città della musica A Lugano si apre ufficialmente una nuova fase per il sistema culturale e formativo locale: con una cerimonia a Besso, è stato dato avvio ai lavori della cosiddetta “città della musica”, il progetto destinato a ridefinire gli spazi e le ambizioni della musica nel contesto ticinese e nazionale.

L’intervento sorgerà sull’area dell’ex studio radio della RSI, edificio considerato di valore storico, che sarà recuperato e integrato con nuove strutture. L’obiettivo è creare un polo capace di riunire formazione, produzione e conservazione del patrimonio sonoro in un unico ecosistema.

Un progetto condiviso tra istituzioni

Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti delle principali istituzioni coinvolte. Tra questi, la presidente della Fondazione Conservatorio, Ina Piattini Pelloni, e il direttore generale Christoph Brenner, insieme a esponenti politici e accademici, tra cui la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti e il sindaco Michele Foletti.

Il progetto si inserisce nel più ampio sistema universitario del territorio, in dialogo con realtà come la SUPSI, e punta a garantire continuità e sviluppo alle attività della Scuola universitaria di musica, del Pre-College e della Scuola di musica.

Spazi condivisi e vocazione internazionale

Oltre alla formazione, la “città della musica” prevede la coabitazione di diverse istituzioni e realtà musicali attive sul territorio. Tra queste figurano la Orchestra della Svizzera italiana, i Barocchisti, le produzioni musicali della RSI e l’associazione Sonart.

Un elemento centrale sarà inoltre il trasferimento della Fonoteca nazionale svizzera, che contribuirà a rafforzare il ruolo del nuovo complesso come luogo di conservazione e ricerca.

Architettura e memoria del luogo

Il progetto architettonico, firmato dallo studio Architecture Club, prevede un intervento rispettoso della memoria storica dell’edificio esistente, con l’aggiunta di nuovi volumi. Particolare attenzione è stata dedicata al valore simbolico: una lastra commemorativa verrà posata al termine dei lavori, in continuità con quelle già presenti all’ingresso dello stabile, dedicate agli architetti originari Alberto Camenzind, Rino Tami e Augusto Jäggli.

Tempistiche e prospettive

Il cantiere è stato avviato nel febbraio 2026. La consegna del primo stabile, quello principale ricavato dall’ex sede RSI, è prevista per il 2028, in tempo per l’avvio dell’anno accademico 2028/29. Il completamento dell’intero complesso, comprensivo dei nuovi edifici, dovrebbe arrivare nel 2029.

Un tassello nel percorso culturale della città

Nel dibattito pubblico, il progetto viene letto anche come un ulteriore passo nel rafforzamento dell’identità culturale cittadina, già segnata negli ultimi anni dalla nascita del LAC Lugano Arte e Cultura.

L’intenzione dichiarata è quella di costruire non solo un’infrastruttura per addetti ai lavori, ma uno spazio aperto, accessibile e integrato nella vita cittadina. Un luogo, nelle parole dei promotori, capace di accogliere studenti, professionisti e pubblico, favorendo l’incontro tra tradizione e sperimentazione.

Un progetto sostenuto dal territorio

Uno degli elementi sottolineati durante la cerimonia è stato l’ampio consenso raccolto attorno all’iniziativa. L’assenza di opposizioni formali durante l’iter autorizzativo viene letta come segnale di una condivisione diffusa, che coinvolge istituzioni, privati e cittadinanza.

Il sostegno economico e simbolico dei donatori e della comunità è stato più volte richiamato come componente essenziale per la realizzazione dell’opera, descritta non come progetto di élite, ma come iniziativa collettiva.

Musica e futuro

La giornata inaugurale è stata accompagnata da esecuzioni musicali degli studenti, a sottolineare il legame tra il cantiere e la sua futura funzione. Un segnale concreto di quella che sarà la sfida principale: trasformare un insieme di spazi in un luogo vivo, capace di produrre cultura.

Ulteriori dettagli sul progetto sono disponibili su www.cittadellamusica.ch e sul sito ufficiale del Conservatorio: www.conservatorio.ch.