, nuove acquisizioni – tra cui nuclei provenienti dalle collezioni Bresciani e Ruffini – hanno ulteriormente ampliato il patrimonio, che oggi conta circa 3.000 reperti, databili dal IV millennio a.C. al V secolo d.C. Particolarmente rappresentate sono le epoche dal Nuovo Regno all’Età tarda.

Un percorso in sei sezioni per scoprire l’antico Egitto

Il nuovo allestimento organizza il racconto in sei sezioni tematiche: “Vivere nell’antico Egitto”, “Vivere con gli dèi”, “Vivere nell’Aldilà”, “Milano in Egitto” – con un focus sui rinvenimenti di Vogliano a Tebtynis e Medinet Madi –, “L’Egitto greco-romano” e “L’Egitto copto”.

L’obiettivo dichiarato è offrire strumenti per comprendere la complessità della civiltà nilotica: la dimensione religiosa, la concezione dell’oltretomba, i codici figurativi, l’estetica e il rapporto tra uomo, cosmo e divinità. Accanto ai sarcofagi, ai vasi canopi e alle stele, trovano spazio amuleti, ushabti e bronzetti, spesso privi di contesto originario ma preziosi per ricostruire usi e credenze.

Tra le opere di maggiore rilievo figurano la già citata statua di Amenemhat III, una raffinata statuetta in bronzo dorato raffigurante Osiride, la mummia con i sarcofagi di Pefjauauiaset e un papiro con il Libro dei morti del sacerdote Hornefer. A questi si aggiunge un papiro lungo circa sette metri, proveniente dalla collezione Busca e di proprietà della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, che torna a dialogare con altri manufatti della medesima raccolta oggi conservati nelle collezioni civiche.

Restauro, ricerca e tecnologia

La riapertura giunge al termine di un periodo di chiusura durante il quale sono stati eseguiti interventi di restauro e indagini diagnostiche che hanno approfondito la conoscenza dei materiali. Il progetto scientifico è stato curato da Sabrina Ceruti e Anna Provenzali.

Sul piano museografico, l’allestimento – firmato dallo studio di Markus Scherer di Merano – valorizza la conformazione lunga e stretta della sala con oltre cinquanta teche a tutta altezza e rivestimenti in pietra chiara che evocano la monumentalità dell’architettura egizia. L’illuminazione, progettata dallo studio Ferrara Palladino Lightscape, contribuisce a creare un’atmosfera raccolta e immersiva. Un’applicazione 3D interattiva accompagna inoltre il visitatore nella comprensione del rituale funerario, integrando il percorso tradizionale con strumenti digitali.

Attività e visite

Con la riapertura partono anche nuove proposte di visite guidate e laboratori per le scuole. In occasione del primo fine settimana successivo all’inaugurazione sono previsti mediatori museali in sala e sono in programma conferenze di approfondimento con studiosi ed esperti.

La società concessionaria Ad Artem propone inoltre percorsi tematici dedicati agli adulti, inclusi itinerari nei cosiddetti “percorsi segreti” del Castello, come le Merlate Panoramiche e la Strada Coperta della Ghirlanda.

Informazioni

La Galleria è visitabile da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso ore 17.00; biglietteria fino alle 16.30). Lunedì chiuso, così come il 25 dicembre, il 1° gennaio e il 1° maggio.

Il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto 3 euro. Sono previste gratuità in determinate fasce orarie (primo e terzo martedì del mese dalle 14.00; prima domenica del mese) e per specifiche categorie, tra cui minori di 18 anni, persone con disabilità, giornalisti accreditati e soci ICOM.

L’accesso ai cortili del Castello è libero tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.30. Per i gruppi è obbligatoria la prenotazione dell’orario di ingresso alla Galleria scrivendo a segreteria@spazioaster.it; in caso di forte affluenza l’accesso non può essere garantito senza prenotazione.

Audioguide multilingue sono disponibili al costo di 5 euro. Ogni fine settimana si tengono visite guidate senza prenotazione: sabato in inglese, domenica in italiano.