Raccontare il film della vita di cui Geo Mantegazza è stato indiscusso protagonista sarebbe troppo lungo e probabilmente molti episodi finirebbero per essere esclusi.  E allora è molto più significativo tornare al lungo momento durante il quale centinaia e centinaia di cittadini di Lugano e dell’intero Ticino hanno voluto tributargli un affettuoso saluto di commiato: un commosso, interminabile silenzio che esprimeva l’incredulità per una mancanza gravosa da accettare ma che sottolineava al tempo stesso tutto il peso, la continuità e il valore di una presenza condivisa e amata.

A ricordarlo per sempre saranno i tifosi, ma sarebbe più giusto chiamarli i fedeli appassionati dell’Hockey Club Lugano che nel corso di più di quattro decenni gli hanno riconosciuto una popolarità assolutamente impensabile in un territorio dalle limitate dimensioni come il Ticino. L’amore per questo sport albergava già da tempo nel cuore della famiglia Mantegazza, alcuni suoi membri giocavano nelle varie formazioni giovanili, dopo alcune iniziali perplessità, ad assumere la guida nel 1978 del sodalizio sportivo luganese. Sotto la sua presidenza, operativa fino al 1991, l’HCL raggiunse un prestigio prima sconosciuto, ottenendo cinque finali consecutive dei playoff e quattro titoli nazionali conquistati tra il 1986 e il 1990 e sarà ricordato per sempre come il Grande Lugano. L’ingaggio di campioni olimpici statunitensi e la promozione in LNA nel 1982 furono il trampolino di lancio per pianificare un club e forgiare una squadra in grado di sfidare e poi battere le potenze dell’hockey svizzero. Con la sua ambizione e le sue visioni innovative, il Presidentissimo rivoluzionò negli Anni Ottanta l’intero hockey svizzero contribuendo all’introduzione del professionismo, e con la sua determinazione a voler competere spinse tutto il movimento rossocrociato verso una definitiva e duratura crescita.

I grandi risultati ottenuti in campo sportivo ma anche i tanti progetti realizzati nel corso della sua vita professionale non sarebbero mai stati ottenuti senza un carattere forte e deciso, un capacità non comune del cogliere le opportunità che il destino gli offriva e una grande lucidità nell’individuare con chiarezza gli obbiettivi che intendeva perseguire, a cui facevano poi seguito volontà, tenacia e tanto, tantissimo lavoro per portare a termine con successo le opere iniziate.

Per gentile concessione del Corriere del Ticino

Cittadino del mondo, abituato a viaggiare e soggiornare all’estero per impegni professionali per trascorrere periodi di vacanza o per piacere personale, Geo Mantegazza era rimasto sempre profondamente legato alle sue radici ticinesi. Ma il suo Ticino era soprattutto fatto di tradizioni, valori, ricordi e atmosfere, senza mai riconoscersi pienamente nella contemporaneità di uno sviluppo – ma forse sarebbe meglio dire di un non sviluppo – verso cui manteneva un atteggiamento tacitamente critico.

Nato a Lugano il 12 novembre 1928, dopo aver frequentato l’Istituto Elvetico e il Liceo Cantonale della sua città, dove fu insignito del Premio Maraini, si era iscritto nel 1948 al Politecnico federale di Zurigo dove aveva conseguito il titolo in Ingegneria civile nel 1952. Le prime esperienze lavorative erano state nell’impresa di famiglia, occupandosi della gestione della flotta di pullman che dal Ticino portavano in giro i turisti per l’Europa. Ma già nel 1954 aveva avvertito forte il bisogno di dare vita ad una sua attività, fondando un proprio studio di ingegneria, Mantegazza & Cattaneo, che nel volgere di pochi anni riuscì ad assumere importanti incarichi nell’ambito dell’edilizia sia pubblica che privata. Tra le opere di maggiore impegno spicca la progettazione, la direzione e la realizzazione dei grandi lavori, durati circa un ventennio, per lo scavo di canali e la posa di tubi e impianti di depurazione che hanno consentito alla città di Lugano di disporre di una adeguata rete fognaria, rendendo al tempo stesso più pulite le acque del suo lago.

Per gentile concessione del Corriere del Ticino

Nel corso dei successivi decenni, mentre partecipava con il fratello Sergio alla creazione e allo sviluppo di importanti imprese familiari nel settore dei viaggi, del turismo e del trasporto aereo (Globus, Cosmos, Monarch e varie altre aziende), Geo concentrò i suoi sforzi soprattutto nella sua attività di ingegnere e nel campo dell’edilizia, occupandosi della costruzione di numerosi complessi immobiliari e di palazzi di prestigio che si può ben  dire abbiano modificato il volto della città, rendendola più moderna, attrattiva, cosmopolita. Edifici come il Palazzo Mantegazza a Paradiso o la ristrutturazione del Grand Palace nel cuore di Lugano, per citare solo alcuni delle più recenti realizzazioni, sono entrati a far parte dell’iconografia cittadina e rappresentano delle pagine significative della storia dell’architettura ticinese.

Se l’immagine pubblica di Geo Mantegazza è dunque inevitabilmente associata ad opere grandiose e successi sportivi di grande impatto popolare, la sua dimensione umana resta comunque gelosamente custodita nel rispetto degli affetti familiari e nel ricordo dei suoi figli. Certamente la sua forte personalità e una visione chiara degli obiettivi da raggiungere sono stati la forza trainante di una lunga vita sempre vissuta intensamente. Ma l’uomo ha sempre espresso una altrettanto straordinaria capacità di mantenere un saldo legame con valori profondi come l’impegno civile e la solidarietà nei confronti della comunità cui apparteneva, con la memoria delle tradizioni ticinesi, non ultimo il suo dialetto, con il riconoscimento dell’importanza della famiglia, con il gusto delle cose belle ancorché piccole e semplici.

Per gentile concessione del Corriere del Ticino

Le parole dei suoi figli

Claudio

Mio padre era un ottimo calciatore, e mi ricordo che una volta, avrò avuto 6 anni, giocando nel giardino di casa nostra lanciò un pallone in alto ma così in alto che mi sembrava non dovesse scendere più. È sempre stato un uomo molto forte e un grande sportivo.

Mario Mantegazza

Con mio padre parlavo spesso in dialetto, una lingua che già di per sé avvicina molto le persone.

Ma ciò che più ci ha resi vicini è stato il crescere i figli insieme. Mia sorella Anna si pone, come età, esattamente fra i miei 4 figli.

Questa vicinanza ci ha permesso di condividere tante vacanze, molte domeniche a pranzo, occasioni dove si ha veramente l’opportunità si stare insieme e di godere della famiglia che lui ha sempre voluto unita.

Io ritengo di essere un buon padre e, cosa ben più importante, i miei figli mi dicono che sono un padre sempre presente. Ecco, forse questo è il dono più bello che papà mi ha lasciato: essere un buon padre e avere a cuore la vita dei propri figli, amandoli ognuno nella propria unicità.

Mi mancherà per sempre, ma sarà con me ad ogni mio respiro.

Vicky

Ho avuto l’immensa fortuna di passare molto tempo con mio papà, soprattutto da adulta.  Lavoravamo infatti insieme nell’Immobiliare di famiglia che lui ha costituito. Al suo fianco ho partecipato, tra le altre cose, con tanto interesse e tanta passione al progetto, alla costruzione e alla messa in vita del prestigioso Palazzo Mantegazza.

In più l’ho seguito da ragazza quando lui era il Presidentissimo dell’Hockey Club Lugano. Si andava in giro per la Svizzera (e non solo) in cerca di giocatori e a vedere partite. Così facendo mi ha trasmesso questa nostra immensa passione per i colori biancogialloneri. Mai e poi mai avrei pensato un giorno che diventasse proprio lui il mio più grande tifoso.

Ma prima di tutto questo mio papà è stato un grandissimo padre e un grandissimo uomo. Umile e generoso. Non finirò mai di ringraziarlo per essere stato capace di trasmettermi i suoi valori più profondi che porterò avanti nel tempo. Grazie papà.

Anna Mantegazza

Il mio papà aveva uno spiccato senso dell’umorismo, e aveva sempre la battuta pronta per ogni occasione. In questo modo mi trasmetteva una sana leggerezza e allegria!

Il suo sorriso illuminava le mie giornate e, proprio in quel sorriso, bello, spontaneo, sincero e puro, risiedeva la mia felicità e trovavo la pace.

Il mio papà era e sarà sempre la mia casa!